VIVIANO”A Palermo per vincere,no sfida personale

VIVIANO”A Palermo per vincere,no sfida personale

Il portiere rossoblù, Emiliano Viviano, rientrato dagli impegni in Nazionale questo pomeriggio ha parlato in conferenza stampa concentrandosi sulla prossima gara di campionato, contro il.

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Il portiere rossoblù, Emiliano Viviano, rientrato dagli impegni in Nazionale questo pomeriggio ha parlato in conferenza stampa concentrandosi sulla prossima gara di campionato, contro il Palermo. “Domenica ritroverò Sìrigu, mio compagno in azzurro, con il quale ho un bellissimo rapporto. Non sarà una partita facile: il Palermo ha giocatori di grande talento. Non penso al risultato personale e alla sfida a distanza tra me e Salvo, voglio vincere la battaglia come squadra”. Poi il pensiero va agli episodi di ieri sera durante la partita tra Italia e Serbia. “Eravamo tutti molto dispiaciuti: è brutto che una partita di calcio finisca in quel modo. All’inizio non pensavo potesse succedere qualcosa del genere: quando sono entrato in campo mi ha stupito vedere lo stadio così pieno, la curva ospiti era gremita, pensavo fosse una bella serata. Quando sono iniziati i cori credevamo fossero semplici scaramucce tra tifoserie, invece poco dopo sono iniziati ad arrivare alcuni fumogeni in campo e uno è caduto proprio vicino a me. Temevo che si continuasse a giocare: non potevo seguire la gara e prestare attenzione ai tifosi dalla curva. Non penso che volessero colpire direttamente noi giocatori, il loro obiettivo era quello di sospendere la partita e ci sono riusciti. Eravamo amareggiati: ci siamo preparati per quella partita, siamo stati in ritiro dieci giorni. Anche i giocatori serbi erano molto dispiaciuti, soprattutto Stankovic che si è subito scusato con noi. Loro però non hanno colpe, ma li capisco: da italiano mi sarebbe dispiaciuto vedere la partita sospesa a causa dei miei tifosi. In ogni caso – continua – non voglio giudicare quello che è successo perchè non conosco bene la situazione: l’unica cosa che posso dire è che in tutto questo il calcio non c’entra. Ai fumogeni in campo ero abituato: durante i miei primi anni in serie B ne cadevano alcuni ma era da parecchio tempo che non succedeva una cosa del genere. Per le autorità non era facile prevedere che potesse accadere tutto questo: di solito nelle partite della nazionale non ci sono episodi così gravi. Non penso alla gara di ritorno: vedremo cosa deciderà l’UEFA, che è molto rigida in casi come questi”.

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