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Brescia, Corini: “Mese sofferto, ho faticato a stare zitto. Mio ritorno? Avrei potuto speculare, ma…”

Le dichiarazioni del tecnico ex Palermo, Eugenio Corini, relative al suo ritorno sulla panchina delle "Rondinelle"

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Eugenio Corini si riprende la panchina del Brescia.

Giornata ricca di emozione per le "Rondinelle" che, questo pomeriggio, hanno riaccolto Eugenio Corini a meno di un mese dal suo esonero. Il 3 novembre scorso infatti, a margine della sfida del "Bentegodi" contro l'Hellas Verona, la società lombarda aveva deciso di sollevare dal proprio incarico l'ex Palermo. Solo 28 giorni dopo, a margine del ko del "Rigamonti" contro l'Atalanta, i vertici del club, hanno deciso di richiamare il tecnico originario di Bagno Mella per (ri)affidargli le redini del Brescia. Un ritorno di cui lo stesso Eugenio Corini ha parlato durante la conferenza stampa svoltasi nella giornata di oggi.

"Non guardavo in diretta le partite perché soffrivo troppo, sentivo che mi era stata tolta la possibilità di giocarmi la Serie A con la mia squadra. Avevo bisogno di chiarire determinati aspetti. Ho faticato a stare in silenzio in tutto questo periodo, ma parlare non avrebbe portato a nulla”.

"Ho pensato a come avrei reagito - ha dichiarato il tecnico -  quando ti mandano a casa è sempre una grande sofferenza. Subisci qualcosa. Torno a quest'estate: dopo la promozione c'è stato un momento in cui parlando con il presidente ho dato la mia disponibilità per allungare il contratto. Abbiamo avuto venti giorni particolari, dopo il colloquio decisivo ho presentato al presidente la possibilità di rassegnare le dimissioni. Per me la logica del progetto era dare solidità, è difficile parlare di obiettivi con un anno di contratto. Dando le dimissioni volevo fargli capire che non era un problema legato al contratto. In quel momento il presidente mi propone un prolungamento. Ho apprezzato, ma siccome mi aspettavo fosse fatto prima non ho accettato. La sentivo dentro questa squadra, ho avuto da parte della gente un grande senso di responsabilità. Pensare ad un altro su quella panchina mi faceva stare male, volevo affrontare questo campionato con la speranza che ci potessimo salvare. Penso che con la promozione abbiamo consolidato molte cose dal punto di vista economico. Dentro c'è una parte del mio lavoro. Avevo solo voglio di allenare la mia squadra in Serie A, quello che è venuto dopo è stato difficile da capire. Mi sono concentrato totalmente per la squadra. Se si crea ogni volta il dentro o fuori non si va da nessuna parte, è una cosa che fa male al Brescia. Se sono tornato l'ho fatto per un grande senso di responsabilità. Potevo speculare, ma sono un combattente, sono pronto a vivere anche questa sfida".

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