Palermo-Foggia 1-2: Vantaggio Nestorovski e follia Coronado. Il Foggia rimonta e sbanca il “Barbera”

Palermo-Foggia 1-2: Vantaggio Nestorovski e follia Coronado. Il Foggia rimonta e sbanca il “Barbera”

Amara sconfitta per gli uomini di Tedino incapaci di gestire il vantaggio trovato nella ripresa con un rigore firmato Nestorovski. Coronado commette una grave ingenuità lasciando i compagni in inferiorità numerica. Il Foggia rimonta e porta a casa i tre punti. Prestazione generosa ma modesta e condita da sbavature decisive. Adesso si complica il cammino dei rosanero in chiave promozione.

Commento

Nella serata che doveva sancire il riscatto dopo la debacle in terra toscana, il Palermo mastica amaro, fallisce l’aggancio alla vetta ed incassa, suo malgrado, la seconda sconfitta consecutiva.

Uno stop che probabilmente fa anche più male rispetto al tonfo del “Castellani” poiché giunto tra le mura amiche, contro un avversario ostico ma alla portata dei rosanero,  figlio di una serie di errori marchiani, collettivi ed individuali, nella gestione della gara e del risultato.

Pur denotando una marcata supremazia territoriale per circa un’ora di gioco, il Palermo ha confermato il preoccupante trend involutivo del girone di ritorno in termini di brillantezza, atletica e mentale, e di fluidità di manovra, macchinosa e desolatamente sterile, priva di qualità ed incisività sia in sede di costruzione che di rifinitura.

Poche idee, confuse e dipanate scolasticamente a ritmi tutt’altro che vertiginosi, hanno alimentato una fase offensiva piatta, priva di guizzi che esulassero dall’ordinario e potessero creare reali imbarazzi ai dispositivi tattici avversari. I pochi uomini in grado teoricamente di accendere la luce e creare le premesse della pericolosità, pur spendendosi notevolmente in termini di impegno e dinamismo, finiscono per perdersi regolarmente in una coltre di evanescenza.

Un paio di sgroppate sul binario mancino di Aleesami ed un bel destro dalla distanza di Gnahoré ben parato da Guarna. Un computo troppo misero per una squadra che ha tenuto il pallino del gioco in mano per l’intera prima frazione

Coronado ha vanificato una decina di minuti incoraggianti ad inizio ripresa, assist a Nestorovski da cui ha avuto origine il rigore del vantaggio, con un’ingenuità colossale che ha creato inferiorità numerica e i relativi scompensi tattici alla base della rimonta pugliese.

Posavec ha commesso un errore piuttosto evidente in occasione del pari foggiano ma la facilità con cui la squadra si è sgretolata al cospetto del forcing finale degli uomini di Stroppa desta non poche perplessità e legittime preoccupazioni in prospettiva.

Al netto dei cronici problemi nella produzione della proposta offensiva, nelle ultime uscite pare venir meno anche quella compattezza in fase di non possesso che era un vero e proprio marchio di fabbrica della compagine rosanero. Quella solidità granitica nell’applicazione corale della fase difensiva che aveva fin qui consentito di capitalizzare, in termini di punti, anche prestazioni non proprio esaltanti sul piano del gioco. Il filtro e gli automatismi di copertura in zona nevralgica sembrano latitare e le fisiologiche difficoltà di Szyminski e Dawidowicz, spesso non schermati e troppo esposti, sul piano della rapidità sul breve, emergono  in modo piuttosto evidente al cospetto di una certa tipologia di attaccanti.

Ad onor del vero, pur senza creare apprensioni particolari alla difesa rossonera, con Nestorovski e Moreo costretti a spremersi su palloni impossibili e Coronado vivace ma poco concreto, Il Palermo aveva anche trovato il vantaggio nel cuore della ripresa, grazie al rigore procurato e trasformato dal bomber macedone. A quel punto, una squadra esperta e di personalità, con dichiarate ambizioni di vertice, avrebbe dovuto gestire con ben più saggezza e malizia il risultato. Invece è arrivata praticamente subito, inopinata ed inattesa, la sciocchezza di Coronado che ha commesso un fallo brutto e inutile su Gerbo all’altezza della trequarti, rimediando l’espulsione e costringendo ad un finale in salita tecnico e compagni.

Il Foggia, dopo aver spaventato il Palermo per ben tre volte in avvio di seconda frazione, non si è scomposto una volta in svantaggio. Anzi, fiutando i disagi della formazione rosanero, l’ha ribaltata in un nonnulla con Duhame, molto male Posavec goffo e lacunoso in presa bassa, ed un siluro chirurgico di Kragl che ha gelato il “Barbera” da circa 25 metri. A poco è valso l’innesto di Chochev in luogo di Moreo nel tentativo di ripristinare equilibri e coesione tra i reparti in fase di non possesso attenuando gli effetti dell’inferiorità numerica.

Un rigurgito di orgoglio nel convulso finale, in cui Tedino ha dato spazio anche a La Gumina, ha sortito una traversa di Nestorovski che avrebbe anche potuto riportare il punteggio in parità. Ma non è tanto il risultato, quanto la prestazione nel suo complesso a generare dubbi e timori in chiave futura. Condizione deficitaria di alcuni singoli, criticità strutturali nelle due fasi di gioco, ed alcuni equivoci tattici da risolvere in fretta se non si vuole rischiare di perdere troppo terreno dalle battistrada.

Moreo sarà utile strada facendo, ritrovare il miglior Rispoli sarà certamente un plus imprescindibile per recuperare sprint e capacità propulsiva sulle corsie, ma vanno assolutamente oleate e perfezionate le tracce offensive, ad oggi prevedibili ed approssimative, per mettere in condizione Nestorovski  e soci di rendersi realmente pericolosi in area avversaria.

Questa squadra macina ed imbastisce una notevole mole di gioco che si aggroviglia e si imbottiglia regolarmente in sede di rifinitura, che sia tra le linee o sull’esterno, per mancanza di convinzione, lucidità e qualità nell’esecuzione dell’ultima giocata. Il Palermo calcia troppo poco verso la porta avversaria in relazione alle situazioni potenziali che riesce a sviluppare ed al potenziale offensivo di cui dispone.

Così come vanno ritrovati automatismi e sinergie credibili tra i reparti in fase di non possesso, poiché gli avversari bucano la retroguardia di Tedino con eccessiva facilità. Inerzia inquietante, certificata dalle 6 reti subite nelle ultime due uscite, in controtendenza con quanto visto per l’intero girone d’andata.

La gestione del momento, senza dubbio il più difficile della stagione, sarà delicata e fondamentale specie sotto il profilo psicologico: perdere autostima, convinzione e certezze in un momento topico del campionato potrebbe risultare fatale.

Ragion per cui, bisogna guardarsi dentro, analizzare e focalizzare con spirito autocritico ed in profondità le concause di una netta ed innegabile involuzione, scuotersi e rialzarsi subito, facendo leva sulle risorse caratteriali e motivazionali proprie a questo gruppo. Bisogna fare quadrato e reagire in modo immediato e veemente a partire dalla prossima sfida col Perugia.  Onde evitare di entrare in un piccolo ed angusto tunnel che potrebbe far smarrire tempo e terreno prezioso, oltre a far perdere di vista la linea del traguardo.

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  1. Ciccio - 9 mesi fa

    Questa è la incompetenza ansi arroganza di una società convinta di avere una squadra superiore a tutti che nell’ultimo mercato invernale addirittura si è indebolita questa sì è programmazione come gli ultimi 3 anni

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  2. mistero - 9 mesi fa

    Serie A non garantita da un allenatore che applica un modulo di gioco perdente,continua a sbagliare formazione (Posavec confermato dopo la debacle di Empoli) e non riesce neppure a motivare la squadra. Prima si cambia e più probabiltà ci sono di rimediare a questa inevitabile involuzione. Il Foggia di stasera era una squadra mediocre esaltata da una squadra che non sa giocare a calcio.

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  3. mistero - 9 mesi fa

    Tedino ai titoli di coda, allenatore impreparato, a metà campionato non si vede nè gioco nè idee. Difficile raggiungere l’obiettivo della promozione con questo modulo di gioco e scarso mordente.

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