Maniero-Mediagol: “Io, Luca Toni e Baggio. Barbera pieno da pelle d’oca, Palermo-Verona la vedo così…”

Maniero-Mediagol: “Io, Luca Toni e Baggio. Barbera pieno da pelle d’oca, Palermo-Verona la vedo così…”

Le dichiarazioni rilasciate in esclusiva alla redazione di Mediagol.it dall’ex attaccante di Palermo e Verona, Filippo Maniero

di Andrea Geraci

Fu l’ultimo del travaso. Il primo ad andarsene dopo la sconfitta con il Lecce che disintegrava il sogno promozione di Zamparini, appena arrivato. Filippo Maniero, ex Milan e Venezia tra le altre ,18 gol nella sua ultima stagione di A, più di Del Piero, doveva essere il prestigioso biglietto di presentazione del nuovo presidente. Dopo una partenza straordinaria con sette gol in dieci partite, Pippo a poco a poco avrebbe ridotto il suo rendimento in maglia rosanero, fino quasi a spegnersi come il sogno promozione della banda Sonetti. Nell’unica stagione in rosa, segnò 13 gol, poi, in una chiara parabola discendente, sarebbe finito al Brescia, in cambio di Toni. “Uno escludeva l’altro. Avevo invece la fortuna di giocare accanto a Roberto Baggio, al suo canto del cigno, e visto che a Palermo non era andata come ci aspettavamo, ho colto al volo l’occasione. Per il resto una delusione perché segnai solo un gol”.

Diciassette squadre cambiate in ventuno anni, corsi e ricorsi frequenti per un cannoniere senza fissa dimora. Ed eccolo dunque a 46 anni, nelle vesti di doppio ex, anzi triplo se a Verona e Palermo, la sfida per la A di domani, si aggiunge il Brescia capolista. “Il Brescia vola, Palermo e Verona hanno un solo obiettivo: vincere. Soprattutto il Palermo che ha due punti in più della squadra di Grosso, se vuole rimanere agganciato al treno della promozione. I rosa partono avvantaggiati perché giocano in casa. Se penso ai miei tempi, mi viene la pelle d’oca. Ricordo che al primo allenamento alla Favorita c’erano oltre diecimila persone! Lo stadio era sempre pieno e la gente contenta, anche se l’obiettivo venne fallito. Ma si crearono le premesse per la cavalcata vincente di Guidolin. Ho notato invece che, negli ultimi anni, l’entusiasmo è sceso e vedere il Barbera desolatamente vuoto o quasi ti stringe il cuore. Contro il Brescia i tifosi c’erano, ma il mio Palermo avrebbe catturato il tutto esaurito. Il vento è cambiato, la città chiede altro ma se aiuta la squadra per il Verona diventerebbe un vero problema. Fermo restando che sarà una sfida a viso aperto. Pronostico? Vinca il migliore. Il mio cuore è diviso tra Sicilia e Veneto. L’ augurio però è che entrambe riescano a conquistare la A, anche se dovessero centrare l’obiettivo attraverso i play-off”.

Secondo l’ex bomber, per la promozione diretta sarà soprattutto una corsa a due: Stellone contro Corini. Passando per Fabio Grosso, con il tecnico della compagine scaligera nel ruolo di terzo incomodo.

Verona fu per me una tappa importante, segnai dodici gol in A, avevo accanto un regista come Corini e insieme giocammo anche nella under 21 di Cesare Maldini. L’anno dopo passai al Parma di Cannavaro e Buffon. A livello personale una stagione indimenticabile, per la squadra meno perché siamo retrocessi.”.

La stima di Maniero per Roberto Stellone è ancora viva: “Mai compagni di squadra, solo cannonieri contro. Ricordo un Palermo-Napoli, vincemmo per 2-0. L’ho sempre ammirato, mi piaceva perché oltre ad essere bravo tecnicamente, aveva grande fisicità ed era forte di testa. Uno dei migliori attaccanti italiani di quel periodo, sfortunato come me con le grandi squadre per colpa di alcuni infortuni. Come tecnico, parlano i risultati”.

A proposito di tecnici, chiusa la carriera a 38 anni, nella Legnarese, ‘SuperPippo’ ha preso il patentino ed ora allena l’Aurora Legnaro. “La squadra del paese dove vivo e dove sono nato. Insomma sono tornato a casa. L’anno scorso abbiamo vinto il campionato e adesso siamo in promozione”.

 

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