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Emergenza Coronavirus, Calcagno: “UEFA prenda decisioni autonomamente. Caso Rugani? Ecco come ci muoveremo”

Le parole del vice presidente AIC, Umberto Chiarello, relative all'emergenza Coronavirus

Mediagol93

Parola ad Umberto Calcagno.

L'emergenza Coronavirus mette in ginocchio l'Italia, impegnata a contrastare la diffusione del virus dopo la scoperta di nuovi focolai.  Grandi le conseguenze anche nel mondo del calcio, fermatosi dopo le recenti misure disposte dal Governo. Proprio a pochi giorni dallo stop annunciato durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi del Premier Conte, un primo caso di positività al Coronavirus è stato riscontrato anche in Serie A. Un argomento su cui il vice presidente dell'AIC, Umberto Calcagno, si è soffermato a parlare durante la trasmissione "Punto Nuovo Sport Show".

“Non credo che le Leghe debbano chiedere qualcosa alla UEFA, prenderà decisione da sola, è scontato. La salute prima di tutto, insieme alle direttive dei Governi. Non so dire cosa significherà regolarità dei campionati, fin quando non sapremo se e quando potranno riprendere. Possiamo stare a discutere quanto si vuole sulle possibili opzioni per campionato e campionati Europei. Controlli a tappeto dopo il caso Rugani? No, bisogna solo lasciarli a casa. Rischiano di essere veicolo del virus, abbiamo una priorità a livello sanitario, risolta quest'ultima a quel punto si può tornare alla normalità, ma a quel punto avremo priorità di sistema. C'è bisogno di una linea di demarcazione entro la quale possono concludersi i campionati a quel punto avremo la priorità di dare promozioni e retrocessioni a tutte le categorie. Personalmente ritengo che i campionati nazionali debbano avere una preminenza rispetto a tutto quanto organizzato a livello Europeo. La cosa giusta per me è completare i campionati, seppur a discapito dell'Europeo. Playoff? Non mi piace come idea, ma se saranno l'extrema aratio, è una strada percorribile. Preferisco indiscutibilmente il continuo del campionato. Serie B? Vigorito ha parlato chiaro: bisogna ragionare come sistema, ma non devono prevaricale gli interessi dei singoli. La Fifpro assumerà una posizione sugli Europei ed i calciatori, ma non è giusto che la responsabilità in un sistema di questo tipo, la prendano solo i calciatori. Oggi dobbiamo lavorare non per protestare, ma perché gli altri capiscano. Come mondo sportivo dobbiamo fare come la politica: ragionare di giorno in giorno o settimana in settimana".