"Siamo imprenditori, non benefattori. Se mai arriveremo in alto e qualcuno si farà avanti con una proposta, saremo aperti e ricettivi"

"Non ho paura della mafia".

Categorico Dario Mirri. Il presidente del Palermo, in un'intervista rilasciata ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, si è raccontato a 360 gradi: "Ho un’ammirazione sconfinata per Libero Grassi (imprenditore assassinato perché si ribellò al pizzo, ndr). E se è il caso, denuncio".

Legalità, passione, amore e idee. Il Palermo contro ogni forma di prevaricazione: "Sono appena stato in Questura perché domenica c’è stato un atto spiacevole, in curva Sud alcuni ultras hanno intimidito e fatto sloggiare tifosi tranquilli".

Mirri: “Finché ci sarò io, niente plusvalenze fittizie. Ho parlato con Orlando, vogliamo rinnovare lo stadio”

Dario Daniele Mirri

Mirri non si occupa del piano sportivo, il tutto viene gestito da Rinaldo Sagramola: "Sulla parte sportiva ha pieni poteri. Lì non voglio intervenire, non esonererò mai un allenatore. Nel caso, lo deciderà Sagramola". In passato on era così, con la tifoseria abituata a continui scossoni. Il calcio però costa, e anche molto: "Siamo imprenditori, non benefattori. Se mai arriveremo in alto e qualcuno si farà avanti con una proposta, saremo aperti e ricettivi. Palermo ha un grande bacino d’utenza, in A la sua quota di diritti tv valeva 50 milioni".

Il numero uno del club rosanero ha un solo rammarico, legato al pagamento richiesto dalla Lega per l'iscrizione in Serie D del Palermo: "A me dà fastidio aver pagato un milione per l’iscrizione alla D, quando le altre hanno versato 30mila euro, ma siamo il Palermo e capisco come la rinascita abbia un prezzo", ha concluso Mirri.

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