Diamanti: “A Palermo sto da Dio, me l’aveva detto anche Sirigu. De Zerbi ok, Nestorovski pure. Quella Cinquecento rosa…”

Diamanti: “A Palermo sto da Dio, me l’aveva detto anche Sirigu. De Zerbi ok, Nestorovski pure. Quella Cinquecento rosa…”

Il trequartista del Palermo si racconta: “Qui ho trovato la dimensione giusta per me, un ambiente speciale, gente umile, calorosa, disponibile. Adesso non vedo l’ora di segnare e contribuire alla causa rosa”.

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Quando ha messo piede a Palermo, ha indossato subito i panni sporchi del lavoratore.

Alessandro Diamanti, 33 anni a maggio scorso, è il nuovo condottiero dei rosanero. E’ vero, il capitano in sé e per sé è Roberto Vitiello, ma trovando quest’ultimo poco spazio nello scacchiere di De Zerbi, la fascia va a finire sempre sul braccio dell’ex Guangzhou e Fiorentina. Zero gol fin qui per lui, ma tanta voglia di lavorare e contribuire alla realizzazione del progetto De Zerbi. “Ho avuto molti tecnici in carriera – racconta Diamanti -, ma sinceramente sono impressionanti la sua idea di calcio, l’intensità che mette in allenamento e vuole in partita, i dettagli che cura, la crescita che chiede“. A sorprendere, in particolar modo, la duttilità tattica del mister ex Foggia“Sì, e per come prepara gli incontri, noi saremmo in grado di fare qualsiasi modulo”. Con Nestorovski centravanti: “Ilija sta crescendo grazie all’allenatore, recepisce velocemente. È facile e normale lavorare sulle qualità di un calciatore, il nostro tecnico lavora su quello che ci manca“, prosegue Alino in un’intervista al ‘Giornale di Sicilia‘.

Dal campo all’ambiente: a Palermo non si sta ‘malaccio’. “Bisogna viverci per capire quanto si sta bene qui, ma sapevo già tanto. Avrò quindici amici e conoscenti nel mondo del calcio che hanno giocato a Palermo – racconta Diamanti -: da Balzaretti a Sirigu, da Pinilla a Barzagli, a Migliaccio, lo stesso Puccinelli, mio procuratore. Ho trovato la dimensione giusta per me, un ambiente speciale, gente umile, calorosa, disponibile“.

Non ci sarebbe stata presentazione migliore se non con un’automobile (Cinquecento) tutta rosa.

screen diamanti automobile rosa

“Sì, ce l’ho dal 2009, quando giocavo al Brescia. Mi serviva un’auto piccola e non vistosa e tornai a casa con…quella. Semplice”. I tifosi si convincono tramite questi piccoli gesti, ma anche a suon di prestazioni e… gol. “Segnare mi manca, mi garberebbe una bella rete da tre punti per la squadra e per la gente – promette -. Non sono mai stato un goleador, ma ho sempre lavorato per essere determinante“. Appuntamento al prossimo gol, dunque. Diamanti si augura arrivi già al rientro dalla sosta per gli impegni delle Nazionali.

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  1. vincenzo palumbo - 2 mesi fa

    Non so quanto rimarrai a palermo ma una ci sa è sicura,non la dimenticherai mai più e ci tornerai tutte le volte che potrai come fanno tutti quelli che sono passati da questa meravigliosa e deliziosa città. In bocca al lupo alino e forza Palermo

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