Cagliari-Palermo 5-3 d.c.r.: La Gumina illude un Palermo tosto. Rigori fatali ai rosa

Cagliari-Palermo 5-3 d.c.r.: La Gumina illude un Palermo tosto. Rigori fatali ai rosa

Sfuma ai calci di rigore il sogno del Palermo di sovvertire il pronostico. Prova di carattere e coraggio dell’undici di Tedino capace di tenere testa ad un avversario di categoria superiore. Fatali gli errori dal discheto di Jajalo e Aleesami.

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Palermo compatto, gagliardo, coraggioso. Capace di rimontare un gol al Cagliari, cambiare marcia ed inerzia del match nella ripresa. Di spaventare un avversario di categoria superiore fino a condurlo alla lotteria dei calci di rigore. L’assenza della creatività e del raccordo tra le linee di Coronado si è  fatta sentire nel corso di un primo tempo ordinato ma sterile. Decisivi gli ingressi di La Gumina e Gnahoré nella seconda frazione che hanno cambiato ritmo e volto alla squadra. Proprio La Gumina ha firmato il gol del pari che pareva aver mutato quadro psicologico ed emotivo della contesa. Il Palermo sembrava avere più energia per far sua la qualificazione,  non ha avuto lucidità e cinismo necessari a piazzare la zampata decisiva. Rigori che sorridono al Cagliari. Jajalo e Aleesami, autori di una gara di grande  sostanza, sanciscono l’eliminazione fallendo l’esecuzione dagli undici metri.

Tedino  conferma per dieci undicesimi la formazione vittoriosa nel turno precedente. L’ unica novità in termini di interpreti determina anche una sostanziale  variazione di assetto tattico. Out Coronado, il tecnico sceglie Muravski, guastatore con licenza d’inserimento, optando per un 3-5-2.

Primo tempo equilibrato, supremazia territoriale di marca cagliaritana in virtù della maggiore proprietà di palleggio di Cigarini e soci. Palermo apprezzabile per disciplina e compattezza nella fase di non possesso. Posavec fa sussultare i compagni di reparto rischiando il pasticcio su Farias, riscattandosi con un uscita bassa, efficace e coraggiosa, sullo stesso numero 17 sardo.

Rischia poco la compagine siciliana, prova a riproporsi con linearità peccando di precisione e qualità in sede di costruzione e rifinitura.

Isolati Nestorovski e Trajkovski, mancano fosforo e cifra tecnica, sia nel primo possesso che in fase di impostazione, per smistare con acume la sfera sul pressing alto degli uomini di Rastelli. Jajalo e Chochev fanno legna, si sfiancano in sede di interdizione e chiusura, stentando non poco sul piano della circolazione e del fraseggio. Troppi lanci lunghi, centrocampo che non ha tempi giusti per accorciare in avanti, né attitudini per supportare il tandem offensivo.

Il minuto di recupero concesso da Valeri risulta fatale: Barella galleggia senza opposizione al limite dei sedici metri e scarica su Joao Pedro libero di battere Posavec in diagonale.

La ripresa si apre con un giallo comminato a Struna, reo di aver scagliato la sfera su Borriello in seguito ad un normale fallo di gioco. Il Palermo ha subito l’occasione per riequilibrare le sorti del match: bravo Nestorovski a premiare il taglio in profondità di Trajkovski, traversone deviato e velenoso, parata non semplice per Cragno. Il Palermo soffre la maggiore cifra tecnica dei sardi in mezzo al campo unitamente a lignaggio e rapidità del tridente di Rastelli.

Ciò nonostante torna dagli spogliatoi con il piglio giusto, ci mette corsa e nervi, alza di una decina di metri la linea difensiva, pressa alto, riparte con più uomini. Prova a spingere sugli esterni, a buttare Muravski negli spazi, a prendersi dei rischi per pungere il più quotato avversario.

Cagliari che cerca di divorarli gli interspazi evidenti tra le linee di Tedino: Faragò alza incredibilmente la mira liberato solo davanti a Posavec.

Il coraggio premia Tedino, illuminato nel suo primo cambio della serata: La Gumina per Trajkovski. Proprio il giovane palermitano firma il pari rosanero. Aleesami ringhia su Faragò e gli scippa la sfera confezionando l’assist decisivo per il l’ex bomber della primavera.

Gnahoré rileva Muravski in debito d’ossigeno dopo una gara non brillante ma di grande sacrificio. Il  Cagliari accusa il colpo, il Palermo cresce in convinzione, brillantezza e personalità. La fatica inizia a farsi sentire su entrambi i fronti. Il Cagliari prova a fare la partita più con la residua forza d’inerzia che con logica e raziocinio. Il Palermo si raccoglie con abnegazione ed aggressività sotto la linea della palla, attento a non concedere profondità e varchi all’undici di Rastelli.

Gnahoré conferisce nerbo, sostanza e fisicità in zona nevralgica, La Gumina si muove e pressa su tutto il fronte ma il Palermo non trova gamba e guizzo per innescare la ripartenza giusta. Il match si trascina fino al novantesimo: si va ai tempi supplementari.

Condizione fisica e tenuta mentale fattori determinanti nell’extra time. Palermo più tonico nelle gambe e nella testa rispetto all’avversario.

Gnahoré arpiona palloni, li distribuisce e si propone pericolosamente in sede di inserimento. Jajalo spaventa Cragno con un destro insidioso su palla inattiva. Unico sussulto della prima mini frazione. Tedino cerca freschezza e spinta sull’esterno inserendo Rispoli in luogo di un esausto Morganella. Posavec salva sul destro di Farias, Aleesami e Rispoli steccano la misura del cross vanificando due ripartenze potenzialmente letali.

Qualificazione decisa dal dischetto: avvio choc dei rosa con gli errori di Jajalo e Aleesami . A nulla valgono le realizzazioni di Struna e La Gumina. Posavec non riesce a neutralizzare le esecuzioni sarde. Sau spiazza il portiere rosa e sancisce la qualificazione del Cagliari. Sfuma il sogno di un Palermo coriaceo, ordinato e coraggioso che ha tenuto bene il campo contro un avversario di categoria superiore.

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