Zaccheroni: “Clima difficile, dovevamo vincere”

Zaccheroni: “Clima difficile, dovevamo vincere”

Finisce 2-1 per la Juventus il match di Torino contro l’Atalanta. Ne ha parlato il tecnico dei bianconeri, Alberto Zaccheroni, ai microfoni di Sky Sport. Un clima difficile prima della partita,.

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Finisce 2-1 per la Juventus il match di Torino contro l’Atalanta. Ne ha parlato il tecnico dei bianconeri, Alberto Zaccheroni, ai microfoni di Sky Sport. Un clima difficile prima della partita, ma c’è stata la reazione dei giocatori “Sicuramente difficile. Mi aspettavo una reazione, a reazione è arrivata. Spero che adesso ci sia continuità di prestazione, continuità di risultato su questa vittoria, che è una vittoria che ci doveva essere assolutamente. Adesso avremo, come gli altri, una settimana a disposizione per allenarci e cercheremo di mettere un po’ carburante, altrimenti è difficile nel calcio italiano, con i ritmi che hanno tutte queste squadre, poter reggere fino alla fine, anche se, sulla carta, sul piano tecnico hai qualcosa in più”. Zebina ha giocato 90 minuti, Cannavaro è stato, forse, tra i migliori in campo, è arrivato il gol di Felipe Melo. Quanto può cambiare nell’atteggiamento di Melo questo gol e quanto è stato aiutato in campo? “A me non piace molto parlare dei singoli. Preferisco sempre concentrarmi sul collettivo e su quello che dovrà fare la squadra perché, poi, dopo, le partite non le abbiamo mai perse fino adesso a causa di un giocatore. Per me, in un momento di difficoltà come questo, con una classifica che non è assolutamente gratificante, è importante cercare di recuperare il maggior numero di giocatori e metterli nelle condizioni migliori per contribuire Fino adesso, lo ripeto per l’ennesima volta, il problema non sono gli indisponibili, ma la condizione dei disponibili, che non è una condizione sufficiente per essere competitivi. Le motivazioni di Melo oggi erano altissime, ho ritenuto opportuno confidare in lui. Mi sembrava che potesse dare una mano, al di là del gol. Ha fatto un ottimo secondo tempo”. Cosa si è fatto Diego? E’ una cosa muscolare? “Credo all’adduttore, di preciso non lo so, vedendo dove si toccava, penso sia un problema all’adduttore. Mi auguro non sia nulla di grave. Di problemi ne abbiamo avuti tanti”. Vi siete dati una spiegazione? “Sono l’uno diverso dall’altro. E’ difficile. Vai in ritiro, ti svegli la mattina, due o tre non stanno bene, quale è il problema?.Io non sono riuscito a capirlo. Due mesi così. Non cerco alibi, sapete che di alibi non ne cerco mai”. Diego è indispensabile? “Di Diego penso quello che pensavo lo scorso anno, quando andavo a vederlo, ed è quello che ho detto altre volte. Credo che sia un trequartista, abile a partire bene tra le linee. Però, necessiti di attaccanti di grande movimento, che attaccano gli spazi di continuo, e degli esterni che salgono”. Allora, deve cambiare squadra “Parlo per il mio periodo. Un giocatore fa anche quello che può, quello che riesce a fare e quello che gli altri gli consentono di fare. Credo che Diego, in un contesto diverso, con caratteristiche diverse, sia un ottimo giocatore. Lo penavo prima lo penso oggi. Domani non lo so, perché; può anche darsi che i fatti mi smentiscono, che l’anno prossimo va a giocare con Miccoli, Hernandez o Cavani e, magari, non riesce a servirli”. Sembra, quasi, che è arrivato un po’ a casaccio senza avere una situazione che gli permettesse di dare il meglio “Non è vero, perché il miglior Diego lo abbiamo al’inizio del campionato, in concomitanza di Iaquinta. Può darsi che sia un caso, però”. Come pensa di riuscire a recuperare i tifosi della Juventus? “Li capisco perché, come ho detto prima, è amore nei confronti della propria squadra. Penso ci sia un solo sistema per riconquistare il sostegno dei tifosi, quello di dare tutto.

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