Liverani a Mediagol: “Palermo, ecco la via della salvezza. Se Zamparini punzecchia Gilardino…”

Liverani a Mediagol: “Palermo, ecco la via della salvezza. Se Zamparini punzecchia Gilardino…”

L’intervista rilasciata ai nostri microfoni dall’ex centrocampista rosanero.

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A pochi giorni dall’impegno in campionato dei siciliani contro la Lazio di Simone Inzaghi, la redazione di Mediagol.it ha contattato in esclusiva il doppio ex della partita, Fabio Liverani.

Diverse le tematiche trattate dal classe ’76, che ha vestito la maglia biancoceleste dal 2001 al 2006, salvo poi trasferirsi in Sicilia due anni più tardi dove ha militato dal 2008 al 2011: dalla lotta salvezza che vede al momento protagoniste Carpi, Palermo, Frosinone e Verona, alla continua evoluzione della guida tecnica rosanero che ha caratterizzato questa annata.

SALVEZZA – “Probabilmente a livello tecnico e di rosa, penso che il Palermo abbia qualche chance in più di salvezza rispetto alle concorrenti; sotto il profilo psicologico e mentale vedo superiori Carpi e Frosinone. Il Palermo in questo finale di stagione con Vazquez e Gilardino, giocatori di qualità, sicuramente potrà dire la sua. Il Frosinone però ha ancora lo scontro diretto in casa da giocare. Il Carpi invece lo vedo un attimo più indietro. Il Verona? I tre punti di Bologna hanno dato speranza ai gialloblù che hanno dimostrato di crederci. Sicuramente a differenza delle altre tre squadre, il Verona ha parecchi punti da recuperare e le speranze di salvezza diminuiscono. La quota salvezza è sicuramente bassa, non supererà i 34-36 punti. Penso ormai che Sampdoria e Udinese siano salve e fuori da queste problematiche, considerata anche la qualità delle due rose”.

ESONERI – “Con i diversi cambi tecnici il presidente sicuramente voleva dare degli scossoni per migliorare la situazione, altre volte gli è riuscito. Probabilmente ad oggi queste polemiche, queste problematiche, e mi riferisco anche a quelle tra allenatori e giocatori, non hanno aiutato a raggiungere un clima sereno utile per conseguire la salvezza. Chi era il più adatto ad allenare questa squadra? Sotto tutti i punti di vista il più adatto era chi ha vinto il campionato di Serie B e chi l’anno scorso ha fatto bene, Iachini. Gli altri, per varie motivazioni, non penso abbiano avuto il tempo di trasmettere il proprio lavoro. L’unico che poteva dare il massimo era Iachini. Le sue dimissioni? Sono situazioni che possono sapere solo presidente e allenatore. Penso che se un tecnico arriva a tanto significa che ha capito di non poter dare più quello di cui la squadra aveva bisogno. Lo considero un gesto generoso da parte sua. Novellino a rischio? Non lo so, penso sia più giusto proiettarsi alla partita di domenica senza pensare al dopo”.

GILA – “Se è importante puntare sui senatori in questo momento della stagione? L’esperienza conta, poi conta anche la condizione fisica. È normale che se un giocatore ha una certa fisicità e una certa esperienza può gestire meglio una partita. Gilardino in panchina contro l’Empoli? È difficile da giustificare, l’allenatore lo vede tutta la settimana: se ha preso questa decisione sicuramente pensava di andare a proporre una soluzione migliore, fermo restando che il contributo di Gilardino in questa Serie A è di assoluto valore. Carpi, Frosinone e Verona non hanno un giocatore del genere tra le proprie fila. Zamparini lo spesso ha punzecchiato? Il presidente delle volte punzecchia per far tirare fuori qualcosa in più, una reazione. Alle volte ci riesce, altre volte meno: dipende dal carattere del giocatore. Penso che Zamparini, indipendentemente da quello che fa, cerca sempre di farlo a fin di bene. Anche perché, come spesso ha dichiarato, se la squadra retrocederà lui sarà il primo a rimetterci”.

IL MUDO – “Reputo Vazquez un ragazzo intelligente, credo sappia di non aver ripetuto ciò che ha fatto la passata stagione. I motivi sono tanti, penso sia un giocatore di superiore e assoluta qualità, e può far a caso di una big. Però in questo momento l’unico suo pensiero, e quello di tutta la squadra, dovrebbe essere raggiungere la salvezza. Poi, l futuro e le questioni personali dovranno essere discusse in seguito”.

PALERMO-LAZIO – “Mi aspetto un match difficile. La Lazio viene da una brutta sconfitta e ha parecchie pressioni. Inoltre, ha un allenatore nuovo che vuole sicuramente dimostrare di poterci stare e avrà tante motivazioni. Il Palermo viene da un momento negativo con tante difficoltà, giocare in casa in questo momento non so se sia un punto di forza o addirittura può risultare difficoltoso. Sicuramente chi ha più da rimetterci è il Palermo”.

ESONERO PIOLI – “Non so se fosse necessario, sicuramente è stato dovuto ad una stagione difficile culminata con la sconfitta nel derby. Quando si perde un derby in questa maniera, può venire meno la voglia di proseguire insieme anche in vista del prossimo campionato. Quindi, con un po’ più di calma, si valuteranno nuove soluzioni. Tanto credo che gli obiettivi della Lazio siano sfumati tutti”.

LOTITO – “Io penso che quest’anno la Lazio abbia fatto tanti sacrifici non vendendo i giocatori più importanti. Spesso si parla di grandi investimenti quando le società comprano, ma anche quando un club trattiene giocatori dal calibro di Felipe Anderson io li considero sacrifici. Pensavano sicuramente di trattenerli e fare meglio dell’anno passato, questo non è successo e sicuramente l’infortunio grave di De Vrij ha destabilizzato tutta la fase difensiva. Certamente qualche errore Lotito l’ha commesso, ma nessuno poteva prevedere, dopo la scorsa annata, una stagione fallimentare del genere. La Lazio a mio avviso poteva concorrere tranquillamente per l’Europa League e probabilmente con un po’ più di fortuna poteva restare attaccata ai carri davanti. Felipe Anderson, Candreva e Keita? Dopo il campionato di quest’anno la valutazione di questi giocatori si è abbassata, il prezzo non sarà lo stesso di prima. Quindi il loro futuro dipenderà dalle varie offerte che arriveranno e dalla volontà dei giocatori stessi”.

MADE IN ITALY – “L’assenza di un direttore sportivo di livello e di un allenatore che gode di fiducia e continuità, può essere alla base della stagione disastrosa disputata dai siciliani? A prescindere c’è sempre la decisione e le scelte che fa una società: se il club si affida ad un direttore tecnico o ad un direttore sportivo e gli dà totale fiducia per la costruzione della squadra è un discorso; ma a volte si devono tenere in considerazione anche altri fattori: il budget a disposizione, i giocatori che si possono prendere… queste sono tutte situazioni che proprietà, direttore sportivo e allenatore devono costruire insieme. Io penso che bisogna creare una struttura italiana, per esempio negli ultimi anni vedo il Sassuolo che ha ripreso ad avere un’identità italiana. E l’identità italiana ti dà tanti valori, che poi con gli stranieri giusti riesci a trasmettere. I valori italiani, in un gruppo che deve sudare e lottare, devono essere trasmessi ai tanti giovani stranieri, sicuramente forti e che potrebbero diventare potenziali campioni, ma che del campionato italiano devono capire tante cose”.

Intervista realizzata da Noemi Cusano

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