ZAMPARINI: “Deve cambiare tutto con arbitri”

ZAMPARINI: “Deve cambiare tutto con arbitri”

Intervenuto a Radio Anchio lo Sport, il presidente Maurizio Zamparini ha parlato anche della crisi della classe arbitrale. “La punibilità dellarbitro? Dovremmo dare la possibilità ad.

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Intervenuto a Radio Anchio lo Sport, il presidente Maurizio Zamparini ha parlato anche della crisi della classe arbitrale. “La punibilità dellarbitro? Dovremmo dare la possibilità ad ogni squadra la possibilità di dare un voto allarbitraggio a fine partita per dare un termine di paragone preciso allarbitro. Se si fa diventare un servizio un potere, cè grande pericolo. Se a un certo momento lindipendenza degli arbitri garantisce loro un presidente, una loro organizzazione, però se poi questo presidente deve punire chi lo deve eleggere e riconfermare su quella poltrona, come fa poi a punirlo? Lo fa solo se cè al di sopra un ente federale composto da grandi personaggi come Casarin, che a un certo momento stabiliscono i paletti entro i quali questa indipendenza deve viaggiare. Altrimenti questa indipendenza diventa potere e questo potere diventa soggetto di una fase economica di grande importanza. Sapete quanto vale uno scudetto? Quanto vale una partita? Lindipendenza va garantita con la trasparenza. Serve una commissione composta dai Boniperti, dai Casarin, che a un certo momento garantisce al di sopra che il sistema arbitrale, dal suo presidente al suo designatore, non diventi un potere. Calciopoli? Lei deve pensare che Calciopoli ebbe origine con Carraro che a casa sua convocò sette squadre, le cosiddette sette sorelle, che si divisero in due e misero tre squadre un designatore e altre quattro un altro. Tutto deve essere fatto, anche questa commissione di cui ho parlato, non come potere, ma come servizio per il calcio. E inutile – conclude Zamparini dalle parole raccolte dalla redazione di Mediagol.it – che ci nascondiamo, quando prima di Calciopoli facevo le stesse denunce di oggi tutti mi dicevano che dovevo portare le prove, solo che oggi quando parlo mi squalificano. Non va bene, siamo in una china pericolosa. Oggi cè troppo potere. Nicchi non può dire che siamo intoccabili, siamo i più bravi. Deve essere controllato anche lui, come devo essere controllato anche io come cittadino italiano. Se prenderò qualche carica in qualche istituzione dovrei essere controllato anche io”.

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