l'intervista

Ag. Lucca-Mediagol: “Tutto sulla cessione. Italia di Mancini, Palermo e le big di A”

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"Il Palermo è l'unico vero grande rimpianto della mia vita professionale e sportiva, perché sia da calciatore che anche dopo, quando mi sono messo a fare altro, non sono mai stato candidato sul piano professionale. Questo un po' mi ha infastidito negli anni passati, adesso non più,  perché sono arrivato ad un equilibrio tale che cerco di farmi una ragione di tutto, però è un grande rimpianto. C'è tempo? Adesso sono io che ho fatto finire il tempo, ho fatto altre scelte e non c'ho ormai né voglia né pazienza e qui non c'entra il Palermo, è un discorso generale. Io di sopportare tutti gli scienziati che stanno nel mondo del pallone adesso che dopo due minuti sanno tutto, non c'ho più voglia. Una delle grandi difficoltà che oggi ci sono rispetto al passato sono i presidenti e gli amministratori delegati. I presidenti dopo due anni che sono al vertice di un club credono di sapere tutto ed avere cognizione di causa sul piano tecnico, gli amministratori delegati fanno talvolta proprio le formazioni si addentrano su disquisizioni tecniche, si confrontano con gli allenatori. Oggi il calcio italiano è questo qua e se noi non smettiamo di fare confusione nei ruoli, dove chi si deve occupare di una cosa ne fa un'altra, quello step più importante che dobbiamo fare, facciamo fatica a farlo. Oggi ancora leggevo una notizia, la FIFA sta provando a mettere dei paletti, condizionando l'operato e legando il ruolo dei procuratori, Ma il lavoro degli agenti è così importante, remunerato e centrale nel calcio perché i procuratori parlano ed interagiscono direttamente con i presidenti. Gli interlocutori più importanti sono i proprietari, quindi alla fine l'agente diventa centrale nell'operatività di una società. Si parla sempre di Mino Raiola, è semplice: Il Milan non fa più operazioni con Raiola ed abbiamo risolto il problema. Non dico che è giusto, ma tu non puoi condannare Raiola perché porta via Donnarumma dal Milan e poi ci fai delle operazioni quindici giorni dopo, lo trovo un controsenso. Faccio un esempio: Imborgia ha costretto il Palermo a vendere Lucca, ovviamente non è così, ma il Palermo con Imborgia, se così fosse, non dovrebbe farci più nulla in futuro ed invece non è così. C'è una gran confusione nei ruoli e questa gran confusione porta a questa poca linearità. In Germania non si lamenta nessuno, così come in Inghilterra, tutti vanno nella giusta direzione. in Inghilterra comanda l'allenatore e decide lui, non è che decide l'amministratore delegato", ha concluso Imborgia.

 

 

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