Palermo, Costantino: “Nuova società? La decisione spetta al sindaco, la multiproprietà non è vietata”

Palermo, Costantino: “Nuova società? La decisione spetta al sindaco, la multiproprietà non è vietata”

Il membro della commissione Figc per l’attività scolastica ha analizzato l’attuale situazione del club di Viale del Fante

Il Palermo attende soltanto l’ultima conferma.

Dopo la decisione del Consiglio Federale, Salvatore Tuttolomondo ha deciso di giocare l’ultima carta a sua disposizione appellandosi al Collegio di garanzia dello sport del Coni, che dovrà esprimersi circa la legittimità della decisione presa dall’organo sopracitato: un verdetto che difficilmente potrà ribaltare la situazione e che sta avendo come effetto soltanto quello di ritardare una fine preannunciata da tempo.

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Oltre ai calciatori, in attesa vi è anche il sindaco Leoluca Orlando, che la settimana scorsa ha emesso il bando per la cessione delle quote del club rosanero, che si affiderà alla consulenza dell’ex magistrato Guarnotta per scegliere il progetto che possa garantire un futuro roseo al Palermo. Il primo cittadino non ha dunque seguito le orme del suo collega di Bari, il quale l’anno scorso per scegliere il migliore acquirente (la scelta è poi ricaduta su Aurelio De Laurentiis) si era affidato ad una commissione composta da cinque specialisti.

Tra questi vi era Domenico Costantino, professore universitario e membro della commissione Figc per l’attività scolastica, che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni durante un’intervista ai microfoni del Giornale di Sicilia: “La nomina della società è di competenza del sindaco, ma nel caso di Bari decise di affidarsi ad una serie di professionisti a seconda delle competenze richieste. C’era anche un rappresentante della tifoseria, tante diverse anime che hanno potuto esaminare in maniera tecnica le numerose manifestazioni di interesse pervenute“.

La commissione selezionata dal sindaco di Bari aveva però più libertà di scelta rispetto a Guarnotta, dal momento che Orlando ha scelto di preferire investitori che non siano proprietari di quote di altri club: “Non c’è stato alcun tipo di indicazione, la commissione ha lavorato in piena autonomia”, afferma sempre Costantino, il quale però non è contrario alle multiproprietà: “Se le norme sportive non lo vietano non vedo perché debba essere il Comune a farlo. Suppongo che la scelta di utilizzare tale parametro rifletta la situazione di Palermo, diversa rispetto a quella di un anno fa“.

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