Iachini a Mediagol: “Vi illustro il Palermo del futuro, ecco novità e punti fermi. Grato a Barreto. Belotti? Ora parlo io. Eder-Defrel…”

Iachini a Mediagol: “Vi illustro il Palermo del futuro, ecco novità e punti fermi. Grato a Barreto. Belotti? Ora parlo io. Eder-Defrel…”

A Roma verrà portata a termine una stagione a tratti esaltante e sorprendente per il Palermo di Maurizio Zamparini. 46 punti in classifica in attesa dell’ultima giornata e salvezza.

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A Roma verrà portata a termine una stagione a tratti esaltante e sorprendente per il Palermo di Maurizio Zamparini. 46 punti in classifica in attesa dell’ultima giornata e salvezza brillantemente conseguita con largo anticipo. Il club di viale del Fante non può che essere soddisfatto dell’operato di Beppe Iachini, tecnico che si affida ai microfoni di Mediagol.it per tracciare il bilancio di questa annata e tracciare le linee guida in vista del prossimo campionato di Serie A.

Intervista realizzata da Leandro Ficarra

Iachini: “Mio bilancio. Ecco cosa penso quando guardo la nostra classifica”
“Bilancio della mia stagione? Penso che il Palermo, inteso come società, gruppo di lavoro, di squadra, ha fatto un buon lavoro. Questi erano i programmi della società ad inizio stagione. Siamo andati avanti cercando di coniugare una buona organizzazione di gioco, una mentalità adeguata, cercando di far divertire i tifosi, non sottovalutando la valorizzazione dei giovani presenti nella nostra rosa“.

Inizio difficile, ma abbiamo sbagliato solo un match. Ceravolo? Dovete chiedere a Zamparini
“Zamparini dice che Ceravolo non si è integrato né con me né col gruppo? Beh, queste cose dovreste chiederle al presidente. Io, dal canto mio, ho cercato di fare il mio lavoro, come sempre del resto, cercando di andare in campo e preparare la squadra. Si è lavorato tutti insieme e poi, andando avanti con il campionato si sono raggiunti diversi obiettivi. Non abbiamo avuto una partenza fortunata: le buone performance da parte nostra ci sono state sempre, se si esclude il match di Empoli. Sul piano prestazionale siamo stati costanti, ma non abbiamo raccolto per quanto avevamo seminato. Alla vigilia della stagione in A, avevamo la certezza di poter contare su un gruppo che già si conosceva: eravamo convinti che con l’adattamento alla nuova categoria, avremmo potuto portare a casa punti importanti e, strada facendo, ci siamo riusciti. Dovevamo solamente aspettare che la ruota girasse, il sacrificio da parte nostra non è mai mancato”.

Svelo le mosse decisive per spiccare il volo. Ecco quando è iniziato il nostro campionato
“Quali sono state le mie mosse che hanno dato la svolta alla stagione? Diverse. Dallo spostamento di Rigoni nel ruolo di mezzala con l’inserimento di Maresca agli innesti di Gonzalez e Munoz nella linea difensiva dalla maturazione degli esterni, all’esplosione di Vazquez e Dybala. Dopo un inizio complicato, abbiamo iniziato a macinare gioco, alcuni giovani sono cresciuti, hanno preso ancora più confidenza con la categoria e questo è stato molto importante. Abbiamo trovato un’identità tattica precisa e su questa abbiamo fatto leva per dare continuità di risultati, fare delle ottime prestazioni, cercando di portare a casa punti importanti. Lo potevamo fare in questo scorcio finale: non siamo stati fortunati, abbiamo colpito venti legni e questa statistica la dice lunga su quella che sarebbe stata la nostra classifica se la dea bendata ci avesse favorito”.

Scelgo la nostra partita perfetta, ma è un’altra la conquista importante
“Quale ritengo la partita perfetta secondo il mio credo calcistico in questa stagione? Direi che ce ne sono state diverse che mi hanno reso soddisfatto. Magari viene fin troppo semplice ricordare la partita di San Siro contro il Milan, in cui abbiamo vinto 2-0 rischiando nulla. Ma devo dire che vi sono stati tanti altri match in cui abbiamo subito gol, ma al contempo la mia squadra ha espresso un ottimo calcio. Ripeto, non dobbiamo pensare di fare una partita più o meno bene. Dobbiamo essere squadra, cioè dobbiamo essere ordinati, organizzati, avere una mentalità vincente a prescindere dal fatto che si giochi in casa o in trasferta”.

Dybala ha classe e personalità. Allegri e la Juventus se ne accorgeranno presto
“Che tipo di impatto prevedo per Dybala alla Juventus? Beh, il futuro del ragazzo non potrà che essere positivo. Paulo è un giocatore giovane che però può contare su un’ottima personalità. E’ cresciuto tanto. Sicuramente ha ancora margini di miglioramento. Già quest’anno si è visto ciò che sa e può fare. Avrà modo con il nuovo allenatore e i nuovi compagni di potersi misurare e far vedere tutte le sue abilità e qualità”.

Felice di aver allenato Barreto. Sul campo è stato impeccabile ed ha dato tutto per la maglia del Palermo
“Se mi attendevo un comportamento diverso da Barreto? No, da Barreto non mi attendevo nulla di più. Ha fatto veramente un ottimo campionato. Le valutazioni sulle vicissitudini contrattuali devono farle società e giocatore. Io parlo del suo contributo sul campo. Edgar ha fatto un ottimo campionato, è un ottimo giocatore. Ha dato tanto alla squadra rosanero. Sono felice di averlo allenato. Per me è stato un calciatore importante”.

Portiere del futuro? Ujkani vuole giocare, bisogna essere chiari e non fare confusione. Sorrentino…
“Sorrentino-Ujkani? Samir ha fatto le sue buone gare, sono due ottimi portieri che godono entrambi della mia fiducia. E’ chiaro che Samir ha manifestato la volontà di giocare con maggiore continuità. Avendo già in casa Sorrentino che è un ottimo portiere, posso dire che a fine stagione prenderemo le decisioni di conseguenza. Nei confronti di tutti e due c’è fiducia e stima. Preciso che nel ruolo del portiere non bisogna far confusione, bisogna seguire una linea, altrimenti si rischia di non dare certezze né a l’uno né all’altro. Nel caso specifico sia Stefano che Samir sono portieri validi che meritano di giocare, qui o altrove”.

Jajalo bene da playmaker, ma per lui ho in mente altre soluzioni per il futuro
“La duttilità di Jajalo orienterà il mercato in entrata legato al centrocampo? Jajalo è un ragazzo che ho cercato di impostare davanti alla difesa, valutandone la crescita partita dopo partita per capire se potesse ritagliarsi un ruolo anche in questa posizione. Lo ha fatto bene. E’ chiaro che, strada facendo, ho in mente qualcosa di diverso per il croato perché in un campionato lungo e difficile come quello di Serie A, la squadra può necessitare che lui vada a interpretare ruoli differenti”.

Maresca continuerà ad essere un nostro punto di riferimento. Viviani…
“Dopo avergli preferito Maresca nel gennaio 2014, Viviani potrebbe adesso fare al caso del Palermo? Noi abbiamo Enzo Maresca che è sotto contratto, siamo contenti che possa restare con noi anche nel prossimo campionato. Quelle che saranno le scelte eventuali e quello che capiterà nel mercato lo valuteremo in estate. Sono cose di cui parleremo con la società. Enzo è stato ed è un giocatore importante per il nostro gruppo e per la nostra squadra. Continuiamo a pensare positivo anche nei suoi confronti”.

Il futuro di Belotti? Non condivido certe analisi. Ecco la mia verità
“Le caratteristiche di Belotti poco affini al mio tipo di calcio? Andrea è un attaccante che può giocare con tutti i tipi di giocatore. E’ una prima punta, un attaccante di profondità, può fare tutto. E’ solo molto giovane. Se fa un gol in meno, un assist in più o un errore sotto porta, fa tutto parte del calcio. Altri discorso non bisogna farne: se Andrea è stato riscattato dal Palermo che ci ha investito sopra, vuol dire che lo staff tecnico ha ritenuto che potesse essere un ottimo giocatore. Se stiamo continuando a lavorarci su, significa che ci crediamo. Anch’io ho sentito dire che non può convivere con Vazquez, però non sono d’accordo”.

Vigili sul mercato internazionale. Mia idea su Trajkosvki, mentre Cassini…
“Trajkovski e Cassini? Di Trajkovski posso parlare perché è già stato acquistato dal Palermo, di Cassini no perché non è ancora un giocatore rosanero. Il brasiliano è un giocatore che, come tanti altri, la società sta seguendo attraverso il lavoro dei propri osservatori. Stiamo monitorando il panorama nazionale e internazionale. Tornando a Trajkovski è un giocatore rapido, svelto. E’ un attaccante che noi tutti ci auguriamo possa dare il massimo contributo alla causa del Palermo”.

Felice del mio percorso. Ho ricevuto offerte concrete, ma ho fatto la mia scelta. Con Zamparini…
“Il corteggiamento serrato di alcuni club nei miei confronti? Gli attestati di stima fanno piacere. Se sono arrivate lusinghe da parte di altri club, vuol dire che si è fatto un buon lavoro. Sono soddisfatto del mio percorso personale: ho fatto diversi anni di gavetta e sono cresciuto molto nel tempo. Tornando al discorso legato al mercato, ammetto che ci sono state delle possibilità però in questo momento ho un contratto con il Palermo, ho un buon rapporto con il presidente e con tutto l’ambiente rosanero. Immagino si possa continuare insieme con reciproca soddisfazione. Prolungare il mio contratto? Il presidente ha già manifestato questa intenzione: noi avremo modo di parlarne nelle prossime settimane. Io penso che, al di là della scadenza del contratto, sia importante il progetto, ossia quello che vogliamo portare avanti insieme e l’idea di voler costruire una squadra che sappia giocare a calcio e che possa crescere, dando soddisfazione ai propri tifosi. Questa è l’idea che vogliamo portare avanti. Cercheremo di metterla in pratica attraverso un lavoro di equipe, quello della società, dello staff tecnico e dei giocatori sul campo”.

Il vero ruolo di Quaison? Ho le idee molto chiare su di lui
“Focalizzare il ruolo che esalti al meglio le caratteristiche di Quaison? Adesso lui è un jolly a mia disposizione. Robin è un giocatore sul quale stiamo lavorando tanto: vogliamo fargli interpretare più ruoli perché è una pedina molto duttile per me. Può crescere molto sul piano tattico, sa unire abilità tecnica e velocità, può andare a interpretare più situazioni tattiche. Strada facendo, è normale che, come accade per ogni calciatore, troverà sicuramente la giusta collocazione definitiva. Ma per quello che ci riguarda, è importante avere nella nostra rosa un ragazzo che sappia interpretare più ruoli perché può determinare superiorità numerica e velocità alla manovra”.

Sogno Eder? Ad ora non è un obiettivo alla portata del Palermo. Defrel…
“Defrel un obiettivo credibile per il Palermo? Per il centravanti del Cesena parla il lavoro svolto in questi ultimi mesi. Non so quello che succederà in quest’ottica, di sicuro parleremo a fondo con la società a proposito dei nomi da andare a cercare in chiave mercato. Defrel è un ottimo giocatore, ma non posso aggiungere altro al momento. Eder? Al momento non è un giocatore che il Palermo è in grado di trattare”.

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