Tommasi (pres. Aic): “Allo stadio festa e non violenza. Dati su aggressioni ai calciatori preoccupanti”

Tommasi (pres. Aic): “Allo stadio festa e non violenza. Dati su aggressioni ai calciatori preoccupanti”

Le parole del presidente del’Associazione che ha analizzato le percentuali raccolte nel rapporto presentato al Viminale.

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Calcio violento sugli spalti e non solo.

Preoccupanti i dati raccolti dal 3° Rapporto “Calciatori sotto tiro” presentato oggi al Viminale dall’Aic (Associazione Italiana Calciatori) rappresentato dal presidente Damiano Tommasi, ex calciatore della Roma e della Nazionale azzurra. Calciatori sempre più presi di mira dai tifosi, con le violenze che raddoppiano dal 2014 ad oggi: ben 117 contro le 52, il 24% di queste in Serie A ed il 19% in Lega Pro. Preoccupato il presidente Tommasi: “Credo che questo sia anche uno dei motivi per cui alcuni calciatori scelgono altri campionati rispetto al nostro. Il clima da stadio deve essere sinonimo di festa, anche di sconforto in caso di sconfitta, ma non una vicenda di ordine pubblico. Io non mi abituo alla cronaca nera. C’è l’obbligo di prendere in mano la situazione e risolverla. Non voglio pensare che si debba arrivare a una tragedia come quella dell’Heysel perché le cose cambino anche in Italia”.

Tifosi? Da parte loro non vedo ancora la sensibilità di sedersi al proprio posto per contribuire alla sicurezza collettiva: bisogna partire anche da queste piccole cose, ognuno deve dare il suo contributo. Io comunque non mi arrendo– ha concluso Tommasi- cerco sempre di portare i miei figli allo stadio“. I dati analizzati dall’Aic riportano anche un incremento del 21% degli eventi razzisti allo stadio, oltre che percentuali precise sul tipo di violenza riscontrata: 23% di aggressioni fisiche, 53% di queste arrivate da sostenitori delle squadre colpite, il 58% nato dalla sconfitta della squadra sostenuta.

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