Fontana a Mediagol: “Palermo, c’è da preoccuparsi. Vazquez, non pensare al futuro. Zamparini? Dubito che dirà addio”

Fontana a Mediagol: “Palermo, c’è da preoccuparsi. Vazquez, non pensare al futuro. Zamparini? Dubito che dirà addio”

L’intervista all’ex portiere dei rosanero.

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Da domenica prossima non vi saranno più pause di riflessione.

Saranno otto finali da disputare tutte d’un fiato per il Palermo di Walter Alfredo Novellino che tra pochi giorni affronterà il Chievo al Bentegodi. Doppio ex della sfida, Alberto Fontana, portiere che ha difeso i pali dei gialloblù nella stagione 2005-06, per poi trasferirsi in rosanero, dove ha chiuso la sua carriera (nel 2009). Intervistato in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it, Fontana si è espresso in merito alle chance di salvezza dei siciliani capitanati da Stefano Sorrentino. “Il Palermo si è un po’ complicato la vita in questa stagione – ha esordito Fontana -. Per carità, alla vigilia del campionato non si pensava che i rosa avessero l’organico per poter ambire al settimo-ottavo posto, però a poche giornate dalla conclusione del campionato ci si attendeva che fossero a ridosso dei 36-37 punti. L’ho detto più di una volta, adesso i giocatori devono fare tutti un passo indietro: i rancori, le rabbie e i rimorsi non servono più. Bisogna centrare un obiettivo, poi ognuno dirà la sua“.

Gli esoneri – “Che nel calcio spesso paghi l’allenatore, fa parte del gioco. Che a Palermo capiti spesso, è la storia dei rosa. Io non ho ancora capito, però, come mai sia stato mandato via la prima volta Iachini, anche se su queste ruggini è difficile giudicare dall’esterno – precisa -. Adesso, per uscirne, bisogna che i giocatori mettano la testa a posto e si facciano un bagno d’umiltà. Si sbaglia pensando che si è, a prescindere, più forti di Carpi e Frosinone. La salvezza si guadagna sul campo domenica dopo domenica. Evitare la retrocessione è un obiettivo troppo importante per la società, per la città, i tifosi e anche per società e giocatori”.

I senatori – “A Palermo c’è un allenatore che guarda settimanalmente l’evoluzione di ogni giocatore. Spetterà a Novellino scegliere i migliori uomini in base alle sue sensazioni. Certo, in questi casi, avere un po’ più di esperienza può aiutare; però è sempre il lavoro settimanale che decide se un calciatore è pronto o meno”, aggiunge Fontana.

La realtà – “Il Palermo deve preoccuparsi? Secondo me sì. Bisogna guardare in faccia la realtà. E’ inutile fare dei voli pindarici perché come organico si è superiori: i punti sono quelli. Nel calcio non vale il pedigree, bensì chi corre di più e chi consegue più punti. Se si guarda il cammino di Carpi e Frosinone negli ultimi due mesi, viene da togliersi il cappello – ha proseguito l’ex rosanero -. Era più semplice mollare che continuare a lottare e risalire la china. Sul piano psicologico, il Palermo è nettamente in svantaggio rispetto alle due out-sider. Come organico, invece è in vantaggio. Nel calcio, comunque, mettere a posto la testa non proprio semplicissimo“.

Vazquez e co. –Alcuni giocatori del Palermo pensano già al loro futuro che sarà lontano dalla Sicilia? I calciatori fanno il proprio bene se pensano al presente e a dare il massimo settimana dopo settimana. Vazquez sicuramente avrà un futuro importante in qualche top club, dato il suo valore tecnico. Ma adesso bisogna avere fame di punti e di vittorie. Occorre andare più veloci dell’avversario. A giugno i i giocatori avranno modo di pensare al proprio futuro“.

Evitare di perdere – “Un pari a Verona col Chievo può non bastare? Il Chievo è una bella squadra che non regalerà nulla al Palermo. Credo che il Palermo debba pensare di avere a disposizione due risultati su tre. Vincere sarebbe più importante, ma se i clivensi sono in condizione, portare a casa un punto non è proprio un fallimento“.

Zamparini – “Il presidente è vicino a cedere il club? In passato lo ha detto diverse volte che sarebbe stato il suo ultimo anno. Zamparini ha tantissimi meriti, dato che è riuscito a portare una società dal fallimento all’Europa e a ridosso delle prime posizioni. Ci possono essere dei momenti in cui vengono rilasciate delle dichiarazioni forti alla stampa, ma dubito che sarà il suo ultimo alla guida del Palermo. Adesso bisogna pensare al campo e a rimanere in Serie A”.

Primavera e Viareggio – “Faccio i miei complimenti a Bosi. Lo conosco da quando eravamo bambini, abbiamo giocato insieme nel settore del Cesena. Giovani in prima squadra? In passato il cursus per i ragazzi prevedeva una gavetta in Serie C o B e quindi il salto in Prima Squadra. La fretta non aiuta. Ci sono sicuramente dei ragazzi che possono diventare molto importanti. Negli ultimi anni si è palesata questa fretta di buttarli subito in Prima Squadra in Serie A. Invece, a mio parere, la militanza in un campionato in B o in C fa capire meglio a un giovane cosa sia il professionismo. Un anno in periferia a volte può essere salutare prima di essere messi al centro dell’attenzione col rischio di bruciarsi”.

Intervista realizzata da Leandro Ficarra

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