L'intervista al giovane talento del Palermo, Francesco Bonfiglio: "Stavo per smettere col calcio, poi un allenatore ha salvato la mia carriera. Qualcuno mi chiama 'Leo', come Messi. La mia altezza..."

<strong>'Leo' come Messi</strong>

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"Spesso vengo chiamato 'Leo'. Questo soprannome, che mi rende orgoglioso, lo devo a Gloriano, un ragazzo che come ho detto prima mi è sempre stato vicino e da sempre segue le giovanili del Palermo. Probabilmente fa riferimento a Messi e questo mi inorgoglisce, considerato che lui è il mio calciatore preferito", ha spiegato Bonfiglio.

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"L’altezza un problema per me? La mia statura (Bonfiglio è alto poco più di 160 centimetri, ndr) non è mai stata un impedimento, anzi. Io lo considero un vantaggio in quanto mi consente di avere uno stile di gioco funambolico che mi diverte. Non a caso Messi è il mio idolo in assoluto“, ha aggiunto il classe '97 che poi ha rintracciato il gol più bello segnato finora con la maglia del Palermo (in attesa che arrivi l'esordio in Prima Squadra, ndr). "I gol di cui vado più fiero risalgono all’anno degli Allievi Nazionali. Il gol, emotivamente parlando, più forte è stato il 2-2 contro la Roma in casa nostra da una posizione defilata. Il più bello invece credo di averlo realizzato contro il Catania, gara che abbiamo vinto sancendo la qualificazione alle Final Eight".

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