Milan-Roma, Panucci: “La squadra di Gattuso è da Champions, i giallorossi si sono indeboliti ma vorrei allenarli…”

Milan-Roma, Panucci: “La squadra di Gattuso è da Champions, i giallorossi si sono indeboliti ma vorrei allenarli…”

Panucci sogna di tornare a Roma, stavolta da allenatore: “Spero che la vita e il destino prima o poi mi portino lì, sarebbe un sogno”

Superata la delusione per la sconfitta di Napoli, il Milan sta preparando la gara casalinga contro la Roma.

Per gli uomini di Rino Gattuso, quello contro i giallorossi sarà un vero e proprio banco di prova: i rossoneri sono chiamati, infatti, a non incappare in un altro passo falso.

In settimana, a Milanello, il tecnico e il suo staff hanno provato a ricaricare la squadra, dando le giuste indicazioni per ripartire immediatamente e per non fallire un test che, a livello di classifica, ha un valore importantissimo.

Conosce bene entrambe le squadre, Christian Panucci ,doppio ex, che intervenuto ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ ha analizzato la sfida, in programma venerdì 31 agosto a San Siro, esaminandone ogni minimo dettaglio: “Non sarà certamente un match facile. Il Milan mi piace, l’anno scorso ha fatto una grande campagna acquisti e ha tutte le carte in regola per migliorare. Lo metto fra le cinque che si giocheranno la Champions. Così come la Roma, che però si è un po’ indebolita. Ha perso giocatori importanti: Nainggolan accendeva la luce, Strootman era un guerriero. Kluivert è bravo, ma da valutare. Cristante e Pellegrini invece sono il futuro azzurro”.

Un confronto tra Gattuso e Di Francesco: “Erano giocatori di quantità che ora sono allenatori con caratteri molto tosti. Hanno idee chiare, fanno giocare bene le loro squadre, tirano fuori il meglio dai giocatori. Eusebio ha già fatto vedere il proprio valore, anche al Sassuolo. Per Rino, invece, questo è l’anno in cui dimostrare di essere un tecnico importante”.

“Auguro a Di Francesco di restare tanti anni – ha continuato – ma spero che la vita e il destino prima o poi mi portino lì. Tornare dove si è giocato è molto bello. Roma, in particolare, sarebbe un sogno per le emozioni vissute. Roma per me significa grandi emozioni, una sensazione particolare che scopri solo se ci vai a giocare. Arrivi all’Olimpico, senti la curva e diventi un lottatore senza paura. Avevo 28 anni, era la mia seconda giovinezza e mi è uscita fuori tutta la serietà professionale maturata fra Milan e Real Madrid. Roma è anche dove abito, non per caso”.

Chiosa finale su Maldini e Totti: “Mi viene da ridere quando sento dire che Paolo non ha esperienza per fare il dirigente. Il calcio e il Milan sono il suo mondo, ha sulle spalle quasi mille partite e quindi vi chiedo: saprà parlare alla squadra o “vedere” un giocatore? Nel pallone serve gente che ha fatto calcio, perché c’è anche chi ci entra arrivando da un altro mondo. Maldini ha trasmesso a tutti noi i valori del Milan. L’insegnamento più importante che mi ha dato è in questa sua frase: “Il mio avversario più grande sono io stesso – ha concluso Panucci -“.

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