Tragedia Chapecoense, parla un superstite: “Così mi sono salvato”

Tragedia Chapecoense, parla un superstite: “Così mi sono salvato”

Le parole di Erqin Tumiri, 25enne assistente di volo di origine boliviana: è uno dei pochissimi sopravvissuti al disastro aereo di ieri sera.

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Settantuno vittime e sei superstiti. E’ questo il tragico bilancio del disastro aereo avvenuto nella notte tra lunedì 28 e martedì 29 novembre nei pressi di Medellin.

Il Chapecoense a pezzi, morti quasi tutti i calciatori che avrebbero dovuto disputare la finale di Copa Sudamericana proprio stasera. I sopravvissuti alla strage sono Erwin Tumiri (25enne assistente di volo di origine boliviana), Ximena Suarez (una hostess), il giornalista Rafael Henzel e infine i tre calciatori Jakson Follmann (portiere), Alan Ruschel (difensore) e Neto (anche lui difensore). Nella notte Follmann ha perso una gamba: i medici sono stati costretti ad amputargliela per salvargli la vita.

E intanto arrivano le prime testimonianze dal volo CP2933. “Mi sono salvato perché ho seguito il protocollo di emergenza – ha raccontato Tumiri, l’assistente di volo citato in precedenza, a Caracolmi sono sistemato una valigia tra le gambe e poi mi sono messo in posizione fetale”.

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