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Materazzi: “Odio la Juventus, ecco perché. Mourinho come un padre”. E lo scherzo a Balotelli…

L'ex difensore dell'Inter, Marco Materazzi, si è raccontato nel corso di una diretta Instagram, soffermandosi sui tempi d'oro in nerazzurro

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Marco Materazzi si racconta.

L'ex difensore è stato il protagonista, insieme a Sebastien Frey, di una interessante diretta Instagram. Tanti i temi trattati tra i due: dall'avventura dell'italiano, laureatosi Campione del Mondo, all'Inter, fino all'attuale stagione di Serie A, adesso ferma a causa della diffusione

"Io non litigo con nessuno - spiega Materazzi - però odio i soprusi e quelli che devono vincere per forza. Infatti, sono poche le squadre che odio al mondo… Quelle che fanno le prepotenti. Non facciamo nomi, dico solo il nome della squadra che amo: l’Inter. Sportivamente quanto odio la Juve? Tantissimo. Però sportivamente, perché li conosco tutti. Ma se vince l'Inter sono più contento".

Parole al miele, invece, per uno degli allenatori che lo ha protetto sotto la sua ala in nerazzurro, José Mourinho: "Alta e altra qualità. Era uno scudo, un padre, un fratello. Uno che si incazzava, ci faceva di quelli shampi incredibile che c’era da divertirsi. Sapeva toccare le corde giuste e infatti raggiungeva gli obiettivi. Con lui ho smesso di giocare a calcio, avevo 37 anni. Il rapporto che avevo con lui era di fiducia e stima. Potevo giocare una o venti partite ma sapevo di avere la sua stima sempre. Mi dicevano che io ce l’avessi con quello che è arrivato dopo di lui ma non è così. Con Mourinho avevo un bellissimo rapporto perché era coerente, quello che arrivato dopo (Benitez, ndr) non avevo un buon rapporto perché non era coerente. Il post Mourinho? Difficile sì, ma bisogna essere intelligenti. Non dico un copia incolla, però se ti avvicini a farlo come ha fatto Leonardo rischi di vincere lo scudetto e noi abbiamo rischiato di vincerlo partendo da gennaio con 19 punti dal Milan. Se non perdevamo il derby quello del gol di Pato dopo pochissimo, potevamo vincerlo. Ti assicuro che Leo ha fatto un copia incolla di tutto quello che si faceva prima degli ultimi sei mesi, quella è stata intelligenza".

Infine, sull'ex compagno Mario Balotelli, oggi tra le fila del Brescia: "Mario è il numero uno, è un bravissimo ragazzo. È che ogni tanto gliele dovevo dare, una volta è arrivato con i calzini del Milan e glieli ho tagliati tutti, una volta col Barcellona ha dato i numeri… e io, beh, gli dicevo che lo menavo. Però gli voglio troppo bene. Mario non è una merda, è un bravo ragazzo, è un bambinone. Però, vengo a cercarti a Brescia. Non ho nulla contro il Milan, ma ti vengo a cercare. Ti ricordi quando sei uscito prima verso gli spogliatoi? Se non fossi arrivato prima io sarebbe arrivato Cordoba a dartele".