Palermo in Serie C, avv. Di Cintio: “Casi Chievo e Foggia diversi, vi spiego. Se il club rosa è colpevole…”

Palermo in Serie C, avv. Di Cintio: “Casi Chievo e Foggia diversi, vi spiego. Se il club rosa è colpevole…”

Le dichiarazioni rilasciate dal noto avvocato Cesare Di Cintio, esperto di diritto sportivo, sul caso Palermo

“Chievo e Foggia penalizzate di qualche punto rispetto al Palermo retrocesso in Serie C? Il discorso è molto semplice, c’è un capo di incolpazione che è diverso”.

Parola di Cesare Di Cintio. Diversi sono stati i temi trattati dal noto avvocato esperto di diritto sportivo, intervistato ai microfoni de ‘La Repubblica’: dal caos in casa Palermo, retrocesso in Serie C dal Tribunale Federale Nazionale della Figc, ai casi Chievo Verona e Foggia, penalizzati rispettivamente di tre punti per plusvalenze gonfiate e sei punti.

Di seguito, le sue dichiarazioni.

CHIEVO E FOGGIA – “Il Chievo era stato portato in giudizio per avere gonfiato i bilanci attribuendo valori aumentati ad operazioni di mercato, il Palermo è accusato di avere artefatto alcuni bilanci ottenendo in questo modo l’iscrizione al campionato irregolarmente. È tutto legato alla concessione della licenza nazionale per l’affiliazione alla lega: al Palermo è stata concessa a fronte di attività fraudolenta che sarebbe stata commessa aggirando i controlli. Francamente si tratta di incolpazioni molto diverse. Per il Foggia vale lo stesso principio: al Palermo è stato contestato il fatto di non avere redatto bilanci fedeli ottenendo l’iscrizione irregolare”, sono state le sue parole.

COVISOC – “Questa situazione evidenzia un problema: se il Palermo ha commesso i fatti ed è colpevole, la Covisoc non ha vigilato quando avrebbe dovuto. La Covisoc ha un ruolo fondamentale nell’ambito della garanzia di equilibrio economico e finanziario. Ha un ruolo decisivo per l’ottenimento della licenza nazionale. Quello che fanno i collegi sindacali e le società di revisioni sono ulteriori mezzi di controllo che sono demandati alla gestione societaria. Sono previsti per arrivare a un autocontrollo dei club. I collegi sindacali dovrebbero evidenziare eventuali anomalie e le società di revisione dovrebbero certificarne la regolarità. Ma è chiaro che poi ci deve essere anche un controllo esterno”, ha spiegato l’avvocato Di Cintio.

 

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