serie d

Mauri: “Martin troppo forte, la sua presenza è uno stimolo. Palermo è una bella sfida anche per Pergolizzi”

Le dichiarazioni rilasciate dal centrocampista argentino dei rosanero, Juan Mauri: "Dellafiore è praticamente italiano, Santana ha vissuto più anni in Italia che in Argentina però anche lui beve il mate qui"

Mediagol97

Parla Juan Mauri.

Il centrocampista argentino del Palermo, fratello d'arte del più giovane José (che in Italia ha vestito le maglie di Parma, Empoli e Milan), è stato intervistato da Il Giornale di Sicilia. Nel corso del proprio intervento, il calciatore classe 1988 ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in merito alle prime sensazioni vissute nel corso del ritiro pre-campionato svolto finora con la casacca dei rosanero, soffermandosi inoltre su alcuni compagni di squadra e sull'allenatore Rosario Pergolizzi.

Nel Palermo, con Santana e Dellafiore, sente aria di casa?

"Dellafiore è praticamente italiano, Santana ha vissuto più anni in Italia che in Argentina, però anche lui beve il mate qui. Diciamo comunque che il Palermo in Sudamerica è conosciuto tanto per i tanti campioni come Dybala, Pastore, Vazquez e Cavani".

Chi è il suo modello?

"Non ho un idolo, ma mi piaceva vedere giocare Zidane, Riquelme e Pirlo. Mi piace questo tipo di centrocampista, che sa sempre cosa fare col pallone. Guardo a quella tipologia di giocatore, non ai mediani di copertura. Gente che fa la differenza con un tocco. Io ho sempre giocato a centrocampo: a due, da solo, da mezzala sinistra. Alla Paganese ho giocato da interno mancino, da ragazzino ho giocato addirittura da trequartista. Più avanti si va con gli anni, più si arretra la posizione in campo".

Con Martin si sente più in concorrenza o c'è affiatamento?

"È troppo forte, per me la sua presenza è uno stimolo. La prima volta che l'ho visto ho pensato 'm... quanto è forte', ma credo che possiamo giocare insieme. Basta adattarsi".

La prima impressione avuta da Pergolizzi, invece?

"Mi rendo conto che è una bella sfida anche per lui e per i tanti compagni palermitani, ci fanno sentire questa voglia in più che hanno. È stato bello vedere duemila persone per la prima amichevole, ma me l'aspettavo. Spero che la gente possa dare una spinta decisiva, mi è capitato in Argentina di giocare dinanzi a 40-50 mila persone e spero di rifarlo".

A trent'anni, Palermo è la chance della vita?

"Penso che tutti i giocatori debbano sognare, ho trent'anni ma mi sento benissimo. Lo scorso anno ho giocato 35 partite e non ho avuto alcun problema. Può essere un'occasione importante per continuare a migliorare".