Il Palermo volta pagina: fine dell’era Zamparini, cosa ne pensano i giornalisti palermitani

Il Palermo volta pagina: fine dell’era Zamparini, cosa ne pensano i giornalisti palermitani

La storia dei colori rosanero è rimasta legata per ben 16 anni a Maurizio Zamparini. L’imprenditore friulano adesso è uscito di scena cedendo il 100% delle quote societarie al gruppo inglese capitanato da Richardson. La redazione di Mediagol.it ha contattato diversi giornalisti locali chiedendo un bilancio sulla gestione Zamparini

Scheda 5

michele sardoMichele Sardo (Gds Online): “Prima parte perfetto. I primi sei anni addirittura a Palermo lo proponevamo come sindaco della città. Poi dopo la finale di Coppa Italia è cambiato tutto. Ha iniziato a disinteressarsi del Palermo, ha cominciato a orientare il calciomercato verso i paesi dell’Est, rispetto a quello che faceva prima attingendo di più dal mercato sudamericano, dove ci sono a mio avviso giocatori più talentuosi. Questo cambio sarà magari stato fatto per risparmiare. Già da qui si vede il suo calo di interesse, magari anche legato al fatto che la crisi ha toccato anche lui. Però se fosse stato più chiaro con i palermitani con molta probabilità la gente lo avrebbe capito, invece ha continuato ad illudere di fare chissà che cosa. Per il resto devo dire che per me non è il più grande presidente della storia del Palermo per un semplice motivo che è venuta a mancare la componente passionale. Io mai nella storia del calcio ho visto un presidente che non ha mai visto dal vivo vedere giocare la sua squadra di calcio allo stadio, lui mai, a parte qualche apparizione di pochi minuti: questa è la cosa chi mi ha maggiormente sorpreso di tutta la sua gestione…

angelo scuderiAngelo Scuderi (Il Gazzettino di Sicilia): “Dal punto di vista sportivo Zamparini ha sicuramente fatto la storia del Palermo. Quindi il presidente ‘top’ di questa società. Dal punto di vista delle competenze calcistiche e della gestione manageriale della società c’è da chiedersi perché lui ‘esce’ tra i fischi ed invece Barbera e Raimondo Lanza di Trabia, che non hanno di certo ottenuto gli stessi risultati, restano nella storia. Questo dovrebbe chiederselo Zamparini ancor prima che noi palermitani…

luca tutoneLuca Tutone (TRM e Dazn):La valutazione dei 16 anni di presidenza di Maurizio Zamparini va diviso segnando uno spartiacque: la finale di Coppa Italia del 2011. Sino a quel momento la gestione del patron friulano è stata praticamente ineccepibile prima che si innescasse un meccanismo che ha quasi portato all’autodistruzione dei nostri giorni con un’ipotesi di fallimento. L’unica verità è che Zamparini non è mai cambiato: anzi, nei primi anni ha forse anche sbagliato molto di più che nei successivi. L’unica differenza è stata la capacità di coprire gli errori con la disponibilità economica. Mancata la volontà di investire ancora risorse economiche, il Palermo ha vissuto solo di luce riflessa dei risultati sportivi degli anni precedenti e dell’ottimo lavoro di impostazione che solo la solidità finanziaria di una società può consentire. L’unico grande errore di Zamparini è stato quello di provare a nascondere sotto il tappeto la polvere delle difficoltà personali e alzare sempre troppo l’asticella dei traguardi da raggiungere senza averne la potenzialità reale. Ai palermitani le false promesse piacciono poco. Rimane il presidente più vincente della storia del Palermo“.

paolo vanniniPaolo Vannini (Il Corriere dello Sport): “Dopo tante scottature dobbiamo capire effettivamente come si materializzerà questo addio, dato che ancora non si è mostrato nessun referente fisico della nuova proprietà. Per cui non si capisce che tipi di scelte verranno fatte e quanto conterà il ruolo di Zamparini, seppur fuori da ogni carica ufficiale. Detto questo se avverrà effettivamente questa uscita, Zamparini ha ottenuto risultati straordinari ed impensabili in una città fino a venti anni fa si sentiva tagliata fuori dalla Serie A e comunque dall’olimpo del calcio. L’ha fatto con il suo carattere particolare, non certo facile, creando non tanto un club granitico, quanto un’azienda individuale che si è basata sui suoi estri e non su una vera programmazione. La formula ha funzionato fin quando ci sono stati investimenti e scelte tecniche importanti, anche puntando su professioni di primo livello come Sabatini, Giudolin, Delio Rossi e Foschi stesso. Col passare del tempo questa formula si è persa quando Zamparini dal 2011 non ha più investito ed ha pensato soltanto di gestire le risorse che arrivassero da diritti tv, paracadute e soprattutto cessioni, così che le squadre sono nate non tanto su esigenze tecniche ma commerciali, con la valorizzazione di giocatori che poi si sono rilevati molto spesso inadeguati che dovevano essere per forza rivenduti. In più Zamparini non ha mai capito veramente l’animo del tifo palermitano, fino a ‘rompere’ con i suoi comportamenti molto spesso arroganti con ogni componente della città a prescindere dal fatto che fossero gente comune, politica, ma anche con la magistratura. Gli va dato atto comunque di avere realizzato qualcosa di straordinario in una città che sportivamente fa molta fatica ad ottenere e costruire ciò che serve per lavorare nello sport ad alti livelli. Il suo ciclo era finito da tempo e questi anni in più che lui ha voluto offrire sono stati veramente negativi. Fare meglio di lui dal punto di vista dei risultati per chiunque arriverà sarà molto difficile, però ci sono anche altri aspetti che secondo me contano nello sport come il rapporto con la propria territorialità, l’etica e la capacità di creare un affetto con la tifoseria. Da questo punto di vista sicuramente si potrà fare molto meglio. Comunque sia Zamparini ha regalato quasi vent’anni di emozioni incredibili a questa città, poi le emozioni non sempre sono dello stesso genere e molto spesso possono anche essere tristi, però sicuramente non è passato in maniera indifferente“.

fabrizio vitaleFabrizio Vitale (La Gazzetta dello Sport): “Quelli di Zamparini sono stati senza dubbio sedici anni significativi, importanti, che ha preso il Palermo sull’orlo del fallimento da Sensi e nel giro di due anni l’ha portato in Serie A. Da lì è iniziata una cavalcata trionfale che ha portato la squadra in Europa, dove il Palermo non era mai stato. Da qui sono passati anche campioni importanti del futuro, ma non solo, perché ricordiamo giocatori come Miccoli che erano già consacrati nel panorama internazionale. Abbiamo avuto modo di vedere giocatori che oggi sono sui palcoscenici più importanti come Cavani o Pastore. E’ stata una parabola ascendente fino al 2011 quando tutto è culminato con la finale di Coppa Italia. Da lì è iniziata la lenta discesa del Palermo e di Zamparini, che non potendo più disporre dei capitali iniziali, ha cercato di autogestire il club attraverso la vendita di giocatori importanti e l’acquisto di giovani di prospettiva, ma non ci è sempre riuscito. Ci sono state due retrocessioni di mezzo ed adesso se ne va con un Palermo primo in classifica. Si chiude così una pagina storica del Palermo, un Palermo così in ‘vetta’ nella storia del panorama del calcio italiano ed europeo non si era mai visto. Ci auguriamo che chi arriverà possa mantenere dei livelli di questo tipo“.

william anselmo foto profilo paginaWilliam Anselmo (Mediagol): Il merito più grande di Zamparini presidente è stato quello di riportare il grande calcio a Palermo facendo scoprire e vivere alle nuove generazioni emozioni inimmaginabili. Per diversi anni, per qualsiasi tifoso rosanero, è stato come sognare a occhi aperti, con campioni cresciuti ed esplosi con la maglia del Palermo, e con risultati sportivi che facevano immaginare che tutto fosse possibile. I bambini di allora, cresciuti a suon di gol e Luca Toni, oggi hanno più di vent’anni e sognano ancora. Dispiace che tutto quel patrimonio di sensazioni e positività si sia disperso negli ultimi anni. L’errore più grande dell’ormai ex patron è stato quello di non riuscire a dare una programmazione e una stabilità al progetto sportivo: i numerosi cambi di allenatori e direttori hanno rovinato quell’equilibrio e quella serenità necessari a club come il Palermo. Oltre all’eccessiva distanza dalla Sicilia, forse Zamparini potrebbe rimproverarsi anche il non aver saputo adattarsi al cambio dei tempi nel calcio, dove marketing e gestione dei tifosi oggi sono prioritari rispetto a tanti altri aspetti. Nonostante tutto, chi verrà dopo Zamparini dovrà necessariamente fare i conti con i suoi record che hanno segnato la storia del club“.

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  1. ivan.palerm_467 - 10 mesi fa

    Se lo spartiacque fra la buona e la cattiva gestione di Zamparini è datata nella finale di Coppa Italia c’è da dire che della parte negativa fa parte pure lo splendido binomio Dybala Vazquez ammirato in Serie A, così come il pronto ritorno in A ed il presente campionato che 30 anni fa sognavamo.

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  2. enzovinci121_252 - 10 mesi fa

    Queste dichiarazioni attestano come la situazione ambientale a Palermo sia stata rovinata innanzitutto dalla stampa locale … la più forte manifestazione di ingratitudine proviene proprio da lorsignori giornalisti che in questi anni si sono professionalmente pregiati (potendo così anche mangiare) del calcio che conta a Palermo portato da Zamparini nonché del valore mediatico che lo stesso Zamparini ha conferito al club ….dal 2011 in poi il Palermo ha proseguito tra A e B ed oggi e’ primo in classifica in B con fior di giocatori alcuni come Struna che dove si trasferiscono vengono considerati di valore nonostante abbiano dovuto subire le incompetenti critiche dei palermitani e di lorsignori giornalisti…la verità e’ che a Palermo dal 2011 in poi sono emerse le pretese come se avere la squadra del 2011 fosse un diritto acquisito come se per Zamparini fosse un dovere spendere (il termine investire nel calcio fa semplicemente ridere) come se vincere un campionato di B nel 2014 sia stato poco quando solo 10 anni prima per lo stesso risultato tutti abbiamo pianto di gioia….come se il Catania in C o il Bari in D non fossero esempi concreti di quanto difficile sia mantenere un club al sud economicamente e sportivamente….la storiella dei troppi cambi poi fa molto ridere perché se Zamparini ha commesso errori e ha ascoltato cattivi consiglieri lo ha fatto a danno soprattutto suo e cmq sono errori che durante la vita di un’azienda capitano magari anche in successione ma rimane il fatto che tutto ciò non può cancellare le cose buone fatte che sono infinitamente di piu….Zamparini poteva gestire meglio certi aspetti del rapporto con i tifosi oppure con la stampa forse avrebbe dovuto essere più ruffiano forse ha detto qualche bugia in più ma i palermitani compresi i giornalisti hanno le loro grandi responsabilità e oggi si meritano di essere stati graziosamente mandati a quel paese

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    1. Crazyhorse - 10 mesi fa

      Mi sa che non hai letto bene i commenti buonisti tranne un paio dei vari giornalisti e soprattutto non hai ancora compreso che il tuo idolo non ha commesso alcun errore, ha semplicemente depauperato fraudolentemente il patrimonio del Palermo Calcio

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