Palermo, trattativa Ponte-Zamparini ad un bivio: in settimana l’incontro per il futuro del club rosanero…

Palermo, trattativa Ponte-Zamparini ad un bivio: in settimana l’incontro per il futuro del club rosanero…

La settimana appena iniziata potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro societario del Palermo Calcio

La settimana appena iniziata potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro societario del Palermo Calcio.

(Cessione Palermo: richiesta domiciliari Zamparini, Follieri torna in pole? La strada di Ponte…)

Si tratta infatti della settimana durante la quale dovrebbe essere approvato il nuovo bilancio, con la fumata bianca attesa già per domani, momento da cui potranno avere inizio tutte le trattative per la cessione delle quote della società siciliana. Secondo quanto riportato all’interno della propria edizione odierna da Il Giornale di Sicilia, senza le firme sul bilancio al 30 giugno 2018 non si potrà andare avanti, anzi, si tornerebbe indietro a qualche settimana fa, quando non arrivò l’approvazione del bilancio dal Consiglio d’Amministrazione e venne rinviata a fine ottobre la nomina del nuovo consiglio da parte dell’assemblea dei soci, con Antonio Ponte unico candidato alla presidenza, designato dallo stesso patron del club rosaneroMaurizio Zamparini.

L’imprenditore italo-svizzero però, sarebbe disposto ad assumere la carica di presidente solo a due condizioni ben precise: la prima, chiaramente, riguarda il fatto che l’attuale amministrazione firmi il nuovo bilancio, mentre la seconda concernerebbe il fatto che l’imprenditore friulano firmi il contratto preliminare di cessione del club rosa. Tra oggi (martedì ndr.) e giovedì le due parti in questione dovrebbero incontrarsi, probabilmente in Toscana, per ratificare il tutto. Senza firmare alcun tipo di accordo, l’eventuale assemblea del 26 ottobre rischierebbe così di diventare un niente di fatto, poiché Antonio Ponte non vorrebbe diventare presidente, appunto, senza le firme.

(Palermo, Ponte: “Senza accordo non posso diventare presidente. Zamparini ha abbassato le pretese economiche, ma…”)

Si tratterebbe più che altro di una vera e propria garanzia per se stesso e per i due gruppi alle spalle dell’ormai celebre fondo Raifin, del quale è presidente e socio fondatore, uno svizzero e uno con base a Londra. I tre soggetti appena citati, sempre secondo quanto riferito dal noto quotidiano regionale, formerebbero la cordata che dovrebbe acquisire il pacchetto di maggioranza della società, pronta ad avviare il piano di risanamento dei conti: Ponte da solo, difatti, riuscirebbe ad ottenere circa il 10% delle azioni. In sede di due diligence, come saldo tra debiti e crediti, sarebbe stata indicata una cifra inferiore ai 10 milioni che potrebbe essere confermata nel breve termine, se il bilancio dovesse essere approvato. In caso contrario, l’insediamento dell’imprenditore italo-elvetico come presidente del Palermo sarebbe fortemente a rischio, con tutti gli altri papabili investitori interessati al club rosanero sullo sfondo.

Da una parte, infatti, ci sarebbe sempre Raffaello Follieri che sembrerebbe aver fatto qualche passo in avanti nel prosieguo della trattativa, dall’altra vi sarebbe il gruppo americano ancora in attesa e che starebbe studiando le possibili mosse per formulare un’offerta adeguata all’imprenditore friulano. Due strade parallele rispetto a quella che Maurizio Zamparini ha seguito con maggiore interesse fino a questo momento, ovvero quella per l’ingresso di Antonio Ponte nel club di Viale del Fante. Ma proprio da questa più accreditata strada si sta aprendo un importante e probabilmente decisivo bivio: “L’italo-svizzero vorrebbe coprire i debiti del club, Zamparini vorrebbe riconosciuta una parte economica dell’affare, specialmente tenendo in considerazione la possibilità di una promozione in massima serie al termine della stagione – si legge sul Giornale di Sicilia. Un bivio dal quale, già in settimana, si conoscerà il futuro del Palermo“.

(Palermo, Ponte confessa: “Non sono un intermediario, mi interessa il club. Presidente? Il 26 ottobre…”)

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  1. nick - 1 settimana fa

    Non si capisce niente, secondo mz Ponte era un suo consulente che doveva trovare gli investitori, ora questo se ne esce che se mz non cede le quote non accetta la presidenza.
    Speriamo di non assistere all’ennesima commedia che porta ad un nulla di fatto.

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