Mihajlovic: “Per Benassi difficile fare il capitano a 22 anni? No, è difficile svegliarsi alle 4, lavorare e non arrivare a fine mese”

Mihajlovic: “Per Benassi difficile fare il capitano a 22 anni? No, è difficile svegliarsi alle 4, lavorare e non arrivare a fine mese”

La risposta dell’allenatore del Torino che ha lasciato senza parole i giornalisti in sala stampa.

9 commenti

Sinisa Mihajlovic non è un tecnico come gli altri.

Risposte anticonvenzionali e mai banali. Le ha riservate anche ieri, nel corso del post-gara di Torino-Fiorentina, partita vinta brillantemente dai granata che nel prossimo turno affronteranno il Palermo al Barbera.

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Presentatosi nella sala stampa dello stadio Olimpico-Grande Torino, l’allenatore serbo ha avuto il seguente scambio di battute con un giornalista.

Domanda del cronista: “Può spendere una parola su Benassi? Reputo non sia facile indossare la fascia di capitano a 22 anni…”.

Risposta di Mihajlovic: “No, non è facile svegliarsi alle 4.30 e andare a lavorare alle 6, fare tutto il giorno e non arrivare a fine mese, questo non è facile. Questo deve essere un piacere, deve essere contento, deve essere orgoglioso, che a 22 anni, gioca nel Torino, è capitano del Torino e ha fatto pure gol, perchè è una persona fortunata come tutti noi che facciamo questo lavoro”.

9 commenti

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  1. Pino Napoli - 2 mesi fa

    Giuste parole

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  2. Umberto Napolitano - 2 mesi fa

    Grande Mika

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  3. xmen - 2 mesi fa

    Come tutti quelli che si stressano perché travagghianu assai e magari sono seduti dietro una scrivania! Il lavoro stressa chi non ce l’ha o chi é sotto pagato! Bravo Mihajlovic!

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  4. Davide Giannici - 2 mesi fa

    L’avesse detto uno che guadagna mille euro al mese…

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  5. Giuseppe La Rosa - 2 mesi fa

    Grande sisaaaa ha perfettente ragione

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  6. Davide Cataldo - 2 mesi fa

    Retorica o no, è la verità. Cge strappi applausi o meno non importa, quel che conta è che faccia pensare almeno qualche secondo…

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  7. Giorgio Gullà - 2 mesi fa

    retorica spicciola di uno degli allenatori più sopravvalutati, retorica buona solo per strappare qualche applauso.

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  8. Antonello Provenzano - 2 mesi fa

    Credo che questa frase (e tutto il seguito raccolto nell’articolo) rappresentino come si debba dare il giusto peso alle cose e alle parole.

    Tutti noi che facciamo lavori sedentari, ci sediamo poi di fronte alla tv a incazzarci per un goal non dato, un rigore negato, l’acquisto mancato, guardiamo ragazzi che giocano, e che da giovani già guadagnano più di quanto un padre di famiglia cinquantenne ha mai fatto in tutta la sua vita.
    Per carità, le pressioni sono grandi, le responsabilità anche, specie perché noi glie le addossiamo, non capendo forse che si tratta di un gioco.
    Non sempre il lavoro che si fa piace (anzi, quasi mai) e il difficile è proprio farlo, per tirare avanti una famiglia, dare da mangiare ai propri figli, dargli un tetto sotto il quale ripararsi, pagare le bollette per non farsi togliere la luce o il gas.
    Le parole di Mijalovich mi aprono il cuore, perché mi fa capire che ha bene inteso il senso, mal compreso da molti, sulla natura del loro lavoro.

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    1. Giorgio Raineri - 2 mesi fa

      Condivido in pieno

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