RITRATTO DI UN PRESIDENTE Il patron Zamparini e il consenso dei tifosi

RITRATTO DI UN PRESIDENTE Il patron Zamparini e il consenso dei tifosi

Di Roberto Puglisi, Livesicilia.it Non è facile scrivere di Maurizio Zamparini, perché è un uomo di potere. E amministra l’unica ricchezza che la nostra città.

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Di Roberto Puglisi, Livesicilia.it Non è facile scrivere di Maurizio Zamparini, perché è un uomo di potere. E amministra l’unica ricchezza che la nostra città possiede: i sogni del pallone. La definizione è neutra, non sottintende inflessioni. Palermo ha un rapporto di bieco vassallaggio con i potenti. Li adula, finché sono in sella. Poi li brucia. E’ una condizione della nostra anima che si diffonde in ogni contesto. Nemmeno la stampa più o meno libera ne è immune. Facile sparare su Diego Cammarata, che ormai è messo all’angolo. Difficile piazzare critiche argomentate su Zamparini. Lui è il Presidente con la “P” maiuscola perché ha raggiunto risultati eccezionali che nessuno nega. E’ abituato al consenso. Infatti, al cospetto del dissenso – come è normale per un uomo di potere – si incavola. Ricordate la petizione del sito tifosirosanero.it che auspicava, con toni civili e garbati, solo la pacificazione tra l’allenatore e il capo? Era un intervento opportuno che si sintetizzava in un’ottima domanda: che bisogno c’è di farsi la guerra? Fu trattata come un incitamento alla sovversione. Il nostro problema – non solo nel calcio – è che noi giornalisti di Palermo siamo abituati ad abbassare le orecchie al cospetto dei potenti. Cerchiamo il loro apprezzamento, la pacca sulla spalla. Ma se il potere batte la mano sulla spalla della stampa, il giornalista, ogni giornalista, si trasforma all’istante in rospo. E’ l’incantesimo dell’informazione. Non mi ha mai convinto l’aggettivo “vulcanico” che spesso viene accostato al Presidente. Penso che sia una messinscena sagace, autorizzata dal Nostro. Zamparini avrà pure un carattere impetuoso, però nei momenti che contano è uomo lucido ed esperto. Perciò non credo che l’allontanamento di Rossi (come definirlo altrimenti?) sia dovuto a un ghiribizzo emotivo. E’ un calcolo. Il Presidente, per una scelta legittima, probabilmente non intende dare corpo a una scalata del calcio italiano. Ha l’istinto di ricominciare. Non so se la somma delle sue intenzioni sia economica, politica, o entrambe le cose. La tendenza mi pare evidente. A Palermo si ricomincia sempre, contando sull’amore del pubblico. Via Rossi, dentro Pioli. Chi scrive aveva sognato un epilogo diverso. Speravo nella riconferma di Delio un minuto dopo la fatal finale. Non è andata così. Ne scaturisce un malcontento che, per la prima volta, vediamo serpeggiare tra i tifosi. Rossi è un uomo perbene e un ottimo allenatore. Non sarà semplice rimarginare la ferita. Non so se sono riuscito a comporre il “ritratto del Presidente” che un caro lettore mi ha chiesto. Resta una mozione d’ordine verso coloro che amano Zamparini, a prescindere. Conosciamo a memoria i suoi meriti. E sappiamo che molti sinceri tifosi parlano perché sono convinti che senza Zamparini non ci sarebbe futuro. E’ un atteggiamento comprensibile. Come la penso io? La serie A è stupenda. Ma la dignità è necessaria. E ognuno tragga la morale che vuole.

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