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Del Piero: “Calcio e Coronavirus? Ho la mia idea. Sarebbe meglio finire la stagione e vi spiego perché”

Le dichiarazioni rilasciate dall'ex capitano della Juventus: "Con la raccolta fondi dei campioni del mondo del 2006 abbiamo donato quattro ambulanze alla Croce Rossa"

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Parola ad Alessandro Del Piero.

Diverse sono state le tematiche affrontate dall'ex capitano della Juventus, campione del Mondo con la Nazionale azzurra nel 2006, intervistato ai microfoni di RTL 102.5: dalla lodevole iniziativa di solidarietà, una vera e propria raccolta fondi promossa dallo stesso Del Piero e dai suoi ex compagni di quell'Italia per aiutare il Paese in piena emergenza sanitaria, alla possibile ripresa del campionato di Serie A. Di seguito, le sue dichiarazioni.

"Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato attivamente a questa campagna che ci ha permesso di raccogliere fondi sufficienti per comprare subito quattro ambulanze dotate di tutte le apparecchiature necessarie per questo momento storico, quindi per il biocontenimento, ambulanze che rimarranno ovviamente sul territorio nazionale. Speriamo che cambino presto destinazione e che si trovi presto una soluzione a questo virus. Averlo fatto in maniera così veloce è la cosa che ci soddisfa più di tutto, la cosa fondamentale in queste cose è essere attivi e siamo contenti di quello che siamo riusciti a fare in poco più di un mese e che le ambulanze siano già operative nelle zone che la Croce Rossa deciderà più utili per loro. Ringrazio chi ha fatto parte di questa grande squadra che ci ha permesso di donare queste quattro ambulanze, un po’ come i quattro mondiali vinti dall’Italia. Una chiusura con un po’ di sorriso e con un po’ di speranza che, insieme al lavoro di tutti quanti, della Protezione Civile, dei volontari e degli ospedali, possa aiutare a risolvere questa situazione incredibile che stiamo vivendo", sono state le sue parole.

L'INIZIATIVA -"Questa chat nasce nel 2006 quando tutti quanti volevamo rimanere uniti sotto il segno della vittoria del Mondiale e che va avanti da quel tempo. Ovviamente in questa chat ci sono spesso e volentieri cose divertenti e sfottò tra di noi ma, in alcune situazioni, anche cose più importanti. Quando è successa questa pandemia c’era la possibilità di fare qualcosa e da un messaggio è partito tutto, anche se eravamo attivi già tutti noi con iniziative personali, locali o a livello non mediaticamente esposto, perché poi uno fa beneficenza nel modo in cui più uno si sente a suo agio. Abbiamo deciso allora di fare un progetto su scala nazionale e la Croce Rossa è stata la destinazione perché lavora su territorio nazionale, come noi nel 2006 abbiamo rappresentato tutta l’Italia. Tutta l’organizzazione è passata dalla chat e la risposta dei ragazzi è stata eccezionale, dalle donazioni alla parte promozionale stimolando i propri contatti personali, soprattutto a carattere mondiale visto che molti vivono in Italia, ma altri, come me e Cannavaro, all’estero".

SERIE A - "Da appassionato mi auguro si possa finire la stagione nell’arco dei promessi mesi, se necessario anche questa estate, sarebbe la cosa meno di impatto per quanto riguarda anche il discorso futuro perché l’annullamento della stagione significherebbe ridiscutere molte posizioni per chi va in Champions League, chi retrocede, chi viene promosso in un’altra categoria, sarebbe un po’ complicato prendere quelle decisioni che sicuramente non accontenterebbero tutti. Però stiamo vivendo un periodo storico straordinario e bisognerà prendere delle decisioni straordinarie. Ovvio che riuscire a finire il campionato, mantenendo la salute di tutti, sarebbe la cosa migliore".

FUTURO -"Se ho mai pensato di assumere un ruolo dirigenziale per il nostro calcio? Ovvio, ho altre situazioni che mi piace seguire e che esulano dal calcio, ma il calcio è la mia passione ed è quello in cui mi sento più a mio agio. Tutto ciò che riguarda il calcio per me è di primaria importanza, indubbiamente sì", ha concluso.