LULTIMO POETA DI UN CALCIO CHE NON CÈ PIÙ… ZEMAN IL BOEMO CHE MOLTI RIVORREBBERO A PALERMO

LULTIMO POETA DI UN CALCIO CHE NON CÈ PIÙ… ZEMAN IL BOEMO CHE MOLTI RIVORREBBERO A PALERMO

Sogno non troppo lontano, speranza mai sopita, miraggio di una Primavera ormai alle porte. Per il tifoso rosanero Zdenek Zeman è come la Champions League, sogno che diventa obiettivo e.

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Sogno non troppo lontano, speranza mai sopita, miraggio di una Primavera ormai alle porte. Per il tifoso rosanero Zdenek Zeman è come la Champions League, sogno che diventa obiettivo e obiettivo che si trasforma in miraggio. di Alessandro Castellese Nel contesto di una serie di campionati in cui, anche in occasione di piazzamenti storici, il numero di gol incassati è sempre stato, per così dire, abbondante, nella mente dell’appassionato palermitano emerge una domanda non troppo velata: “ma se dobbiamo incassare ogni anno 60 gol, arrivare ottavi, settimi o decimi, perché non prendiamo Zeman? Ne facciamo 61 e almeno ci divertiamo”. Ultimo poeta di un “football” che non c’è più, a tratti il suo calcio diventa religione. Indipendentemente dalla piazza, dalla squadra, dai nomi, le sue formazioni giocano sempre nello stesso identico modo. E non ci riferiamo al modulo, ma all’atteggiamento, alla qualità, alla corsa. Come trasformare un pugno di ragazzini in campioni. Ne sanno qualcosa Signori, Baiano, Rambaudi, Salimov, Kolyvanov, tutta una serie di attaccanti che all’arrivo alla corte del boemo, senza l’identificazione all’ingresso sarebbero passati del tutto inosservati. Non è proprio questo uno dei grandi pilastri della politica rosanero di oggi? Eppure il legame fra Zeman e Palermo esiste. Sia per una questione “poetica” legata al calcio, sia per la famiglia ed i trascorsi. Il boemo è nipote di un certo e#268;estmír Vycpálek, mezzala destra rosanero dal 1947 al 1952, leader e trascinatore, centrocampista di classe sopraffina, allenatore esperto e di assoluto spessore negli anni ‘60, grande uomo sopravvissuto e temprato da 8 mesi a Dachau, campo di concentramento nazista. Il giovane nipote Zdenek nel 1979 approda a Palermo, fresco di patentino da professionista e nel capoluogo rimane quattro lunghi anni, prima di approdare a Licata e dare il via alla vera Leggenda. Perché Zeman è così amato? Perché ovunque sia stato, indipendentemente dai risultati, il suo nome ha sempre lasciato un profondo solco nella tifoseria? Tanto da spingere spesso i tifosi giallorossi del Lecce, ad autodefinirsi, “Orfani Zemaniani”. I motivi sono tanti, forse troppi, eppure ognuno dei tifosi del Palermo che in queste settimane sogna il suo ritorno in rosa, scorrendo queste righe ne potrebbe buttar giù in pochi secondi, almeno tre-quattro. Il calcio è spettacolo, costruito attraverso il sacrificio e la dedizione di un gruppo di lavoro. Proprio per questo così tanti appassionati, al nome del Boemo, non immaginano di contare le volte in cui la sfera si insacca nella porta rosanero, ma l’esatto contrario. Se è vero che il Palermo ormai da anni è una formazione che si diverte e fa divertire, se è vero che gli stessi protagonisti parlano di una squadra che nel proprio Dna ha la vocazione per il gol, allora un nome, su tutti, è quello che emerge. Pochi giorni fa lo stesso Zeman ha parlato di un suo eventuale rifiuto davanti ad una chiamata di Zamparini. “Per tre volte eravamo d’accordo e per tre volte ha fatto saltare tutto, adesso sarei io a dire di no”. Se ci fate caso, nove volte su dieci, al di fuori di chi naviga nel giusto e chi nell’errato, il tifoso rosanero (basta scorrere i commenti di numerose notizie) di certo non difende a spada tratta chi sembra voler dire ”no” al Palermo. O a chi utilizza toni che non denotano amore e rispetto. Insomma, chi non utilizza i soliti e scontati toni smielati, viene riempito di tutti gli aggettivi, poco edificanti, possibili ed immaginabili. Con Zeman no, dati alla mano, non è accaduto. Nella stessa pagina della notizia, su quasi 40 commenti (come sempre campione indicativo, ma non per questo poco affidabile), la stragrande maggioranza ha ritenuto di non dover “massacrare” una persona che ha osato ipotizzare un “no” al Palermo, anzi, tutto il contrario. Perché? Forse perché ne ha spiegato i motivi, forse perché ha citato i precedenti, o forse perché Zeman rimane il sogno di molti tifosi del Palermo. L’ultimo scapigliato di un’Avanguardia, che per quanti ricordi possa far affiorare, farà sempre lustrare gli occhi ad un tifoso che immagina di svegliarsi la domenica, pensare di dover andare allo stadio e vedere come una partita di calcio può tornare ad essere, semplicemente… Uno spettacolo.

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