Achraf Lazaar: “Non pensavo di arrivare a questi livelli. Palermo, hai realizzato un mio sogno”

Achraf Lazaar: “Non pensavo di arrivare a questi livelli. Palermo, hai realizzato un mio sogno”

Parla il terzino marocchino dei rosanero

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La gara di Bologna può segnare la svolta stagionale di alcuni rosanero che, fino all’ottava giornata, avevano un po’ tradito le aspettative. Anche Achraf Lazaar spera di poter dare continuità alla prestazione offerta al Dall’Ara, in cui si è visto un netto miglioramento, specialmente in fase di proposizione: i cross per Gilardino, ad esempio, non sono mancati; i gol del bomber ex Guangzhou sì, ma quelli sono affari del centravanti biellese. L’auspicio per il marocchino è di recuperare al meglio per ripetere le performance della scorsa annata, la sua prima in Serie A. E a proposito del suo approccio con il massimo campionato italiano e della sua crescita, ha parlato l’ex Varese ai microfoni di ‘100% Oussoud‘. “Quando ho iniziato a giocare a calcio non pensavo di poter arrivare a questi livelli, mi sento un ragazzo fortunato. So, comunque, che i risultati che sto conseguendo sono frutto di un lavoro quotidiano. Il calcio è un divertimento, ma per poter arrivare a fare la differenza bisogna sacrificarsi molto – ha detto Lazaar da quanto tradotto da Mediagol.it -. La prima maglia indossata da me è stata quella del Raja Casablanca, è stato un orgoglio poter giocare per quella squadra, dato che tutta la mia famiglia fa il tifo per il Raja. Da adolescente, per esigenze familiari mi sono trasferito in Lombardia, quindi i calci ad un pallone con il Venegono, poi il Varese. Coi biancorossi l’occasione della vita: giocare in Serie B. In questi casi, si ha un po’ di paura di sbagliare, ma grazie ai miei allenatori e all’ambiente varesino, a cui sono particolarmente legato, sono riuscito a farmi notare. I primi a bussare alla porta, sono stati i dirigenti della mia attuale squadra. Ringrazierò sempre il Palermo: hanno permesso la realizzazione di un mio sogno, esordire in Serie A. E’ capitato tutto in così pochi anni: dal Venegono ai rosanero. Sono fiero di me e di chi ha permesso la mia maturazione“.

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