L'intervista concessa dal presidente del Palermo, Giovanni Giammarva, dopo le richieste di sanzione della Procura Federale nei confronti di Calaiò e del Parma Calcio, in esclusiva alla redazione di Mediagol.it

Al termine dell'udienza della giornata di martedì, in cui era presente anche il Palermo, ammesso in qualità di terza parte contro-interessata, la Procura Federale ha presentato le sue richieste sanzionatorie nei confronti del Parma e del suo attaccante Emanuele Calaiò.

Giovanni Giammarva presidente palermo

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L'attaccante palermitano è accusato dalla Procura Federale della violazione dell'articolo sette del Codice di Giustizia Sportiva che configura il tentato illecito sportivo. Medesimo capo di imputazione per il club emiliano, in conformità al principio di responsabilità oggettiva relativamente alla condotta dei propri tesserati. Oggetto dei deferimenti i messaggi, ritenuti meritevoli di approfondimento dagli organi inquirenti, inviati dal bomber nato a Palermo al calciatore dello Spezia, ed ex compagno di squadra, Filippo De Col, nei giorni precedenti alla sfida tra il Parma e la compagine ligure. gara poi vinta dai ducali e risultata decisiva ai fini della promozione diretta in massima serie. Quattro anni di squalifica e 50.000 euro di ammenda per Calaiò e due punti di penalizzazione per il Parma da scontare nel campionato di Serie B da poco concluso, in subordine sei punti da comminare nella prossima stagione in serie A dei Ducali.

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In attesa della sentenza del Tribunale Nazionale Federale, ad oggi non ancora pervenuta, il presidente del Palermo, Giovanni Giammarva, ha espresso il suo punto di vista sulla vicenda in esclusiva ai microfoni della redazione di Mediagol.it.

"Tenuto conto delle attività della Procura Federale, per le quali il Tribunale dovrà emettere provvedimenti sanzionatori, è stato comunque consacrato che sono stati commessi reati oltre che illeciti sportivi. Ritengo quindi che le procure ordinarie competenti dovrebbero aprire un fascicolo d'ufficio. Sensazioni? Ho sempre fiducia nella giustizia, penso che sia fondamentale credere nella Giustizia altrimenti direi che nulla avrebbe più senso, dico questo sebbene sia coinvolto in un procedimento. Calaiò? Non sono in grado di esprimermi su quello che lui poteva provare, dico solo che sono state anche richiamate le emoticon (viste solo come faccine innocue) ma che in realtà spesso sono segno di complicità tra chi si scambia messaggi. Sono state dunque espresse, da parte della difesa, una serie di giustificazioni che sono solo giustificazioni e non fatti".

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