Palermo “british” già finito: Richardson esce di scena e Treacy medita l’addio, le accuse a Facile e Coen…

Palermo “british” già finito: Richardson esce di scena e Treacy medita l’addio, le accuse a Facile e Coen…

Il presidente rosanero lascia il Palermo ed accusa l’ad Emanuele Facile: “Lui e Coen ci avevano fatto credere che c’erano trenta milioni di sterline per acquisire la società, noi mai coinvolti”

Il Palermo “british si consegna agli archivi ancora prima di cominciare.

Questo in buona sostanza quanto confermato stamane da Il Giornale di Sicilia, che riporta come non soltanto a dare l’addio al club rosanero sia stato Clive Richardson, e stavolta ufficialmente, ma con ogni probabilità anche John Michael Treacy. Della dirigenza inglese non è dunque rimasto più nulla: al momento vi è soltanto l’amministratore delegato Emanuele Facile, il quale aveva già dei problemi decisamente incombenti da affrontare e che adesso si ritrova da solo in un affare non semplice da risolvere ed inoltre con le accuse dello stesso Richardson che lascia Palermo ed il Palermo Calcio specificando come il proprio ingresso in società sia avvenuto “ad inizio dicembre come consulente dei signor Corrado Coen, Emanuele Facile e la sua squadra“.

Coen sarebbe coinvolto in prima persona negli affari legati al club di Viale del Fante anche attualmente, stando sempre a quanto dichiarato dall’ormai ex presidente della società rosanero, che continua: “Il mio gruppo di Global Futures Sport ed io siamo stati impiegati per svolgere la due diligence per l’acquisizione dell’US Città di Palermo da un gruppo di investitori, guidati dal signor Coen e dal signor Facile. Mai in nessuna fase io o il mio gruppo siamo stati coinvolti nel processo di riscossione fondi, siamo stati portati a credere dal principio che la compagnia avesse oltre 30 milioni di sterline da diverse fonti e avesse un capitale sufficiente per acquisire e gestire l’US Città di Palermo. Non saremmo mai stati coinvolti in prima persona se non avessimo creduto che questo fosse vero. Queste cifre ci sono state presentate negli incontri a Milano negli uffici del signor Facile del signor Coen nel novembre 2018“.

(Palermo, settimana della verità: inizia il countdown per incassare i tre milioni, Facile…)

Il lavoro svolto da Richardson, dunque, non sarebbe stato preso in esame dagli advisor finanziari che dovevano curare la cessione della società, come ribadito dallo stesso dirigente inglese: “Nonostante i nostri massimi sforzi, a me e al mio gruppo non è mai stato permesso di completare il processo di due diligence e i risultati che abbiamo riportato non sono mai stati presi in considerazione dal signor Facile e dal resto degli investitori. Non siamo stati pagati per il nostro lavoro fino ad oggi – conclude Richardsoned ho personalmente sostenuto una grande quantità di spese nel corso dei mesi scorsi“.

Queste sono quindi le parole ufficiali d’addio di Richardson al club siciliano, alle quali potrebbero unirsi a breve, come già detto, quelle di Treacy. Il consigliere che nella scorsa riunione del consiglio di amministrazione aveva annunciato l’arrivo entro questo week-end di un “bonifico dell’importo di euro 3 milioni per incasso parziale del credito Alyssa“, sempre secondo quanto riportato dal noto quotidiano regionale, starebbe meditando l’uscita di scena: “Questa farebbe ancor più male, perché l’avvocato inglese è il rappresentante di Eight Capital, l’unico soggetto ad aver finora immesso soldi nella capogruppo quotata in borsa (neanche 150mila euro, in realtà). Richardson saluta, Treacy medita l’addio e nel Palermo rimane solamente Facile. Adesso ci si può aspettare veramente di tutto, perché la società perde pezzi all’avvicinarsi di scadenze vitali per il club. Entro questa settimana dovrebbero arrivare tre milioni e il prospetto dell’amministratore delegato mostra come ai rosa necessitino 5,4 milioni entro il 16 febbraio, data in cui bisognerà pagare gli stipendi dei tesserati per non essere deferiti dalla Covisoc, col rischio concreto di un -2 in classifica“.

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Inoltre, l’ad Emanuele Facile dovrebbe incontrare il direttore dell’area tecnica rosanero Rino Foschi proprio in questi giorni se non già nella giornata di oggi, con tutta probabilità per giungere ad un chiarimento dopo la proposta di licenziamento avallata dal consiglio di amministrazione nei giorni scorsi, ma mai eseguita poiché non si sarebbe individuato un degno sostituto. Intanto in città si attenderebbe pure l’arrivo del finanziere foggiano Raffaello Follieri, attivo fino a qualche settimana fa nel tentativo di rientrare in corsa per l’acquisizione del club siciliano e che parrebbe ancora una volta pronto a presentare un’offerta così come fatto da Antonio Ponte qualche giorno fa, anche perché il Palermo “british sembrerebbe appartenere ormai al passato.

Approfondisci qui: (Ponte-Mediagol: “Facile, Zamparini e il ruolo di Coen, ecco la mia verità. Svelo offerta del mio gruppo per il club rosa. No agli inglesi perché…”)

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  1. salbar - 2 settimane fa

    Se diamo credito alle parole di Richardson il Palermo non è mai stato british, almeno in quanto a struttura finanziaria. Quindi il gioco dell’oca riporta a Zamparini come al solito dentro a tutte le trame torbide che hanno ammorbato la società.

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