PRESS ROOM ROSANERO, BUDAN: “È il momento più difficile della mia vita. I tifosi mi stanno accanto. Non voglio smettere di giocare”

PRESS ROOM ROSANERO, BUDAN: “È il momento più difficile della mia vita. I tifosi mi stanno accanto. Non voglio smettere di giocare”

Di Calogero Fazio
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Di Calogero Fazio

L’attaccante rosanero, Igor Budan, nel corso della conferenza stampa odierna tenutasi presso il centro sportivo ‘Tenente Onorato’ di Boccadifalco, ha ringraziato la piazza palermitana per l’affetto che ha riversato nei suoi confronti durante il periodo di lutto dovuto alla prematura scomparsa della figlioletta Amber. “Volevo ringraziare tutti per il supporto, sono cose difficili da spiegare con le parole. La vita continua, c’è stato tanto supporto, da parte vostra, non voglio escludere nessuno – ha esordito il giocatore -. Voglio dire grazie a tutti senza menzionare tifosi o giornalisti. Voglio ringraziare soprattutto i miei compagni di squadra, il presidente, sua moglie. Mi hanno dato la forza di ripartire facendomi sentire a casa. E basta. Sono poche parole, però purtroppo cerco di andare avanti, questo è poco ma sicuro”.

Il calciatore croato, ancora visibilmente scosso per l’immane tragedia che lo ha toccato appena quattro settimane fa, è sceso nel dettaglio e ha spiegato i sintomi dell’infezione fulminea che gli ha portato via la piccola Amber. “Voglio precisare cosa è successo, si è scritto solo della meningite, ma è stata una sindrome particolare, la peggiore che può capitare e che ancora oggi è un po’ inspiegabile – ha puntualizzato Budan -. La causa è stata un batterio che scende nel sangue per cui non esiste ancora oggi un vaccino. Ci sono dieci casi in Italia all’anno e solo il 3% è di questo tipo qui, è veramente rarissimo”.

La vita tristemente va avanti e, seppur ferito, Igor Budan cerca di ripartire dal suo lavoro. Cerca di ritornare a calcare i campi della Serie A, in attesa che il dolore si attenui. Se non altro per dare una mano a presidente, allenatore e compagni di squadra che attendono con ansia il suo ritorno al calcio giocato. E per non deludere i propri cari. “Mia moglie è stata quella che in qualche modo mi ha detto: ‘dai, dobbiamo ripartire e andare avanti con la vita’. Abbiamo deciso insieme di ripartire dal mio lavoro, perché dietro la mia passione ci sono i miei genitori, c’è tutta una carriera, perciò smettere o prendere una pausa non avrebbe portato a niente. Sono quattro settimane proprio oggi e ho cercato subito di ripartire – ha proseguito il centravanti rosanero -. È un vuoto che ci sarà per sempre nei nostri cuori. Il mio obiettivo è di ritrovare me stesso, di essere quello che avete sempre visto, di lottare, fare il professionista con emozione e adrenalina, in questo momento mi manca, però ringrazio mister e compagni perché non dico che mi sopportano ma mi capiscono e mi appoggiano. Sto migliorando, ci vorrà un po’ di tempo, ma sentire il rispetto per la situazione è molto importante. Voglio ringraziare anche il presidente per il suo appoggio, perché mi ha dato la massima disponibilità, mi ha anche fatto stare in hotel da solo con la mia famiglia. Sto cercando di reagire, ma la ricetta non si scopre in due giorni – ha spiegato Budan -. Abitare con la mia famiglia mi è stato molto utile perché non so se sarei riuscito a stare coi compagni, sarei stato un peso per loro e loro per me. È stato molto utile. Sicuramente bisogna ritrovare il senso della vita che per me è vivere. C’è anche l’altra bambina, ci sono delle situazioni che non mi permettono di fermarmi, se fermassi me stesso farei del male a tante persone, soprattutto a mia figlia e mia moglie. Tutte le persone che sentono di aver ricevuto qualcosa da me. Vorrei anche essere un esempio per gli altri nel riuscire a reagire. Ci sono tanti casi di gente che non si riprende più, vorrei che non si trattasse di me, perché non sarebbe giusto, bisogna trovare lo spirito giusto e avere la testa alta e non pensare solo a piccole cose e cavolate che non sono importanti”.

E infine, un ringraziamento particolare da parte di Budan va ai tifosi rosanero che in questo triste frangente con il loro calore umano hanno cercato di sorreggerlo ed aiutarlo. “I tifosi mi sono stati vicini durante questo periodo di lutto. Sono cose che uno deve toccare con mano, inutile nascondersi. Quando è successo volevo smettere, volevo cambiare, però non bisogna abbattersi in questi frangenti – ha concluso il centravanti originario della città di Fiume -. Fa piacere che ci sia questo appoggio da parte dei tifosi che non mi hanno mai fatto sentire solo in un momento così importante e delicato per me e per la mia famiglia. Grazie a tutti di cuore!”.

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