Il Palermo del futuro, parla Francesco Bonfiglio: “Mi chiamano Leo, come Messi. Mia statura è un vantaggio”

Il Palermo del futuro, parla Francesco Bonfiglio: “Mi chiamano Leo, come Messi. Mia statura è un vantaggio”

L’intervista al giovane talento del Palermo, Francesco Bonfiglio: “Stavo per smettere col calcio, poi un allenatore ha salvato la mia carriera. Qualcuno mi chiama ‘Leo’, come Messi. La mia altezza…”

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Francesco Bonfiglio

Una stagione che ha già dato il suo responso, anche se l’appuntamento con la sentenza aritmetica deve ancora arrivare. Il Palermo viaggia spedito verso la retrocessione in Serie B e, in momenti come questi, non si può che pensare a ripartire.

Ripartire dai giovani, ripartire da chi questa maglia l’ha sempre sognata. Ripartire dai palermitani. Un concetto espresso più volte da Paul Baccaglini, che caldeggia tanto il Made in Italy. Tra i talenti da attenzionare nel vivaio rosa non può che esservi Francesco Bonfiglio, attaccante classe ’97 che ha compiuto 20 anni a gennaio. “È merito di mio padre se sono diventato calciatore. Ho cominciato all’età di 4/5 anni nella società di calcio del mio paese, Jetas. Mio padre aveva visto che ero molto interessato ai bambini che giocavano, mi chiese se mi sarebbe piaciuto provarci e io risposi di sì. Il giorno dopo mi iscrisse – ha raccontato lo stesso Bonfiglio ai microfoni di MondoPrimavera -. Ma dopo 2 allenamenti mio padre pensava che non facesse per me, dato che non correvo e non passavo la palla agli altri bambini. Stava quasi per togliermi dalla scuola calcio perché pensava fosse solo una perdita di tempo”. A “salvare” la carriera di Bonfiglio fu Francesco Terzo, suo prim allenatore: “Francesco è stato come un secondo padre e tuttora quando ci vediamo parliamo molto. Lui è stato il primo a credere in me, nonostante sembrava che fosse soltanto una perdita di tempo. Come ho detto, mio padre mi racconta che non correvo, non davo nemmeno un calcio al pallone. Eppure Francesco ci ha sempre creduto, ha insistito e convinto lamia famiglia nel farmi continuare perché credeva nel mio potenziale. Posso solo ringraziarlo, non sarei dove sono se non fosse stato per lui. Gli devo tantissimo, spero che sia orgoglioso di me“. Dal 2008, poi, l’esperienza nelle giovanili del Palermo: “All’età di 11 anni il mister Luigi Pecoraro, che porterò per sempre nel cuore, mi ha fortemente voluto al Palermo. Inizialmente non è stato facile ma grazie a lui e all’aiuto dei miei compagni sono riuscito a esprimermi al meglio in tutte le stagioni. Il mio anno migliore, per gol realizzati e prestazioni personali, nonostante i ripetuti infortuni, è stato quello degli allievi nazionali con Scurto”, ha detto Bonfiglio che poi è tornato a quel soprannome abbastanza illustre…

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