SIENA-PALERMO: Le pagelle di Mediagol

SIENA-PALERMO: Le pagelle di Mediagol

voti di Giuseppe La Barbera PALERMO AMELIA 6+ Gioca titolare, immolandosi per la causa, nonostante non sia in condizioni eccelse dal punto di vista fisico: al 3’ della ripresa, però,.

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voti di Giuseppe La Barbera PALERMO AMELIA 6+ Gioca titolare, immolandosi per la causa, nonostante non sia in condizioni eccelse dal punto di vista fisico: al 3’ della ripresa, però, sembra gettare la spugna dopo che il franco-algerino Ghezzal gli frana addosso in seguito ad una caduta provocata da un dubbio contatto tra il senese e Cassani, in area di rigore. Il cambio con Ujkani pare imminente, ma alla fine Amelia stringe i denti e si fa fasciare la tibia, rimanendo sul terreno di gioco. Incolpevole sul gol di Calaiò, lasciato troppo solo nel cuore della difesa rosanero, evita in un paio di occasioni il raddoppio dei bianconeri, soprattutto in virtù di un intervento al 94’ sullo scatenato palermitano, che conferma la sua reattività e un’attenzione, sfoderata per tutto il resto di un match, in cui era stato raramente chiamato in causa e durante il quale viene salvato dal palo su una conclusione di Frick, quando già scorrono i titoli di coda. INCOLPEVOLE CASSANI 5,5 Dalla sua parte transitano Ghezzal e, a volte, Del Grosso, è soprattutto il primo a metterlo in difficoltà a livello di copertura e a bloccarlo nella sua metà campo, per quasi tutta la gara. Quando si sgancia in avanti è il solito “furetto” imprendibile, come dimostra l’azione con cui si incunea sull’out sinistro del Siena al 4’, anche se, in generale, i suoi cross non sono precisi come nelle giornate migliori. Palesa una condizione fisica non ottimale e risulta essere poco tranquillo in alcuni interventi, tra cui qualche stop sbagliato e, soprattutto, un retropassaggio da kamikaze, che per poco non si tramuta in un clamoroso autogol al 91’. STANCO KJAER 6,5 Gioca nonostante degli evidenti problemi alle caviglie, che ne frenano la corsa e la tempestività, una delle qualità migliori sfoderate durante una stagione da protagonista assoluto. Lotta tenacemente con Calaiò, nonostante un palese gap fisico, e se l’attaccante palermitano, che non è certo un giocatore di prima fascia, riesce a sfuggirgli in un paio di occasioni, è solo a causa delle sue precarie condizioni. Tuttavia, Kjaer è il più attento e preciso della retroguardia del Palermo e limita spesso i danni, anche se nell’azione del gol, soccombe con il resto del reparto. TENACE MIGLIACCIO 5,5 Nella nuova posizione di centrale difensivo, che Ballardini gli ha cucito in nome di un’emergenza disarmante, oggi non brilla. Paga un’altezza non certa mastodontica (178 centimetri) quando deve staccare di testa contro avversari che da questo punto di vista stanno meglio e che sono inoltre più abituati di lui a battagliare sui palloni alti in area. Tallona dove può, ma dà poca sicurezza ai suoi compagni, anche perché non può essere sempre lui l’artefice dei miracoli nel cuore dell’area. SOVRASTATO BOVO 5 La sua prestazione nelle vesti di terzino sinistro è uno spot per tutti i nostalgici di Federico Balzaretti: Zuniga gli scappa da tutti i lati e addirittura si prende quasi burla di lui, con finte e doppi passi, all’inizio dell’azione che si conclude con la rete di Calaiò, al 15’ della ripresa. Di certo, soprattutto nel corso del primo tempo non è aiutato da Bresciano, che è schierato sulla parte sinistra del centrocampo. Bovo, però, ha anche colpe tutte sue: è troppo falloso ed è sempre in ritardo sugli avversari diretti. La sua prova, inoltre, è carente anche sul piano delle proiezioni offensive: la prima arriva poco dopo la mezzora ed è senza esito. Da lì in poi, non arriverà nessun altro traversone dal suo lato. SPAESATO GUANA 5 Comincia male, rifilando un calcione a Galloppa dopo soli 6 minuti di gioco e beccandosi l’ammonizione, successivamente è sempre in ritardo e mostra i suoi limiti di fronte al centrocampo dei padroni di casa, che, pur non annoverando tra le propria fila dei campioni, è composto da gente come Vergassola e lo stesso Galloppa, che ha piedi decisamente migliori. Rischia più volte il secondo giallo e si macchia anche di un errore decisivo: è l’ultimo rosanero a dover arginare Calaiò, che invece va beffardamente a segno. Esce, giustamente, per fare spazio a Succi al 66’. GIORNATA-NO NOCERINO 5,5 In settimana è diventato papà ed ha usufruito di due giorni di permesso per il lieto evento: si è, quindi, allenato poco, peggiorando, senza colpa, una situazione fisica non ottimale, visti gli acciacchi accusati nell’ultimo periodo. Dovrebbe suonare la carica e prendere per una mano una squadra orfana del suo metronomo Liverani, si limita, invece, a svolgere i compiti strettamente necessari, non imponendosi come faro del gioco, ma, al contrario, trascinandosi stancamente in una prova da comparsa, piuttosto che da attore protagonista del match. Anche lui soffre un centrocampo toscano decisamente alto, con Coppola, ultimo dei suoi davanti alla difesa e tra i primi ad avventurarsi in pressing sui rosanero. FRENATO TEDESCO S.V. Solo dieci minuti per lo sfortunato centrocampista palermitano, che in una delle rari occasioni dell’anno in cui viene schierato titolare deve abbandonare prestissimo il campo a causa di una presunta distrazione muscolare al flessore. SFORTUNATO SIMPLICIO 6- Ancora una volta mostra delle giocate caratterizzate, decisamente, da un marchio che riporta alle sue nobili origini calcistiche: i tunnel e i dribbling con cui sfugge a centrocampo, infatti, sono prodezze degne solo di un brasiliano. Al 16’ giganteggia, macinando metri, mentre i senesi lo inseguono senza poter far nulla. Nell’ottica dei 96 minuti giocati, però, risulta essere poco continuo e improduttivo ai fini del risultato. A causa delle numerose assenze, in primis il forfait di Liverani, anche da lui, come da Nocerino, ci sarebbe aspettato decisamente di più. DISCONTINUO CAVANI 5 Dopo tanti elogi e gratificazioni, Edinson si ferma inesorabilmente e invece di confermarsi il degno sostituto di Amauri, alla luce di un paragone che non ha mai esaltato l’uruguaiano, recita una prova “fumosa”, che ricalca le prime apparizioni in rosanero con Colantuono, anche grazie a una buona opposizione da parte dell’esperto Portanova, che riesce a controllarlo, senza eccessive preoccupazioni. E’ troppo egoista e, inoltre, ad inizio gara non brilla per le discese in copertura, che ne hanno fatto, finora, uno degli attaccanti più completi del campionato. In seguito torna anche indietro. Si manda a quel paese molte volte con Miccoli, alimentando una sfida nella sfida, che non giova alla causa palermitana, ma, contrariamente, risulta essere decisamente nociva. L’errore con cui cicca il possibile pallone del pareggio al 92’ è l’ennesima testimonianza di una giornata da dimenticare al più presto. TESTARDO MICCOLI 5,5 Anche lui non si segnala per altruismo, ma a differenza di Cavani è più in partita, poiché in virtù della maggiore esperienza rispetto al compagno di reparto sudamericano, capisce che in gare come quella odierna, è meglio andare a prendersi la palla lontano dall’area. E’ il più pericoloso dei suoi, ma non incide sul risultato, sbagliando l’ultima occasione, al 95’, quando scaglia fuori la sfera del possibile 1-1. Aveva iniziato con grande piglio: al 4’, infatti, solo la prontezza di Curci aveva evitato che un suo rasoterra su punizione si fosse tramutato nella rete del vantaggio dei siculi. In definitiva, dopo la prestazione sublime contro il Cagliari, torna decisamente sulla terra. NON IN VENA BRESCIANO 4,5 (entra al posto di Tedesco) Viene gettato nella mischia a causa dell’infortunio di Tedesco, nonostante il fatto che anche l’australiano non sia al top della condizione. Una circostanza, però, è illuminante sul suo giudizio negativo: forse riesce nell’impresa di marcare il tabellino della gara, più per i falli fatti, che per i palloni giocati, tutto ciò dimostra ampiamente come l’esibizione di Bresciano all’ “Artemio Franchi” sia più che modesta. Come nelle giornate peggiori della sua avventura palermitana, non sembra quasi in campo, considerando le rare occasioni in cui agisce attivamente sul match. Fortunatamente per lui i “Ghostbusters” sono passati di moda da un bel pezzo, altrimenti oggi gli avrebbe garantito il lavoro e la paga di un’intera giornata. ECTOPLASMA SUCCI 6 (entra al posto di Guana) Gioca una trentina di minuti scarsi, ma riesce ugualmente a rendersi pericoloso, sfiorando la rete, di testa, al minuto numero 83. Per il resto lotta, cercando di far salire la squadra, nelle vesti di gregario che più gli si addicono. Stavolta, però, nessuna magia riesce a migliorare una personale media-gol da urlo, considerando i pochi giri di lancetta che gli sono stati concessi durante l’anno. SUFFICIENTE HERNANDEZ S.V. (entra al posto di Nocerino) Il suo ingresso in campo, a poco più di dieci minuti dalla fine dei tempi regolamentari, segna un cambiamento di modulo, con Regno che presenta la quarta punta: è la classica carta della disperazione, giocata senza avere in cambio nessun risultato. Abel tocca pochi palloni e mette in luce una buona velocità, ma in un’incursione degli ultimi minuti, viene frenato da un’entrata dei difensori toscani, che rimanda ancora il suo momento di gloria. INGIUDICABILE All. Regno 5,5 Sostituto di Ballardini, in tribuna per la squalifica rimediata dopo il placcaggio del cagliaritano Matheu, deve fare di necessità virtù, mandando in campo Kjaer che non sta benissimo e Bovo, invece di Savini, nella posizione di terzino sinistro, ruolo che l’ex genoano non ricopre da molto tempo. Anche nelle sostituzioni, che iniziano già al 10’ con l’avvicendamento di Tedesco con Bresciano, è costretto a compiere scelte obbligate. Forse sbaglia, scegliendo come primo cambio in attacco, Succi e non Hernandez, poiché i rifornimenti dalle fasce sono veramente minimi e quindi al Palermo sarebbe servita di più la velocità del giovane uruguaiano. Ma le colpe sono quasi sicuramente non sue, poiché le decisioni saranno arrivate dall’alto della tribuna del “Franchi”, dove si trova il tecnico in prima, a cui quest’anno si può solo obiettare una condotta in trasferta da squadra “normale”, che stride solo considerando lo strepitoso ruolino di marcia casalingo. OBBLIGATO SIENA Curci 6,5; Zuniga 7 (37 st Rossettini s.v.), Portanova 6,5, Ficagna 6, Del Grosso 6; Jarolim 6, Coppola 6,5, (39 st Kharja s.v.), Vergassola 7, Galloppa 6,5; Ghezzal 6(45 st Frick s.v.), Calaiò 7 (Ivanov, Codrea, Brandao, Amoruso). All.: Giampaolo 6,5 Arbitro: Ciampi 6- Prima del match dell “Artemio Franchi”, qualcuno non aveva gradito la sua investitura come direttore di gara, poiché erano state contestate le sue origini romane e una designazione ritenuta, quindi, non opportuna, poiché il Palermo si sta attualmente giocando l’accesso alla “European League” proprio con la Roma. Ciampi, però, non combina danni a sfavore dei rosanero e anzi decide di non assegnare un penalty per un contatto tra Cassani e Ghezzal, che, se fosse stato dato, non si sarebbe di certo guadagnato l’attributo di “scandaloso”. Il fischietto capitolino, però, non è aiutato dagli assistenti Alessandroni e De Luca, che sbagliano spesso le decisioni riguardo ad alcuni offside, in particolar modo frenando il palermitano Miccoli solo davanti a Curci, al 28’, in posizione regolare. DA RIVEDERE

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