Italia, Bernardeschi: “Felice della chiamata. Bruxelles? Vicini alle famiglie delle vittime”

Italia, Bernardeschi: “Felice della chiamata. Bruxelles? Vicini alle famiglie delle vittime”

Le parole del classe ’94 in conferenza stampa.

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Doppia seduta e doppia conferenza oggi a Coverciano in vista di Italia-Spagna.

Dopo Alessandro Florenzi (QUI LE SUE PAROLE), anche Federico Bernardeschi ha risposto alle domande dei giornalisti presenti in sala stampa. Tanti i temi affrontati dall’attaccante della Fiorentina, alla prima convocazione in Nazionale maggiore. “Ho fatto un bel percorso e sono molto felice ed orgoglioso di essere qui. La Fiorentina mi ha aiutato al 100% ad essere qui, li voglio ringraziare. A me dà moltissimo questa chiamata, credo che comunque una squadra quando un giocatore va in Nazionale sia felice. Può dare una spinta a tutti, ma spero arrivi soprattutto a livello personale mio”, le sue parole.

Attentati a Bruxelles – “Sono cose che non dovrebbero accadere e fanno male a tutti. Dobbiamo stare vicini alle famiglie delle vittime e sperare che in un futuro smettano di esserci queste cose. Porte chiuse all’Europeo? Dobbiamo solo andare là e portare un po’ di felicità e di sorrisi alla gente, ovviamente non starà a noi ma a chi di dovere decidere. Sicuramente se dovessi essere chiamato la mia famiglia sarebbe più contenta che preoccupata. Dirò loro che per un mese non sarò a casa”.

Sousa e Conte – “Sono due grandissimi allenatori. Sousa ha un carattere molto bello e mi ha aiutato moltissimo in questo anno, sono cresciuto molto e devo tanto a lui. Di Conte non credo debba parlare io, quello che ha fatto lo sappiamo tutti. Parla più il suo curriculum che la mia esperienza. Mio ruolo? Sono duttile, sceglierà lui la soluzione migliore. Fino ad ora non abbiamo provato un ruolo specifico. Il gruppo è fantastico, mi hanno fatto subito integrare bene”, ha concluso Bernardeschi.

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