FOCUS: CALCIO STRANO, CARPI INCUBO ROSA

FOCUS: CALCIO STRANO, CARPI INCUBO ROSA

di Leandro Ficarra
.

Commenta per primo!

di Leandro Ficarra

Il calcio non è una scienza oggettiva ed inconfutabile. Le sue dinamiche bizzarre, controverse e romanzesche si fanno spesso beffa delle logiche e dei valori assoluti rendendolo materia imprevedibile e per questo affascinante. Strane alchimie emotive e psicologiche, scherzi del fato e della sorte, riescono talvolta a determinare un risultato contravvenendo a qualsiasi criterio di matrice tecnica o tattica. Accade così che la matricola Carpi possa incorniciare la sua onesta stagione vantando lo scalpo più nobile, la capolista indiscussa del torneo, il Palermo dei record che ha stracciato il campionato ed a cui gli emiliani hanno tolto ben sei punti tra andata e ritorno. Due gare simili, con circostanze rocambolesche, arbitraggi modesti, rigori decisivi, espulsioni anomale ed una consistente dose di sfortuna abbattutasi improvvisamente sulla compagine rosanero.

Il gol lampo di Mbakogu e la stoccata di Pasciuti hanno reso vana la zuccata di Bolzoni valsa il momentaneo pari. Due cucchiaini di fiele che hanno reso amaro il pomeriggio di Beppe Iachini, interrompendo una serie utile di venti gare consecutive, infrangendo l’imbattibilità nel 2014, e rallentando la corsa al record di punti.

Uno stop che non inficia minimamente la portata del campionato stratosferico dei rosa, sia chiaro. Una cavalcata maestosa verso la serie A figlia di una schiacciante superiorità mentale, tecnica e tattica. Sconfitta che va catalogata come un fastidioso incidente di percorso e nulla più, in considerazione della rara concomitanza di eventi negativi e del numero delle occasioni fallite sotto porta. Palermo certamente sprecone e tradito quest’oggi da chi nel girone di ritorno ne ha propiziato le fortune. Paulo Dybala e Franco Vazquez sono stati i protagonisti in negativo della giornata.

Il principito ha fallito un calcio di rigore sprecando almeno altre due opportunità piuttosto ghiotte. El Mudo è stato autore di un’ingenuità piuttosto grave, l’essersi fatto espellere nell’intervallo per un eccesso di proteste verso il direttore di gara, giunto all’imbocco del sottopassaggio. Le rudezze perpetrate dai calciatori emiliani, meritavano, ad onor del vero, maggiore attenzione da parte dell’arbitro. Vazquez porta ancora evidenti segni sulla gamba del trattamento a lui riservato. Ma acuire a bocce ferme i toni della protesta serviva a poco e lasciare la squadra in dieci ha maledettamente complicato i piani strategici di Iachini costretto a soluzioni tampone nella ripresa.

Sfogo umanamente comprensibile ma professionalmente non giustificabile. El Mudo, ragazzo affabile ed equilibrato, vanta comunque un tale credito in termini di gol, magie ed assist decisivi in questa stagione da potergli condonare tale leggerezza. Gli sono saltati i nervi. Siamo certi che saprà trarre insegnamento dalla vicenda per gestire meglio analoghi frangenti in futuro.

Che la giornata non nascesse sotto felici auspici lo si era intuito subito. I forfait dell’ultima ora di Ujkani e Lafferty erano sinistro preambolo. Il 3-4-1-2 di Iachini premiava inizialmente Vitiello e Milanovic in luogo di Andelkovic e Terzi nel pacchetto difensivo, Ngoyi a fianco di Barreto in zona nevralgica. Daprelà e Stevanovic ereditavano la titolarità sulle corsie esterne. Vazquez tra le linee deputato ad ispirare Belotti e Dybala.

La voglia di essere per un giorno profeta in patria del palermitano Di Gaudio segnava subito il match. Verve, rapidità d’esecuzione e di pensiero, buona tecnica di base. Il numero undici di Pillon apre con uno slalom la doccia gelata per la squadra della sua città. Stevanovic lo stende in area, Mbakogu trasforma il rigore. Il Palermo è un po’ in bambola. Il Carpi, nel suo elastico 4-3-3 che diviene 4-1-4-1 in fase di non possesso, sorprende per compattezza difensiva e coralità nella manovra. Porcari saggio schermo pensante, Concas e Di Gaudio duttili interpreti sulle corsie. Ancora Di Gaudio imperversava sul versante destro rosa, sfruttando la scarsa propensione alla copertura di Stevanovic , impegnando severamente Sorrentino.

La sorte continua ad accanirsi su un Palermo lungo e stranamente impreciso anche nel dosare gli appoggi basici in fase di costruzione. Vitiello e Barreto  subito out per problemi fisici, dentro Andelkovic e Bolzoni. Quando Vazquez si accende, il Palermo sale di tono. El Mudo comincia ad ispirare le sovrapposizioni di un Daprelà intraprendente e brillante sul binario sinistro. Stevanovic, sul lato opposto, cerca di puntare l’uomo e sfornare cross. Dybala inizia a muoversi da par suo. Dopo una serie di potenziali occasioni sfumate di un’inezia, Daprelà si guadagna il penalty grazie ad una pregevole percussione in dribbling. Sinistro secco a mezza altezza di Dybala e pronta risposta di Colombi. La testa di Bolzoni, che impatta puntuale un cross di Vazquez, regalerà il pari prima dell’intervallo. E, prima del riposo, il diverbio tra l’argentino e Minelli, con relativa espulsione del fantasista rosa, segnerà profondamente la gara.

Iachini sistema il Palermo con un 4-3-2 con Munoz terzino destro e Stevanovic intermedio. Ancora una volta sospettiamo che il tecnico abbia fatto la voce grossa negli spogliatoi. Il Palermo del secondo tempo piace per intensità, coraggio e linearità di manovra. Nonostante l’uomo in meno, la squadra rosa alza il baricentro ed aumenta i giri del motore. Si appoggia sul lungo sulla fisicità di Belotti nel coprire la sfera, sfrutta il talento di Dybala che fa l’elastico, alimenta gli inserimenti di Stevanovic e la vena sulla sinistra di un Daprelà straripante.

Gli uomini di Iachini rischiano un paio di volte ma collezionano occasioni in serie: Dybala è impreciso col sinistro, Andelkovic trova un grande Colombi su un’incornata a colpo sicuro, Stevanovic conclude debolmente uno splendido fraseggio col principito, Belotti cicca da due passi vanificando un coast to coast di Munoz. Arrembante ma sprecone, il Palermo viene punito come da crudele legge del calcio. I subentrati Sgrigna e Pasciuti sigillano il sorpasso, l’ex Toro imbuca, il numero diciannove di Pillon infilza Sorrentino con un piatto destro chirurgico. Falla aperta ancora sul binario destro rosa, in cui oggi si è avvertita l’assenza di Pisano in fase di copertura. La squadra di Iachini non ha tempo e forze per rimediare, a poco serve l’ingresso di Verre per Stevanovic.

Gara indigesta per Iachini che da perfezionista qual è avrà mal sopportato questo stop e preparerà in modo maniacale le ultime due sfide. Bisogna far la conta degli infortunati e commutare l’insofferenza di questo pomeriggio in feroce carica motivazionale. C’è ancora margine per attaccare quota 85 e stabilire l’ennesimo record di questa fantastica stagione.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy