LIPPI: “SIAMO CARICHI,NON SARA LULTIMA..”

LIPPI: “SIAMO CARICHI,NON SARA LULTIMA..”

Marcello Lippi fa catenaccio sulla formazione, ma promette una squadra tutta all’attacco sul campo, oggi pomeriggio alle 16, contro la Slovacchia. La squadra l’ha decisa, e lo dice, ma non.

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Marcello Lippi fa catenaccio sulla formazione, ma promette una squadra tutta all’attacco sul campo, oggi pomeriggio alle 16, contro la Slovacchia. La squadra l’ha decisa, e lo dice, ma non concede spiragli, ermetico come spera possa essere la sua retroguardia all’Ellis Park: le uniche concessioni sono che Pirlo va in panchina, come previsto, e che non ha valutato la stanchezza come un fattore decisivo per scegliere gli 11 prescelti. Non parla delle frasi di Bossi (ma a chi fa una domanda ribadendo l’affermazione del ministro e chiede cosa ne pensa dice “Penso che tu sia matto”). E non perde il buonumore, nonostante la vigilia di una partita che assomiglia tanto a quelle ad eliminazione diretta che la sua Italia vuole tanto raggiungere debba per forza essere un po’ tesa. Agli spagnoli che chiedono a Cannavaro se prova vergogna per la situazione replica infatti, intromettendosi: “Hanno rialzato la cresta, dopo la prima vittoria”. Poi inizia a parlare del prossimo impegno, lultimo del girone. “Non vogliamo che sia l’ultima partita per noi. Vogliamo passare il turno. Non abbiamo fatto benissimo finora, dobbiamo fare meglio, e andare avanti. Delle notizie arrivate dall’Italia se n’è preoccupata la federazione. Io mi preoccupo solo dei giocatori. Non è stata una vigilia tormentata, c’è fiducia. Le critiche esterne? La squadra non deve rispondere, deve tenerne conto, ma poi lavorare su quello che diciamo noi. Cercheremo di far meglio in attacco rispetto alle ultime uscite. Dietro invece serve più attenzione sui cross. Per fare la formazione non terrò conto della fatica delle prime due partite. Pirlo verrà in panchina, è a disposizione”. Lattenzione si sposta poi sullavversario di turno, la Slovacchia. “Ha attaccanti veloci, che si scambiano la posizione. Hanno un solo risultato a disposizione, vincere, e proveranno a farlo. Un paragone con la partita di 4 anni fa con la Repubblica Ceca? Allora con un pari ci qualificavamo, adesso può non bastare”.

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