Corini: “Non voglio essere strumentalizzato, se si cambia di continuo non si può andare avanti”

Corini: “Non voglio essere strumentalizzato, se si cambia di continuo non si può andare avanti”

Le parole del tecnico rosanero alla vigilia della sfida contro il Sassuolo.

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Il tecnico rosanero Eugenio Corini, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Sassuolo, si è sfogato dopo la situazione che lo ha coinvolto dopo la sconfitta rimediata dai rosanero ad Empoli. L’uomo Corini vincerà a Reggio Emilia e se ne andrà? Non voglio essere strumentalizzato, resto sempre un uomo, anche quando divento tifoso. E’ il clima il problema, creare strumentalmente una situazione di disagio, porca miseria. Non riesco a capire che bisogno c’era di creare un clima difficile in maniera strumentale. Questa squadra ha messo in campo una grande generosità. E’ vero, non siamo spettacolari, ma ditemi quante squadre spettacolari ci sono in Serie A. Ho trovato una squadra che fatica a mettere in campo quello che ha per il clima che c’è. Dopo la grande prestazione di Firenze vedevo che era complicato anche fare passaggi di quattro metri contro il Chievo, nonostante avessimo lavorato perché fosse il contrario. Perché questi ragazzi sono troppo caricati. Non si può caricarli ogni volta in questo modo dicendo che se si perde si va a casa. Può succedere, cazzo! Ma questo non sta portando a niente, creare questa pressione non porta a niente. Ci vuole una crescita nella dialettica interna. La proprietà mi deve dire cosa pensa del mio lavoro, ma poi la responsabilità deve essere di chi viene qui a mettere la faccia. Questo è fondamentale. Se si cambia sempre, se si sostituisce un allenatore con l’altro, un metodo con un altro non si va avanti. La gente apprezza lo sforzo che stiamo facendo, ma bisogna capire i limiti oggettivi che sono evidenti anche dal rendimento precedente alla mia gestione. Se non si capisce questo tutto diventa complicato”. Lo stesso tecnico rosanero ha parlato della sfida contro il Sassuolo e spera di poter lavorare al meglio anche dopo la gara del Mapei Stadium. “Io sento questa partita, vedo quello che è successo dopo una vittoria col Genoa e farò di tutto per questa squadra. Lo merita la gente che viene allo stadio dopo tante sconfitte consecutive, in 20mila. Se non è apprezzabile questo, cosa ti porta ad amare questo mestiere? bisogna entrare in empatia con l’ambiente, bisogna capire quello che sente la piazza. Io vado sempre a testa alta a portare avanti quello che faccio. Amo questo lavoro e ho avuto la fortuna di essere chiamato in un posto che adoro, vorrei stare qui trent’anni e do il massimo. Fa parte del mio lavoro fare degli errori, un mettersi un discussione. Ma non deve essere una dialettica sterile, una dialettica fine a se stessa. Bisogna che la dialettica porti da qualche parte”.

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