Gazzi: “Vi racconto perché ho scelto Palermo, ho una missione. Io e mia moglie…”

Le parole del centrocampista classe ’83 che due settimane fa ha deciso di vestire la maglia rosanero, quella del Palermo.

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Esperienza a disposizione di un gruppo fatto di molti giovani.

Alessandro Gazzi si è calato subito nella realtà rosanero: nel giro di due settimane, ha compreso le dinamiche interne allo spogliatoio di Ballardini e iniziato a dare il proprio contributo. Ha optato per il Palermo perché… “Perché seguo le emozioni – risponde l’ex Torino attraverso un testo pubblicato sulle colonne del ‘Corriere dello Sport’ -. A 33 anni c’è sempre da migliorare, un minimo di tensione è necessaria per raggiungere risultati”. Gazzi va più a fondo alla questione: “Avevo un anno di contratto col Torino ma, dopo un paio di colloqui con l’allenatore (Sinisa Mihajlovic, ndr), ho capito che era giunto il momento di cambiare. E ho scelto Palermo perché c’è un obiettivo da raggiungere, la salvezza”. Sa di avere una missione in Sicilia. “Sono motivatissimo, ci sono tanti giovani, dovrò aiutarli a migliorare. Ora che sono più vecchio divento un maestro di vita. Come un papà. Imparerò un po’ di inglese, cercherò di capire le loro esigenze, li metterò in guardia dalle difficoltà di una stagione in A”. Una guida, una di quelle che piacciono molto all’allenatore Ballardini. “Domenica si parte col campionato. Sassuolo? Un avvio affascinante. Noi al servizio dei giovani, i giovani per stupire”.

In questo breve sunto della propria vita, si arriva anche all’aspetto sentimentale e al rapporto con la moglie. “Mia moglie istinto allo stato puro. Io e lei opposti che si incontrano, fatale. E’ stata lei a conquistarmi, a fare il primo passo. Per fortuna, altrimenti starei ancora cercando le parole – racconta sorridendo -. Ci siamo conosciuti quando giocavo nella Lazio, 18 anni, non ci siamo più separati. Abbiamo tre bambine. Una famiglia numerosa il mio sogno: Camilla, otto anni, Nicole, sei, ed Emily due. Mi seguono giusto quando gioco, in maniera svogliata. Il calcio è roba da maschi“.

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