A tutto Ballardini: “Futuro Sorrentino, commozione Vazquez e le idee sui miei nuovi giocatori. Zampa sa cosa voglio, l’Europa una battuta”

A tutto Ballardini: “Futuro Sorrentino, commozione Vazquez e le idee sui miei nuovi giocatori. Zampa sa cosa voglio, l’Europa una battuta”

Tutte le dichiarazioni rilasciate stasera dal nuovo tecnico del Palermo

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Armonia e quiete. Davide Ballardini torna a Palermo e lo fa riportando le sue virtù caratteriali, in un momento in cui i rosanero hanno proprio bisogno della serenità giusta per ripartire. Zamparini ha scelto il profilo del mister ravennate, suggerito anche da un trait d’union celato (ma non troppo) dallo stesso Ballardini, ospite stasera della trasmissione ‘Contropiede‘ in onda su Trm.

di Claudio Scaglione

Il tramite è ben noto in viale del Fante e non – chiaramente – per le vicende di cronaca giudiziaria che, in un certo qual modo lo stanno investendo in qualità di vittima (qui l’odierna ricostruzione dell’atto intimidatorio ai suoi danni del dicembre 2006). Durante il programma condotto da Luca Tutone, tuttavia (e giustamente), si parla di campo e delle idee del nuovo allenatore dei siciliani.

La meta è lontana – “Il lavoro da fare è molto perché io e il mio staff dobbiamo conoscere a fondo la squadra, gli uomini, i giocatori. Sapete come lavoriamo, stiamo tutti assieme e cerchiamo di raggiungere i nostri obiettivi. Come ho trovato la squadra? Premesso che all’appello ne mancano sette-otto, ho visto dei ragazzi – che sono per ora 15-16 – molto disponibili e operosi – le parole del tecnico -. Ho a che fare con degli uomini e con dei buoni giocatori. I presupposti per fare bene ci sono tutti. A Palermo ci sono tornato due-tre volte ogni anno, penso in primavera, fine primavera, quando potevo, perché poi ho avuto la sfortuna/fortuna di subentrare in molte occasioni”.

Cambiamenti, maturazione – “Se sono cambiato rispetto al 2008-09? I miei figli dicono che sono più aterosclerotico. All’epoca ero alle prime esperienze in Serie A. Il presidente del Palermo, Zamparini, l’ho capito solo dopo. Lui dice tutto ciò che pensa: gli allenatori, invece devono dire a volte una cosa vera, altre volte stare zitti, altre volte dire mezze verità. Diciamo che l’atteggiamento di Zamparini, che è invidiabile, l’ho capito dopo. Io successivamente ho lavorato con altri presidenti e ho visto che non tutti dicono la verità in faccia e non sono sinceri, questa cosa non è bella. Preferisco uno come Zamparini“.

Questione di numeri –Quale modulo adottare? Ballardini (parla in terza persona, ndr) ha giocato per molti anni col 4-3-1-2, e questo è ad oggi il suo modulo preferito (sorride, ndr). Poi ci si adatta ai giocatori in rosa. I miei programmi? A fine trasmissione andrò in hotel e preparerò la prossima settimana di allenamenti. Appena sono arrivato a Palermo, ho voluto parlare con il capitano e ho affrontato la tematica relativa al cambio di guida tecnica. La frase con cui iniziamo questo ciclo è la seguente: io e la squadra vogliamo il meglio del Palermo, della piazza e della squadra”.

Il rinnovo del capitano – “Sorrentino in scadenza di contratto? Io lo conosco da due giorni, però la sensazione che ho è che è un uomo vero. Non ha il problema del contratto, lui vuole il bene del Palermo. Se le cose vanno come devono andare, rimane e rinnova con noi”.

Capitolo Vazquez – “Ieri in un’azione mi sono commosso. Un tecnico non può evitare di commuoversi. Perché se ti ritrovi ad allenare uno che tira fuori queste magie, ti commuovi. Il calcio è arte, lui si esalta, ma non è da solo, fa il bene della squadra. Vazquez è un ragazzo retto, rigoroso, fa di tutto, corre, si sacrifica. In due giorni mi sono commosso: è meraviglioso. Da qui alla fine del campionato Franco farà tutto quello che la squadra e la piazza vorrà. La giocata che ieri mi ha fatto commuovere è stata eccezionale, sono davvero convinto che ci farà togliere grosse soddisfazioni. Posizione Vazquez? Iachini ne sa più di me. L’idea che mi sono fatto è che è una seconda punta. Lui è talmente generoso che in un 4-3-3 può giocare da esterno alto; in un 4-3-1-2, può fare sia il trequartista che la seconda punta“.

Quaison e Trajkovski – “A Robin ho detto ‘Tu hai i classici colori svedesi’ (ride, ndr). Robin una seconda punta? Certamente. Sa attaccare gli spazi, è di grande qualità e disponibilità. Sicuramente può agire da seconda punta – aggiunge -. Trajkovski? L’ho visto in quelle poche volte che ha giocato col Palermo. E’ un giocatore forte, palla al piede si fa valere. Può fare il primo attaccante, ma forse da noi farà la mezza punta. Poi è chiaro che ha anche movimenti da centravanti. Alex ha detto che il suo ct in Macedonia gli lascia la libertà di inventare? Beh, il calcio è sia libertà che metodo“.

Mercato ed Europa – “I colpi di mercato promessi da Zamparini? Lui ritiene questa rosa già competitiva, ma è un organico da migliorare numericamente in certi ruoli. Il presidente per completare la squadra deve comprare un difensore centrale con certe caratteristiche, un centrocampista che possa darci altre qualità rispetto a quelle dei già presenti. E poi un attaccante. Europa? Il Palermo deve fare i punti per salvarsi, intanto. Precedentemente ho fatto una battuta, parlando del bonus Europa, è solo una battuta. Ma con idee e lavoro possiamo fare bene“.

Speranza infortunati – “Djurdjevic tornerà a metà dicembre, mi hanno detto grandi cose di lui; Morganella già lavora con noi e presto sarà in campo; Bolzoni domani farà la sua prima partitella con noi, siamo fiduciosi per tutti e tre. Rigoni? Già è pronto per tornare”.

Registi, ma non troppo – “Jajalo è un giocatore che può agire da playmaker. Brugman me lo ricordo come numero dieci, come trequartista, poi la sua evoluzione tattica gli permette di fare il regista, la mezzala e anche l’interno di centrocampo. Maresca, Jajalo e Brugman diciamo che si contenderanno il posto, ma Brugman e Jajalo possono giocare anche da mezzali. In quella linea mediana, inoltre, non dimentichiamo Rigoni”.

Lo svedesino e il marocchino – “Hiljemark? E’ un centrocampista. Nella Svezia gioca nei due mediani, al Palermo ha fatto la mezzala. Lui trequartista? Dipende da cosa intendiamo per trequartista: se pensiamo sia un giocatore di qualità che possa giocare il pallone, un regista avanzato, lui può esserlo. Se invece lo intendiamo come un falsa punta che deve mostrare qualità offensive, Hiljemark non va bene e lì devo metterci un altro giocatore. Lazaar terzino o esterno di centrocampo? Lui ha sempre giocato in una difesa a quattro, poi al Palermo ha cambiato ruolo. Io non l’ho ancora allenato, ma è un belvedere, ha gamba, palla al piede è bravo: ha qualità, ma c’è ancora da lavorare su di lui”.

Meriti carrieristici – “Mi prendo un merito. Cavani iniziò a giocare da prima punta con me, prima faceva solo l’esterno. Adesso ho Gilardino in attacco, ma anche tante mezze punte, come Quaison, Djurdjevic, Trajkovski e Vazquez. Il mio primo obiettivo? Il rapporto tra persone, squadra e allenatore: dobbiamo conoscerci bene, siamo delle persone perbene e anche alla mano. La nostra forza deve basarsi su due punti: gli uomini e le idee“.

Ricordi amari – “Palermo-Catania 0-4 del 1 marzo 2009? Ho un ricordo. Il giorno dopo camminai molto in via Libertà. Incontrai diverse persone – tifosi del Palermo – arrabbiate; feci questa mia passeggiata, una sorta di via Crucis, prendendo un po’ le critiche. Però, in quell’annata lì, siamo riusciti a gestire i momenti negativi grazie anche agli uomini. Infatti nella stagione 200809 abbiamo battuto il record delle vittorie stagionali della storia del Palermo”.

Bimbo Cassini e un ‘rimpianto‘ – “A fine campionato vedo un Palermo in Serie A. Avere l’occasione di allenare Dybala sarebbe stato bello. Lui nascondeva le pecche della squadra? No, lui esalta il lavoro di gruppo, la compattezza della squadra. E’ uno di quelli che fa respirare. Cassini? L’ho visto ieri, perché oggi non si è allenato: è uno molto rapido, ma è ancora un bimbo“.

Curriculum – “Alcuni fanno un po’ di confusione nel mio curriculum? No. Al Genoa abbiamo fatto, il secondo anno, un record: ho preso una squadra ultima in classifica e l’ho fatta salvare… record poi eguagliato dal Sassuolo. I miei risultati si conoscono. Nel settore giovanile, dove sono andato ho sempre vinto. Cosa non è andato bene alla Lazio? La Lazio fino a mercato aperto, quando alcuni ragazzi speravano di andar via, era prima in classifica. Poi il mercato non ha portato alle cessioni sperate ed eravamo 44, troppi da gestire. Questa è stata la nostra sfortuna. Pandev e Ledesma? Li ho tenuti fuori io, non è stata una scelta di Lotito. A Bologna? Non ho avuto un buon rapporto col mercato. Lì mi hanno venduto il mio attuale Vazquez, che al Bologna si chiamava Alessandro Diamanti“.

Simpatico retroscena – Quando nel 2009 si doveva porre fine al rapporto tra Ballardini e Zamparini, venne fuori il famoso terreno da 700mila euro acquistato dal tecnico di Ravenna e che lo avrebbe, per così dire, indotto a non lasciare i rosanero, salvo poi presentare le dimissioni. “In verità quel terreno non esiste – ha detto ridendo Ballardini sempre a Trm -. C’era un terreno di un mio avo, in cui raccogliamo olive, ma nient’altro. Maresca e il botta e risposta con Zamparini? Mah, io il tema l’ho affrontato in conferenza stampa. I messaggi dei giocatori nei confronti di Iachini ci stanno tutti e dimostrano che il legame era forte – dribbla un po’ il mister rosanero -. Adesso lavoreremo con tutti per il bene del Palermo”.

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