Bari: la lettera di Gillet al sindaco di Bari

Bari: la lettera di Gillet al sindaco di Bari

Jean François Gillet, attuale portiere del Toro ma con un passato da record con la maglia del Bari, scrive al sindaco della città pugliese, Michele Emiliano, una lettera apparsa su “La.

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Jean François Gillet, attuale portiere del Toro ma con un passato da record con la maglia del Bari, scrive al sindaco della città pugliese, Michele Emiliano, una lettera apparsa su “La Gazzetta del Mezzogiorno” per restituire formalmente le “chiavi della città”, ricevute proprio dal sindaco per onorare lattaccamento del giocatore alla città. “Ne abbia cura, perchè un giorno verrò a riprendermele insieme alle scuse di coloro che mi hanno condannato senza attendere le sentenze dei tribunali”, questo il passaggio più significativo della lettera di Gillet, che rischia di chiudere anzitempo la carriera di portiere se la sentenza della Procura Federale confermerà la squalifica proposta di cinque anni per il filone calcio-scommesse che ha visto coinvolti diversi giocatori del Bari. “Egregio Sig.Sindaco, avevo ventanni quando arrivai a Bari scoprendo una città straordinaria e la sua gente, capace di accogliermi come un figlio, come se fossi nato qui. Prima di imparare la lingua italiana, ho imparato il dialetto barese senza mai dimenticarlo o nasconderlo, neanche durante il mio esilio sportivo a Treviso o, dopo il mio addio, quando ho giocato a Bologna e Torino. Mia moglie è barese, ho un figlio barese e quando torno a casa, io torno a Bari. Come sa, sono coinvolto in uninchiesta giudiziaria e sportiva, in cui mi viene contestato daver venduto lonore della mia città e della maglia che ho vestito più volte di chiunque altro nella storia della Bari. Da qualche tempo sono oggetto, sui siti, facebook o giornali, di una spietata caccia alluomo di tifosi delusi, politici locali e gente che spera di guadagnare consensi e notorietà sulla mia pelle e sul mio onore. Per questo motivo e per porre fine a questo stillicidio mediatico, rimetto nelle sue mani e nella sua custodia, le chiavi della NOSTRA città, che lei ebbe modo di affidarmi in una mattina per me indimenticabile. Signor sindaco, ne abbia cura, perchè un giorno verrò a riprendermele insieme alle scuse di coloro che mi hanno condannato senza attendere le sentenze dei tribunali. Con stima Jean Francois Gillet”.

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