Tedino: “Crisi? Ecco la vera ragione. L’intervallo contro l’Ascoli tra i più belli della carriera. In quello spogliatoio…”

Tedino: “Crisi? Ecco la vera ragione. L’intervallo contro l’Ascoli tra i più belli della carriera. In quello spogliatoio…”

La reazione nata nel confronto tra squadra e tecnico durante l’intervallo del match contro l’Ascoli e le ragioni alla base della crisi rosanero di febbraio

Al termine della prima frazione del match contro l’Ascoli il destino di Bruno Tedino pareva segnato. La quarta sconfitta in cinque partite sarebbe stata, con ogni probabilità, fatale per il tecnico rosanero che avrebbe concretamente rischiato l’esonero.

Poi un Palermo radicalmente trasformato ha ribaltato gara ed avversario nella ripresa facendo tornare il sorriso all’allenatore ex Pordenone ed al pubblico presente al “Renzo Barbera”.

Tedino ripercorre, intervistato dal “Giornale di Sicilia“,  quella che è stata certamente una partita chiave della stagione e potrebbecostituire una piccola svolta utile ad uscire dal tunnel della crisi.

Bava alla bocca? Fisiologicamente, sotto questo aspetto, abbiamo lasciato qualcosa per strada. Questo devo ammetterlo. Però quanto accaduto contro I’Ascoli è un grande segnale: trovarsi sotto di un gol all’intervallo e vincere in quel modo e sintomo di una squadra che dentro ha qualcosa. Siamo entrati convinti di poterla vincere subito, consapevoli di aver fatto un primo tempo convincente, ma non sufficiente. Abbiamo parlato tutti insieme, è stato probabilmente uno degli intervalli più belli della mia carriera perché c’è stato un confronto da squadra. E questo si è visto in campo. Questa squadra innanzitutto non deve dimenticare da dove è partita, dalle difficoltà avute a livello ambientale dopo la retrocessione. C’è stata una depressione, la squadra deve ricordarsi il percorso fatto, se mai ci fosse un bisogno di accelerare. I record mi interessano pochissimo, praticamente nulla. Sto facendo di tutto per portare questa squadra in una categoria più importante e questo è quello a cui voglio guardare. I record non fanno vincere né portano al salto di qualità. Noi dobbiamo cercare quella continuità di rendimento che ci ha permesso di stare lì davanti”.

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