PRIMOPIANO: LA GRINTA DI CAPITAN-BARRETO

PRIMOPIANO: LA GRINTA DI CAPITAN-BARRETO

La sfida di San Siro ha dato risposte positive a Iachini che ha trovato in Barreto l’uomo al quale affidare le chiavi del centrocampo, proprio il capitano dei rosanero ha parlato di questo inizio di stagione.

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La prestazione perfetta di San Siro contro il Milan ha portato non solo i tre punti in casa rosanero, ma soprattutto un’autostima che probabilmente nelle prime partite di campionato non era nel Dna della squadra. Uno dei protagonisti assoluti di quella sfida, che ha portato i tifosi rosanero indietro nel tempo, è stato senza dubbio il capitano rosanero Edgar Barreto vero e proprio comandante del centrocampo rosanero e autore di una partita senza sbavature che in Enzo Maresca ha forse trovato il giusto compagno di reparto.

Ecco qual è il mio vero ruolo. “In questi quattro anni ho sentito tante cose dette su di me, qualcuno diceva che non sono neanche un centrocampista. Non mi stupisce più niente, veramente. Comunque sono contento della mia prestazione. Magari nella partita di Milano sono stato più lucido con la palla perché eravamo in grado di recuperare alti il pallone, non c’era da rincorrere sempre all’indietro ed eravamo più vicini alla loro porta. Il ruolo che ricopro adesso comunque è quello in cui penso di poter rendere meglio”.

Iachini decisivo. “Sicuramente avendo lavorato con un allenatore più di un anno si riesce a trovare un certo tipo di intesa anche coi compagni. Stiamo facendo un lavoro importante e io comunque non ho mai giocato davanti alla difesa. Il mio ruolo era sempre uno dei due della coppia centrale o da mezzala. Con mangia giocavamo il 4-4-2 e formavamo una bella coppia con Della Rocca che ha un bel piede. Poi abbiamo cambiato modulo , io non avevo mai giocato davanti alla difesa prima di arrivare a Palermo. Il lavoro che facciamo durante la settimana col mister, seppur molto ripetitivo, sta dando i suoi frutti“.

Dybala è un predestinato. “Il decollo di Dybala dopo anni di alti e bassi? Arrivare a 18 anni in un calcio difficile come quello italiano, molto tattico, proveniente come lui da un calcio diverso come quello argentino, mentre tutti parlavano della cifra investita per lui è stato pesante. Poi c’è sempre un discorso di tempo e di adattamento. Già dal primo anno si vedeva il suo talento”.

Lavoro fondamentale per raggiungimento risultati. “I risultati ottenuti sono la dimostrazione della bontà del lavoro che stiamo facendo, sapevamo che prima o poi questo avrebbe pagato. L’anno scorso all’arrivo del mister non eravamo compatti, ma col tempo i meccanismi si sono consolidati sempre di più. Quest’anno i risultati non arrivavano, a parte nella gara con l’Empoli però c’era sempre stato un buon gioco e un buon atteggiamento“.

Il gruppo è la nostra forza.Non c’è stata una vera svolta dopo Empoli. Abbiamo continuato a fare il nostro lavoro, abbiamo continuato ad allenarci bene, a compattarci anora di più. E’ il gruppo la nostra forza, chi entra dà sempre il massimo, anche chi sta in panchina o in tribuna sta sempre ad incitare i compagni. Magari qualcuno non gioca ed è arrabbiato, ma questa rabbia la trasmette sul campo quando si allena, cercando di dare smepre di più. E’ il gruppo su cui dobbiamo continuare a puntare, perché sta dando tanti risultati“.

Contro l’Udinese occhio ai cali di tensione.Non è che perché l’Udinese ha vinto la partita in cui siamo retrocessi allora è colpa loro. Qualcuno l’anno scorso pensava che avremmo cominciato a dare aiuti alle altre squadre dopo la promozione, invece non è accaduto. E’ il bello del calcio ed è giusto così. Ora affrontiamo una squadra che ha perso in casa e ha voglia di rifarsi, mentre noi vogliamo continuare questa striscia. Calo di tensione? E’ un pericolo che c’è. Dopo aver fatto 6 punti in due partite, dopo aver fatto risultato sul campo di una squadra che aveva perso solo con la Juventus in casa, dobbiamo essere consapevoli che la strada è lunga e se abbassiamo la tensione rischiamo di non essere la squadra che tutti si aspettano. E’ compito di noi più esperti e del nostro allenatore far lavorare tutti con la testa giusta. L’Udinese è una squadra che gioca insieme da tanti anni, ha elementi interessanti e a livello di gioco ha molta intensità. Dobbiamo giocare ad alto ritmo per potergli fare male”.

Munoz e Gonzalez hanno reso difesa solida. “Munoz e Gonzalez e la squadra subisce meno gol? Sicuramente hanno dato una grossa mano, però la difesa comincia dagli attaccanti. Come hanno fatto Vazquez e Dybala nella partita di Milano se cominci a sporcare i passaggi agli avversari già nella loro area cambia tutto. Tante volte non siamo equilibrati quando Franco gioca mezzala perché non è il suo ruolo, lascia qualche spazio perché magari nel suo DNA questa cosa non c’è, a prescindere da chi gioca in difesa“.

Parole di Zamparini confortanti. “Le parole di Zamparini sono sempre decisamente apprezzate, dobbiamo continuare a fare così, continuare su questa strada è il nostro dovere. Vogliamo dare soddisfazioni al nostro presidente e alla nostra tifoseria. Vuol dire che qualcosa di buono abbiamo fatto in questi anni”.

Europa possibile traguardo. “Per una partita non possiamo cominciare a parlare di Europa, però siamo consapevoli della nostra forza e di quello che possiamo dare. Dobbiamo continuare a fare il nostro. Si diceva che abbiamo fatto fatica col Chievo, ma se andiamo a vedere nessuna squadra ha giocato con scioltezza contro di loro. Il fatto è che è inutile basare tutta l’analisi su una squadra dopo una partita, perché il campionato è un continuo doversi riconfermare. Adesso tocca all’Udinese, non dobbiamo avere cali di tensione“.

Maresca perno di centrocampo. “Maresca? Non lo scopro certo io, è uno che ha tanta qualità, inizia bene la manovra e ci dà modo di trovare spazio, sa parlare e si fa sentire in mezzo al campo. E’ stato bravo a farsi trovare pronto dopo tanto che non giocava“.

Squadra aggressiva e concentrata. “E’ difficile giudicare dopo una sola partita. Tutti quelli che hanno giocato hanno fatto bene, questo aiuta tantissimo tutta la squadra. La squadra è stata concentrata, aggressiva, cattiva, che ha cercato il portatore di palla in avanti fin dai primi metri. Non abbiamo aspettato come contro la Juventus, quando eravamo un po’ impauriti. Ne abbiamo parlato, ci siamo messi d’accordo e abbiamo pressato sempre chi portava la palla tra gli avversari“.

Nazionale tappa chiusa. “La nazionale? E’ una tappa chiusa. Ho vissuto momenti indimenticabili con la mia nazionale, ormai ho preso una decisione e continuo così. Farebbe piacere se ripensassero a me, però in ogni caso rimane un capitolo chiuso”.

Il ruolo dei nuovi arrivi. “L’aver lavorato sempre in una maniera, l’aver dato continuità a un certo tipo di lavoro con un mister preparato che dà input e idee chiare è un fatto molto importante. Ci conosciamo bene adesso, poi l’ultimo acquisto Gonzalez si è inserito subito bene all’interno del gruppo, si è calato nella realtà in modo professionale. Gli altri ragazzi che sono stati chiamati in causa come Chochev e Quaison stanno dando un contributo e si stanno inserendo bene, è una nota molto importante. Stiamo facendo un bel lavoro e per noi giocatori è una grande soddisfazione perché ci facciamo il mazzo durante la settimana“.

Ringraziamento ai tifosi. “Credo che quelli che sono veramente attaccati al Palermo vengono allo stadio ogni domenica e ci danno un grande sostegno. La nostra tifoseria comunque è molto calda e si fa sentire. Ci hanno dato una grande mano, per esempio col Chievo, una gara molto bloccata, ci hanno sempre sostenuti e ci hanno caricato tantissimo. Ringrazio tanto chi ci sostiene veramente e stabilmente. Gli altri sono tifosi occasionali, se si tiene davvero a una maglia la si sostiene sempre. Io ricordo una squadra inglese che è retrocessa con 5 gare d’anticipo e lo stadio era sempre pieno anche nelle ultime partite. Per questo voglio ringraziare una volta ancora chi viene allo stadio sempre”.

http://www.mediagol.it/udinese/primopiano-grinta-capitan-barreto/

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