Stefano Sorrentino: “Totti, il mio futuro e l’accostamento alla Roma. Se fossi sindaco di Palermo…”

Stefano Sorrentino: “Totti, il mio futuro e l’accostamento alla Roma. Se fossi sindaco di Palermo…”

Parla Stefano Sorrentino, ex portiere e capitano del Palermo, oggi estremo difensore del Chievo.

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Giornata a Palermo per Stefano Sorrentino che ha presentato al popolo rosanero la sua autobiografia, scritta con Marco Dell’Olio.

Si parte con un riferimento a Totti. “Con Francesco un’amicizia che ci lega da diversi anni. Altri due anni li farò, poi dopo proseguiamo. Pensare a cosa fare mi mette ansia. Cosa mi intimorisce del mio futuro? Quando smetterò cosa faccio?! E’ questa la domanda che mi farò. Le sensazioni che provi durante la settimana, la stanchezza sulle gambe, l’avere le gambe calde… mi mancherà tutto questo. Cosa mi darà questa adrenalina? Dovrò scoprirlo”, dice Sorrentino a Casa Minutella.

RINNOVO – “Avevo parlato con Zamparini del rinnovo del contratto, e questo contratto prevedeva che avrei dovuto fare la chioccia a Posavec. Sapevo qual era il mio ruolo, sarebbe stato irrispettoso vedermi in panchina – ha aggiunto -. La città di Palermo ha accolto me e la mia famiglia come dei palermitano vero. In caso di retrocessione, avrei potuto anche smettere. Mi sarei sentito un po’ come un traditore, questo per dire quanto sono legato al Palermo“.

SE FOSSI SINDACO… – “La cosa che più mi manca di Palermo? Il mare. Ogni posto ha qualcosa di magico, di particolare. Se fossi sindaco di Palermo? Al Nord, se piove per un giorno di fila, non succede nulla. Vorrei capire perché a Palermo, se piove dieci minuti, si allaga tutto quanto“.

JUVE – “Dybala? Mi immaginavo fosse forte, ma non pensavo così tanto. Il gol subito da Buffon? Non ha colpe, il tiro è stato deviato“.

ROMA E FUTURO – “Fare la chioccia in un top club come la Roma o il Milan? In questi giorni il mio nome è stato accostato alla Roma, fa piacere. Però credo che sono gli ultimi anni della mia carriera, voglio ancora divertirmi. Ho un contratto col Chievo, secondo me è giusto chiudere la mia carriera al Chievo. Se devo vedere gli altri giocare è perché io smetto: non ho mai fatto discorsi di soldi o di categoria, a me serve l’adrenalina“.

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