PENSIERI E PAROLE IN LIBERTA’Cavani al Napoli, ritardo Toloi-Munoz: giusto criticare Zamparini?

PENSIERI E PAROLE IN LIBERTA’Cavani al Napoli, ritardo Toloi-Munoz: giusto criticare Zamparini?

di Benvenuto Caminiti Diceva Socrate: “Sapiente è chi sa di non sapere…”. E diceva bene! Infatti io sapiente certo non sono visto che, scrivendo di tifosi da oltre mezzo.

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di Benvenuto Caminiti Diceva Socrate: “Sapiente è chi sa di non sapere…”. E diceva bene! Infatti io sapiente certo non sono visto che, scrivendo di tifosi da oltre mezzo secolo, ero convinto, anzi convintissimo, di saperne quanto basta e pure di più. Almeno fino a quando su “Mediagol” mi è capitato di leggere una notizia fresca fresca sul mercato del Palermo. Precisamente sull’ultima “esternazione”, in merito, del presidente Zamparini che sollecita il suo d.s., Walter Sabatini, a “chiudere al più presto con Toloi e Munoz”. Ebbene, la notizia in sé non mi ha procurato effetto alcuno, almeno finché non ho letto i “post” di commento dei tifosi. Che mi hanno fatto tornare in mente, l’uno più dell’altro, il celebre detto del celeberrimo filosofo greco: “Sapiente è chi sa di non sapere”. Ed infatti ora come ora mi sembra di non sapere nulla o quasi dei tifosi o, meglio, che tutto quello che ho appreso su di loro per averci vissuto in mezzo, in curva, per vent’anni ai tempi de “L’Ora”, alla fine non sia servito a nulla! In un crescendo rossiniano i tifosi se la prendono di brutto col presidente, dandogli via via del “bugiardo”, per passare poi ad espressioni più “forti”, tipo: “Zamparini deve smetterla di prenderci per i fondelli!”. Davvero non capisco. Non mi raccapezzo davanti a tanta acredine. Come se non lo conoscessero. Come se fosse la prima volta che il presidente oggi dice una cosa per poi dirne un’altra, tutt’affatto diversa, l’indomani! Insomma, gli piace da morire parlare, parlare a ruota libera, come gli detta il cuore, sul momento. Senza fermarsi a riflettere. Se non dopo. Sì, dopo, quando magari è già tardi. Così è Zamparini e lo sanno tutti, tifosi e non, addetti ai lavori e … visitatori occasionali del pianeta-calcio. Perché indignarsi, dunque? Perché lanciare accuse e seminare sospetti? Io dico, infatti, che se si è tifosi veraci e si ama la squadra come si deve amare, senza se e senza ma non si può non amare il suo presidente che questa squadra ha tirato su dall’abisso nel quale si dimenava da oltre trent’anni ed in sette l’ha portato prima in serie A e poi ripetutamente in Europa. E mi struggo nel leggere tanta cattiveria, sparsa a piene mani, sulle pagine di Mediagol, che leggono tutti in tutte le parti del mondo dove palpita almeno un cuore rosanero. Io so di cosa è capace un cuore rosanero perché lo sono anch’io e, soprattutto, perché coi tifosi ci ho passato metà della mia vita di cronista-testimone del Palermo e della sua storia. E so che i tifosi sono capaci di grande dedizione, di sacrifici inauditi, di gesti memorabili per amore della loro squadra. Che spesso viene prima di tutto. Perfino della famiglia e non scopro certo l’America con quest’affermazione, che può sembrare banale se non retorica ed invece non lo è. E vi prego di credermi sulla parola perché, così facendo, darete una volta di più fiducia al vostro cronista, che parla di tifosi non per sentito dire, non per frasi fatte, non per averne letto in cronaca (magari non solo sportiva), ma per esperienza diretta, personale, per più di vent’anni gomito a gomito in curva Nord, tifoso tra i tifosi, a sventolare la bandiera rosanero, a cantare a squarciagola, ad impazzire di felicità dopo un gol, a scoppiar in lacrime dopo una sconfitta. Per poi sfogarsi, nella gioia o nel dolore, scrivendo di getto, anzi d’impeto, per far riemergere dal fondo del suo cuore tutte le emozioni, infinite ed impagabili, che la partita del Palermo gli aveva procurato. Sì è vero, solo chi ti fa piangere ti fa ridere e quindi i tifosi ridono e piangono per amore. Se Zamparini in un colpo solo cede i suoi gioielli Kjaer e Cavani i tifosi fanno “sì” con la testa, perché l’uno e l’altro volevano cambiare aria ma dentro si struggono d’amore violato. Ed allora ci vogliono altri due campioni per sanare la loro ferita e, nel frattempo, straparlano, gelosi da morire perché Cavani non è poi finito al Manchester United ma … al Napoli. Che è una concorrente diretta per l’Europa e non scorre buon sangue tra tifosi rosa e biancocelesti. E così, alla prima occasione, lanciano accuse, seminano sospetti, sputano veleno. E lo fanno con chi capita, meglio se si tratta del numero 1, il presidente. Ed io ci resto male perché i miei pupilli rosanero – e Zamparini è tra questi – non li vorrei mai neanche sfiorati dal sospetto e dalle maldicenze. E mi sento tradito dalla “mia gente”: è un po’ come se,tifoso tra i tifosi, tradissi anch’io. Ma confido nella natura camaleontica del tifoso che oggi piange e domani ride, che oggi insulta Zamparini e domani impazzisce per lui, basterà che arrivino Toloi e Munoz e magari Hernanes. Alla faccia degli invidiosi, che non sono mai contenti, che remano contro, che non gli basta mai quel che (anche per loro) ha fatto Zamparini. E alla faccia di Socrate, perché non è vero che io in cinquant’anni di calcio tra i tifosi non ne abbia alla fine capito un accidente!

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