Trascinatore in Serie B, Massimo Coda, oggi alla Cremonese, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport soffermandosi anche sul Palermo.

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Lupo: "Palermo può arrivare in A, stimo Corini. SPAL? Ci vuole coerenza gestionale"

Massimo Coda si sta confermando anche quest'anno come uno dei migliori realizzatori della Serie B. Sono i suoi gol che stanno tenendo viva la lotta per la promozione almeno tramite playoff della sua Cremonese, per il momento settima in classifica. Il centravanti ex Genoa e Lecce ha rilasciato un'intervista alle colonne della Gazzetta dello Sport, soffermandosi sui temi relativi al campionato cadetto:

ACQUISTARE MASSIMO CODA E VINCERE LA B. SEMBRA FACILE? - "Mica tanto, ogni volta ti devi confermare, ripartire da zero. Non è scontato. Io ci riesco ed è un pregio. Mi piace essere considerato uno che fa la differenza, è una fiducia che fa da stimolo. Tutti gli allenatori mi hanno detto che avrei potuto fare la A. Ma non è possibile che siano sempre scarsi gli altri. FABIO LUCIONI DICE CHE MI SONO ACCONTENTATO? Fino a 24 anni ho fatto la C, la testa è cambiata andando in Slovenia. Lì ho capito che potevo fare di più, ma fare la B così non è un ridimensionamento, anzi".

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OBIETTIVO TRE PROMOZIONI SU TRE - "Ovviamente cerchiamo di allungare, pur conoscendo le insidie della B. Visto l’anno scorso le squadre che dovevano vincere e invece sono retrocesse. L’anno scorso l’ho sofferto, volevo fare 3 su 3, ma al Genoa è stato diverso. Di sicuro non è un’ansia, so gestire la situazione: non devo segnare per forza".

CONCORRENZA PER IL TITOLO - "Pohjanpalo e Brunori hanno squadre che creano tante occasioni per loro. I giovani no".

VENEZIA, PARMA E PALERMO LE FAVORITE? - "Ho visto dal vivo solo il Parma, squadra molto affiatata che si difende bene: arriverà lontano. Le altre hanno rose forti con giocatori che fanno la differenza: è la cosa che conta di più in B".

ANEDDOTO SULL'ESPERIENZA A LECCE CON CORINI - "Mi chiamavano Prosciuttone. Salvatore Lanna, il vice di Corini, mi faceva saltare e diceva: “alza sti prosciutti!” E Gabriel, il portiere, mi sfotteva… Molto meglio quando mi chiamavano “Hispanico”, da Benevento".

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