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Sagramola: “Serie A in tre anni? Vi dico cosa è cambiato. Gli ex criticano per una ragione molto semplice”

Sagramola: “Serie A in tre anni? Vi dico cosa è cambiato. Gli ex criticano per una ragione molto semplice”

Il punto della situazione dell'AD del club rosanero, tra Covid-19, playoff e cessione societaria

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Le verità dell''amministratore delegato del Palermo, Rinaldo Sagramola.

L'incubo Covid-19 che sta avversando la quotidianità di ognuno di noi ed ha fortemente inficiato anche l'avvio di stagione del Palermo di Boscaglia - poi passato nelle mani del vice Giacomo Filippi -, la centralità della realizzazione di un centro sportivo nel progetto tecnico e societario del club rosanero targato Hera Hora, il futuro societario, con le voci sempre più insistenti di un'interessamento di Massimo Ferrero al club rosanero e la qualificazione ai playoff, dopo una stagione altalenante dal punto di vista dei risultati e delle prestazioni della compagine allenata dal tecnico Giacomo Filippi. Questi, alcuni dei temi approfonditi dall'amministratore delegato del Palermo, Rinaldo Sagramola, nel corso di un'intervista concessa ai microfoni del format "Siamo Aquile", in onda su Trm.

"Perché è stato fissato  il traguardo di Serie A in 3 anni? Quella proposta è stata depositata a luglio del 2019. Ad agosto 2020 quando presentai l'allenatore (Boscaglia ndr) parlai di progetto biennale, già lì era cambiato il mondo a causa del Covid-19. Situazione di crisi sanitaria ed economica contro la quale stiamo ancora lottando, sarebbe dunque stato sciocco non adattarsi alla realtà. Da quel punto ci si è confrontati e si è cominciato a lavorare. Fin dall'inizio siamo stati accompagnati da tanti dubbi tra i tifosi (dalla rosa ai progetti). Abbiamo sempre constatato questo, un rapporto difficile perché non siamo stati mai chiamati. Dall'inizio della stagione ho ricevuto solo una telefonata da un giornalista che ha chiesto la nostra posizione, non sono mai riuscito a confrontarmi con quei giornalisti che seguono le vicende del Palermo e che definirei prevenuti. Ho sempre visto giudici tendenti alla depressione piuttosto che ad alimentare l'entusiasmo da parte dei tifosi. Commenti ex giocatori? Chi sta fuori cerca sempre di entrare nel castello e in qualche maniere mette in discussione le capacità e le qualità di coloro che sono deputati a governare determinati processi. Poi diventa anche un fatto di stile, sfido chiunque a leggere una mia dichiarazione su quello che accade in altre società e in particolare dove ho lavorato. Eppure se avessi voluto mi sarei anche potuto divertire perché sono andato via dal Palermo nel 2012, dopo 8 anni di Serie A e competizioni europee, con il Palermo che retrocesse nel giugno 2013".

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