Palermo: tante (troppe?) scommesse per la Serie A

Palermo: tante (troppe?) scommesse per la Serie A

Di William Anselmo
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Di William Anselmo

Allenamenti faticosi, impegno, lavoro, lavoro, lavoro… Ma questo Palermo, in concreto, che garanzie può dare in Serie A? Dopo quasi un mese di ritiro noi di Mediagol ci siamo fatti un’idea abbastanza precisa. Certo non abbiamo la sfera di cristallo per prevedere il futuro, però che non sarà una stagione semplice lo possiamo dire. Il gruppo c’è, così come l’entusiasmo e la voglia di far bene. Quello che lascia pensare, sono le troppe scommesse lanciate sul tavolo da Zamparini. Troppi giocatori che devono “esplodere” e consacrarsi nel calcio che conta. Nelle idee del presidente, per esempio, l’attacco andrebbe già bene così, anzi, in questo reparto a suo dire ci sarebbe addirittura l’imbarazzo della scelta per l’allenatore, che si troverebbe in difficoltà nel dover lasciare in panchina uno tra Hernandez, Dybala, Belotti e Vazquez, gli attuali attaccanti designati per la prossima stagione.

Sostanzialmente, al momento, i giocatori portanti di questa squadra sono quelli che sono retrocessi (salvo alcune eccezioni), ma anche quelli che l’hanno riportata in “A”. Sentendo parlare i protagonisti degli ultimi due anni si avverte la consapevolezza che non sarà facile. La frase ricorrente è “prima di tutto la salvezza”, ma sulla solidità del gruppo giurano tutti: “quello dell’anno della retrocessione era una polveriera, mentre questo gruppo è completamente diverso” ha rassicurato Sorrentino.

Quali sono i punti interrogativi? Restando sul reparto avanzato, la società ha deciso di puntare su Franco Vazquez che nel finale di stagione in Serie B ha fatto benissimo. L’argentino viene visto come una pedina fondamentale da Iachini, che lo schiera come punta o come trequartista. Quale Vazquez rivedremo? Quello anonimo della Serie A che non riusciva a tenere il passo contro le difese avversarie oppure quello brillante della Serie B che a volte dribblava tutti come birilli?

Il suo connazionale Paulo Dybala, promettente e talentuoso, ma poco incisivo soprattutto nel finale della scorsa stagione, avrà un impatto diverso a due anni di distanza con il massimo campionato italiano, oppure soffrirà ancora la fisicità dei difensori avversari?

E Abel Hernandez? Dopo aver risolto il dubbio che si trascina da quattro sessioni di calciomercato, resta o va via l’ultimo giorno di mercato? Sarà l’Hernandez dei lunghi stop per infortunio? Quello che si divora palloni incredibili sotto porta oppure, incrociando le dita, come dice il presidente da tre anni “quest’anno sarà l’anno di Hernandez”?

Mentre si aspettano queste “promesse”, zitto zitto il “Gallo” è l’unico che fa gol. Al momento le uniche certezze le dà Andrea Belotti. Nota positiva, ma nelle gerarchie societarie Belotti è la riserva. Tre anni fa era in Lega Pro, poi la Serie B e la promozione. E qui il Palermo deve incrociare le dita e sperare che la crescita del giocatori continui anche sotto i riflettori di San Siro e degli altri prestigiosi stadi italiani.

In porta c’è ancora da sciogliere il nodo Sorrentino-Ujkani, il loro (comune) procuratore dice che entrambi devono giocare titolari, quindi prospettando la cessione di uno dei due. Poi c’è l’interesse della Juventus per Stefano e la voglia di Samir di riscattarsi a Palermo.

Capitolo nuovi acquisti, a parte Rigoni, gli altri sono tutti giocatori che devono dimostrare di poter stare in Serie A e che devono prima di tutto ambientarsi: Chochev, Quaison e Feddal hanno un’occasione unica. Dovranno sgomitare per trovare posto a centrocampo e in difesa. Anche questi reparti hanno un mix di giocatori di esperienza e scommesse in cerca del salto di qualità. Ma se tutte queste scommesse non dovessero rivelarsi vincenti? Basterà mister Iachini, anche lui alla ricerca dell’occasione giusta per dimostrare una volta per tutte il suo valore in Serie A, a fare il miracolo?

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