l'intervista

Ag. Lucca-Mediagol: “Tutto sulla cessione. Italia di Mancini, Palermo e le big di A”

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"Il cammino del Palermo lo si può suddividere chiaramente nell'espressione di due facce: la squadra all'opera in casa e quella vista fuori casa. Non c'è bisogno che lo commento io perché i risultati sono evidenti, in casa è una formazione performante, mentre fuori casa si trasforma. L'organico sulla carta è più competitivo rispetto a quello dello scorso anno e, a parte la partenza di Lucca, mi sembra una squadra più completa e ambiziosa. Il gruppo è più omogeneo con più giocatori esperti della categoria, credo che ad oggi sia evidente come la squadra sia un po' troppo paurosa e remissiva. In casa, infatti, con il pubblico riesce, a fare bene, mentre in trasferta anche in un campo come quello di Torre del Greco, che assomiglia per struttura più a un impianto di periferia con qualche tribunetta piena, fa molta fatica. Credo che la grande difficoltà sia nelle personalità di questi giocatori perché l'organico mi sembra di tutto rispetto, non è inferiore né al Bari né al Catanzaro ossia quelle squadre che sono più accreditate per la vittoria del campionato. Non c'è una spiegazione razionale che possa illustrare cosa accada realmente alla squadra in trasferta, per farlo bisognerebbe stare 15 giorni nello spogliatoio insieme al gruppo per capire cosa non sta andando. Credo che dentro lo spogliatoio del Palermo ci siano persone che abbiano capito quale sia la difficoltà, forse i giocatori di personalità sono troppo pochi e, più meno, si tratta di quelli che c'erano nella scorsa stagione meno Santana e Lucca. Lorenzo anche se era un ragazzotto aveva e ha personalità da vendere, Mario, leader tecnico e carismatico all'interno dello spogliatoio, è un'altra mancanza a livello di voce che si sta facendo sentire. C'è da dire che sono trascorse nove giornate e quindi direi che è ancora troppo presto. È vero che il buongiorno si vede dal mattino e quando hai tanti punti di distacco fai fatica a recuperare, ma secondo me questo non è un organico che può prendere tre reti a Torre del Greco. Se guardi la gara contro il Foggia e quella contro la Turris sembra che siano due squadre differenti a livello di gamba e di mentalità distanza di soli sette giorni. Ho visto la partita insieme a Lucca, ero a casa sua perché ero andato a trovarlo. Lorenzo tirava roba per aria continuando a dire: 'Ma che hanno? Ma cosa fanno?'. Questa era la frase che ha utilizzato per tutta la durata della gara, non faceva commenti negativi sulla squadra, ma si chiedeva le motivazioni legate a una prestazione così incolore. Poteva guardare una partita di Serie A, ma lui voleva seguire solo il match del Palermo. Mi dice sempre che vuole tornare a Palermo a trovare la gente e gli amici, questo la dice lunga su legame con club e città. Penso che un Palermo come quello di Torre del Greco non lo rivedremo più fino alla fine del campionato. Ne sono sicuro. Credo che questa sia la pagina più bassa del campionato, se così non fosse significherebbe che tutti gli addetti ai lavori, compreso me, avrebbero fatto delle valutazioni errate su questo organico. Ma non è così. Filippi? Le responsabilità della battuta d'arresto avuta contro la Turris non sono e non possono essere solo dei giocatori, è normale che queste devono essere condivise con l'allenatore. Parlo da dirigente e non da tifoso del Palermo. Per forza di cose ci sono stati degli errori nel preparare la partita e nell'undici iniziale e di qualche cambio che è stato adoperato dopo, ma non è una critica. Se prendi tre gol subendo tanto e giochi male, considerando anche che gli avversari sbagliano due rigori, è normale che questo non può essere riconducibile solo ai giocatori altrimenti sarebbe troppo facile. Se tutti la pensassero così significherebbe che l'allenatore non sbaglia, i giocatori sono scarsi e di conseguenza Castagnini e Sagramola sarebbero due manager incapaci che hanno costruito una squadra non di livello. Ovviamente, non è così. In queste situazioni la colpa è di tutti, le colpe per quanto concerne la prestazione sono da condividere: 50% i calciatori e 50% l'allenatore. Quando una squadra si esprime così male, non c'è dubbio che durante la settimana c'è stato qualche errore nel preparare la gara o comunque nell'approccio alla stessa".

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