serie b

Carpi-Palermo 0-3: rosa straripanti al Cabassi! Spettacolo, tris e vittoria

Successo autorevole figlio di una prestazione intensa e brillante della compagine di Stellone: il Palermo domina e passa al "Cabassi" mostrando automatismi, personalità, trame efficaci e gradevoli. Falletti, Jajalo e Nestorovski firmano le reti...

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L'onda lunga dell'effetto Stellone mette le ali al Palermo.

Dieci punti in quattro partite, ruolino di marcia da squadra di rango, avvalorato da un' evoluzione tangibile sotto il profilo prestazionale, mentale e numerico. Una metamorfosi virtuosa e trasversale il cui merito è certamente ascrivibile in gran parte al lavoro fin qui svolto da Roberto Stellone.

Da quando siede nuovamente sulla panchina del Palermo, il tecnico romano non ha sbagliato nulla.

Performante, lucido, acuto ed al contempo pragmatico. Strategia, sfera psicologica e motivazionale, rotazione e gestione degli uomini e delle energie, approccio, interpretazione e lettura della gara, varianti tattiche e mosse in corso d'opera.

Un impatto che ha rasentato la perfezione, accuratamente improntato sulla base granitica, in termini di feeling ed empatia relazionale, costruita con lo spogliatoio nell'ultima parte della scorsa stagione. Risultati e rendimento della compagine rosanero, in questo primo scorcio del suo nuovo mandato in Sicilia, costituiscono prova inconfutabile della bontà del percorso intrapreso.

La disinvoltura con cui il Palermo ha disposto del Carpi in terra emiliana, pur privo di tre pedine del calibro di Trajkovski, Bellusci e Murawski, è un indice altamente esplicativo in merito alla caratura di questo organico rispetto ai mediocri standard della categoria. L'avversario, per cifra tecnica e valore assoluto, era tutt'altro che trascendentale. Il Palermo è stato comunque bravo a spegnerne subito qualsiasi tipo di velleità, con un avvio di gara autorevole e veemente sul piano del ritmo, in cui ha denotato'intraprendenza ed intensità nella costruzione della manovra.

La compagine di Stellone ha voluto tracciare subito una linea di demarcazione netta, stabilendo confini e gerarchie della partita, imponendo inerzia e maggiore tasso tecnico.

Missione compiuta grazie a venti minuti giocati ad ottimo livello. Baricentro alto, squadra corta, aggressiva, feroce nella pressione sulla sfera, rapida e fluida in transizione. In grado di cucire la manovra in modo lineare ed organico, trovando ampiezza e profondità, alternando fraseggio ed imbucate in verticale ad ariosi cambi di fronte dalle retrovie.

Il vantaggio firmato Falletti è un saggio di qualità sia in sede di costruzione che di rifinitura e finalizzazione.  Sbloccato il match, il Palermo si è un po' seduto, abbassando ritmo, tensione e baricentro.

Rianimando il Carpi nel cuore della prima frazione, pur senza concedere chance clamorose agli uomini di Castori. Un piccolo peccato di supponenza, tradotto in ordinaria gestione del match, metabolizzato senza danni ma possibilmente da non ripetere. Ogni qualvolta accelerava, la squadra di Stellone dava la sensazione di poter agevolmente tramortire l'avversario. La gara sembrava mettersi ancora più in discesa, complice l'espulsione di Pezzi nel finale di tempo che regalava la prospettiva di una ripresa in superiorità numerica.

Dopo l'intervallo, il Palermo continuava a spingere forte, dominando scena e avversario, asfissiando il Carpi nella propria area di rigore, imbastendo geometrie efficaci, incisive ed esteticamente apprezzabili.  Struna gestiva con acume e saggezza il primo possesso, guidando brillantemente la linea difensiva nell'accorciare in avanti, Jajalo tracimava in mezzo al campo, dettando tracce e ritmo a suo piacimento, Haas cuciva ed attaccava centralmente lo spazio, Mazzotta e Rispoli affondavano sulle corsie, Falletti danzava leggiadro tra le linee, Moreo fungeva da riferimento offensivo tonico ed universale, sciorinando sponde aeree e finanche virtuosismi, Nestorovski gli girava attorno, elettrico e con la consueta fame di gloria. Forse, contestualmente a contingenze ed avversario, la migliore performance stagionale dei rosa in termini di coralità, armonia e qualità nella tessitura della manovra. Piacevole da vedere ed al contempo incisiva ed efficace.

Neanche l'ingenuità di Rispoli, espulso per aver affondato gratuitamente i tacchetti su Di Noia già steso per terra, ha mutato di un minimo gli equilibri in campo né scalfito i meccanismi in casa rosanero.

Il Palermo non ha mostrato tentennamento alcuno, resettandosi tatticamente in un 4-3-2 con l'ingresso di Salvi per Pirrello e il dirottamento dell'eclettico Falletti nel ruolo di intermedio sinistro.

L'ha chiusa presto la compagine rosanero, grazie ad un perfetto schema su palla inattiva che ha liberato al tiro Nestorovski premiando la caparbietà di Jajalo. La ciliegina sulla torta l'ha messa di fatto Moreo, con un assist preciso e generoso per Nestorovski, ma l'ha gustata proprio il bomber macedone firmando il tris che sanciva il trionfo.

Gli ingressi nel finale di Puscas e Szyminski risparmiavano qualche minuto ai due componenti del tandem di attacco rosanero, tra i protagonisti assoluti del match. L'ex Venezia condivide con Jajalo la palma del migliore in campo.

Il Carpi visto stasera è stato decisamente poca cosa. Ragion per cui non è il caso di esaltarsi oltremodo.

Tuttavia, il Palermo di Roberto Stellone è oggettivamente un'altra squadra rispetto a quella vista nella precedente gestione tecnica.  Abbiamo già evidenziato il salto di qualità in termini di determinazione, audacia, forma mentis e filosofia calcistica. Oggi il Palermo è compagine propositiva e gagliarda, gladiatoria e volitiva, decisa ad imporre gioco e cifra tecnica all'avversario di turno. Questa costituisce già un'ottima base di partenza. Progressivamente affiorano anche valori diversi, ed altrettanto importanti, che a lungo andare possono fare la differenza. Dinamismo, intercambiabilità, trame corali e codificate, soluzioni varie e non monocorde per imbastire e rifinire lo sviluppo della manovra, movimenti di reparto, schemi studiati sulle palle inattive. Il tutto cementato da coesione e spirito di gruppo, trasposti in abnegazione ed intensità sul terreno di gioco. Uno spartito corale in cui traspare anche una significativa e costante crescita psicofisica dei singoli: da Moreo a Nestorovski, da Haas a Mazzotta, da Jajalo a Falletti, solo per citare gli esempi più evidenti, tutti calciatori che hanno cambiato decisamente marcia sotto la guida di Roberto Stellone. Il ritorno sul pezzo di Struna e Rispoli (ingenuità di stasera a parte), la capacità di vincere, dominando, una gara  in trasferta senza tre pedine fondamentali come Trajkovski, Bellusci e Murawski.

La profondità e la qualità dell'organico a disposizione, ricco di alternative di pari livello, costituiscono valori aggiunti che il tecnico rosanero sta gestendo al meglio, creando stimoli, sana concorrenza e competitività in un gruppo in cui tutti si sentono compartecipi del progetto.  Anche il rilancio di Pomini nel ruolo di titolare contro gli emiliani è da leggere in quest'ottica. Mossa significativa, dalla forte valenza psicologica ancor prima che tecnica. Mantenendo abnegazione, compattezza e giusto spirito, questa squadra può giocarsi legittimamente le sue chance e lottare per la conquista della promozione diretta in massima serie.